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Consegnate 15 onorificenze al merito della Repubblica

A far da cornice alla cerimonia solenne della Prefettura l’aula magna del Palazzo centrale dell'Università di Catania. Tra le premiate Laura Salafia

28 Maggio 2021
Alfio Russo

«Cosa avrà visto in me? Non saprei. Ringrazio per questo regalo, l’onorificenza che mi ha concesso, e per questa bellissima giornata, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Ormai da anni, da quando la pallottola mi ha colpito intaccandomi il midollo trascorro le giornate a letto, solo poche ore in carrozzina, ma per fortuna ho ancora la capacità di pensare. Vivo come in un oceano in tempesta, ma non mi sono mai arresa». A pronunciare queste parole, che hanno emozionato e toccato i cuori di tutti i presenti nell’aula magna del Palazzo centrale dell’Università di Catania, è stata Laura Salafia, la studentessa lavoratrice che nel luglio del 2010, appena uscita dal Monastero dei Benedettini, fu colpita da una pallottola vagante che le lesionò il midollo. Parole che ancora una volta hanno testimoniato l’attaccamento alla vita, la forza di combattere, un esempio di tenacia per molti.

«Non ho potuto fare molto per la città e per il Paese, posso soltanto vivere la mia vita con dignità. Vorrei solo che le istituzioni mi fossero sempre vicine, chiedo soltanto che mi assicurino l’assistenza ordinaria nel quotidiano» ha aggiunto in occasione della cerimonia solenne di consegna dei diplomi agli insigniti delle onorificenze dell’ordine “Al merito della Repubblica Italiana” concesse dal Presidente della Repubblica a coloro che si sono distinti per meriti verso la Nazione.

«Nonostante la sofferenza ha avuto sempre coraggio, è la testimonianza della volontà di non arrendersi mai e soprattutto in questo particolare momento storico il suo esempio di vita da lei offerto rappresenta un messaggio di speranza per tutti» ha spiegato il prefetto il prefetto Maria Carmela Librizzi alla presenza, tra gli altri, del rettore Francesco Priolo, del sindaco Salvo Pogliese e dell’arcivescovo mons. Salvatore Gristina.

A far da cornice alla cerimonia l’aula magna del Palazzo centrale, luogo simbolo della cultura che in numerose occasioni ha ospitato premi Nobel e ricercatori di fama internazionale. Stavolta i protagonisti sono donne e uomini che si sono distinti per il loro impegno nella solidarietà, nel soccorso, nella cooperazione, nella tutela dei minori, nella promozione della cultura e della legalità e per le attività in favore della coesione sociale, dell’integrazione.

«La scelta di questo luogo non è casuale, ma vuole costituire un ideale passaggio di consegne tra gli insigniti e le nuove generazioni a cui abbiamo il dovere di fornire un segnale, il rispetto del bene comune – ha spiegato il prefetto -. La pandemia ha impedito una partecipazione più ampia, ma è molto significativa la presenza delle studentesse e studenti della Scuola Superiore di Catania (Sarah Basile, Maria Giovanna Mazza, Maria Carla Merlo, Gabriele Parisi e Giuseppe Sangiorgio) perché dobbiamo fornire ai giovani gli esempi virtuosi e il rispetto delle regole».

«Anche in questa occasione ricordo l’articolo 4 della Costituzione che recita come “ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società”. E gli insigniti di oggi, ai quali conferiamo uno speciale riconoscimento al servizio fornito per il bene della collettività, ne sono un esempio» ha aggiunto il prefetto nel corso della manifestazione che si inserisce tra le celebrazioni del 75° Anniversario della Proclamazione della Repubblica.

A seguire il rettore Francesco Priolo ha evidenziato che «la scelta dell’aula magna come sede della cerimonia testimonia ulteriormente l’apertura del nostro ateneo al territorio e di questo ringrazio il prefetto Maria Carmela Librizzi».

«E altrettanto significativa è la scelta della partecipazione alla cerimonia di cinque studentesse e studenti della Scuola Superiore di Catania, luogo d’eccellenza e volano della formazione per il nostro ateneo – ha aggiunto il rettore che ha premiato la dott.ssa Giuseppa Maria Spampinato e la dott.ssa Antonella Ligreggi -. Ma per la nostra Università è particolarmente significativo vedere tra i premiati Laura Salafia, un’onorificenza che ha un valore molto importante e ringrazio coloro che lo hanno voluto».

A seguire il sindaco Salvo Pogliese che si è soffermato sulla «determinazione e passione civile di Laura Salafia, un esempio per la nostra città».

A ricevere il riconoscimento di Grande Ufficiale il prefetto Claudio Sammartino, quello di Commendatore il questore Mario Finocchiaro e saranno nominati Cavaliere ufficiale la dott.ssa Giuseppa Maria Spampinato e il Mar. Magg. Antonio Aldo Agosta.

Ad essere insigniti dell’onorificenza di Cavaliere la dott.ssa Laura Salafia, il dott. Gioacchino Albano, la maestra Ornella Boccafoschi, la dott.ssa Erika Collura, il luogotenente Giuseppe Di Mauro, la dott.ssa Rosa Maria Garozzo, il brigadiere capo Lorenzo Geraldi, la dott.ssa Antonella Ligreggi, il sig. Antonio Marco Pizzuto, il luogotenente in congedo Consolato Sciacca e il dott. Massimo Signorelli.

Nel corso della cerimonia il Quartetto d’Archi “Bellini Ensemble”, composto da professori d’orchestra del Teatro Massimo Bellini, ha eseguito l’Inno Nazionale in apertura e a conclusione due brani di Handel “Minuetto” e “Rejnassance”.