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In Sicilia nasce il Polo per la ricerca e l'innovazione

La Regione coinvolge gli atenei siciliani, quattro i progetti che hanno avuto il via libera e che adesso saranno sottoposti alla valutazione del ministero dell’Università e della ricerca

19 Febbraio 2022
Alfio Russo

Il Polo per la ricerca e l'innovazione che vede coinvolti la Regione Siciliana e i quattro atenei siciliani comincia a produrre i primi frutti. 

Quattro progetti, infatti, hanno avuto il via libera e adesso saranno sottoposti alla valutazione del ministero dell’Università e della ricerca: il Centro nazionale di biodiversità (che vede come ente capofila il Cnr); il Centro per l'innovazione "Samothrace” sulle micro e nano tecnologie (Università di Catania); il potenziamento dell’infrastruttura di ricerca Km3Net in costruzione nel Mar Mediterraneo, una delle cui stazioni viene realizzata al largo di Portopalo di Capo Passero (Istituto nazionale di fisica nucleare); il riconoscimento di infrastruttura di ricerca strategica per la Fondazione di scienze religiose di Palermo.

«Per la prima volta la Regione rivestirà un ruolo attivo nella realizzazione di progetti di ricerca in Sicilia» ha detto il presidente della Regione Nello Musumeci, annunciando la decisione del governo regionale di supportare l’attività di università ed enti pubblici di ricerca dell’isola. Una decisione frutto dell’Accordo firmato qualche settimana fa a Palazzo Orleans con i rettori dei quattro atenei siciliani per creare un Polo per la ricerca e l’innovazione. 
«L’intesa sottoscritta a gennaio con le università della Sicilia - aggiunge il governatore - va proprio in questa direzione: ci potrà consentire di intercettare meglio le risorse del Pnrr, facendo per la prima volta un gioco di “squadra” tra istituzioni, e di puntare sui nostri neolaureati. In questo modo potremo dare ai giovani siciliani un’alta formazione di elevata qualità, creare opportunità concrete e consentire alle nostre migliori intelligenze di potere lavorare con profitto nella nostra Isola».

Centro nazionale biodiversità a Palermo (Cnr)

Il progetto del Centro di biodiversità, uno dei cinque previsti a livello nazionale, è l'iniziativa di ricerca e innovazione più importante sulla biodiversità mai tentata in Italia. La Regione avrà un ruolo attivo nel progetto di coordinamento del Comitato di indirizzo, previsto dallo statuto del futuro Centro, composto da enti pubblici e territoriali, con il compito di valorizzare i risultati di ricerca e innovazione nei confronti delle Regioni, degli enti territoriali, nazionali ed europei.
Il Cnr, insieme ai partner accademici e industriali, coordinerà le attività di ricerca e innovazione di circa mille ricercatori sparsi su tutto il territorio nazionale, si interfaccerà con importanti istituzioni internazionali e potrà contare sulla collaborazione di decine di imprese e istituzioni. Il finanziamento del ministero dell'Università permetterà al Centro di implementare le attività previste per tre anni dall'inizio dei lavori; il cuore del progetto è la ricerca di base e avanzata sulle tecnologie e le scienze rilevanti per monitorare, preservare e valorizzare la biodiversità mediterranea. Del Centro nazionale farà parte il complesso del Roosevelt di Palermo.

Progetto Samothrace (Università di Catania)

La creazione di un Ecosistema dell'innovazione, denominato Sicilian micro and nano tecnology research and innovation center (Samothrace), punta a mettere in rete le competenze e le risorse relative alle micro e nano tecnologie, smart devices e materiali innovativi, per promuovere e rafforzare la collaborazione tra le istituzioni regionali, il sistema della ricerca e il sistema produttivo siciliano. Tra i soggetti proponenti compaiono, a vario titolo, le quattro Università siciliane (Palermo, Catania, Messina ed Enna), enti di ricerca e aziende pubbliche e private leader del settore, tra cui il Cnr, il distretto Micro e nano sistemi Sicilia, Stmicroelectronics, Emblema, Ismett, Upmc, Istituto Rizzoli, Infn, Istituto Euro-Mediterraneo di scienza e tecnologia. L'obiettivo del progetto è quello di valorizzare i risultati della ricerca, agevolare il trasferimento tecnologico e accelerare la trasformazione digitale delle imprese puntando alla sostenibilità economica e ambientale, con una ricaduta positiva anche sul tessuto sociale siciliano. I campi di applicazione delle micro e nano tecnologie, infatti, sono numerosi: si va dalla creazione di sistemi di produzione e accumulo dell'energia alle soluzioni per la mobilità intelligente, dall'applicazione di tecnologie e circuiti per la salute alla realizzazione di dispositivi per l'agricoltura di precisione e per la fruizione dei beni culturali.

Delibera Resilience (Fondazione Scienze religiose)

La Fondazione per le Scienze religiose Giovanni XXIII (Fscire) punta a ottenere il riconoscimento di infrastrutture di ricerca strategica della Regione Siciliana. La fondazione ha sede a Palermo dal 2017, opera attraverso la Biblioteca La Pira ed è titolare del progetto europeo “Resilience”, insieme con altre e qualificate istituzioni accademiche internazionali. “Resilience” è l'unica infrastruttura a guida italiana del settore Ssh (Social sciences and humanities) e vede la partecipazione o l'appoggio di Israele, Bulgaria, Olanda, Albania, Armenia, Bonsia, Grecia, Malta, Turchia, i paesi del Western Balkans, l'impegno ad alto livello di Francia e Germania e un apprezzamento anche di altri esponenti del panorama intellettuale e diplomatico. La Fondazione, che ha sedi a Bologna e a Palermo, porta per la prima volta in Italia il quartier generale di una infrastruttura di ricerca europea del settore umanistica. L'installazione dell'hub a Palermo significa invertire la rotta di emigrazione del capitale umano e collegare il capoluogo siciliano sia alla sua storia passata di porto delle culture e delle fedi, sia allo sviluppo di una futura geografia della ricerca europea e nazionale.

Progetto Km3Net (Infn)

La proposta di partenariato presentata dall’Istituto nazionale di Fisica nucleare (Infn) riguarda il potenziamento dell’infrastruttura di ricerca Km3Net in costruzione nel Mar Mediterraneo, una delle cui stazioni viene realizzata al largo di Portopalo di Capo Passero. L’opera servirà al funzionamento di telescopi sottomarini di ultima generazione in grado di rivelare e studiare neutrini dalle sorgenti astrofisiche. L’infrastruttura è già oggetto di finanziamenti da parte della Regione attraverso il Po-Fesr 2014-2020. Adesso, l’Infn intende ampliare il progetto con un programma da 75 milioni di euro, la cui spesa è prevista principalmente in Sicilia. A questa nuova iniziativa parteciperanno anche l’Università di Catania e l’Istituto nazionale di astrofisica. L’Infn, inoltre, intende portare a Palermo la sede del consorzio internazionale Km3Net sulla base della collaborazione in corso con Arpa Sicilia per realizzare il Centro di ricerca Roosevelt. Il potenziamento dell’infrastruttura permetterà anche di conoscere meglio l’ambiente marino giocando un ruolo centrale nella realizzazione del Centro nazionale sulle biodiversità.

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