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Le politiche dell’Università di Catania per lo sviluppo sostenibile

«Negli ultimi due anni l’ateneo ha investito molto nel campo dei rifiuti, con la raccolta differenziata arrivata al 65%, e della mobilità» ha spiegato il rettore Francesco Priolo nel corso dell’iniziativa “Sustanability Day” a Taormina

14 Luglio 2021
Alfio Russo

«Dal 2019 l’Università di Catania ha attivato la raccolta differenziata in tutte le strutture con oltre 500 contenitori di carta, plastica e indifferenziata che hanno permesso di far raggiungere un valore medio della raccolta differenziata del 65%. Se considerate che nel 2019 eravamo fermi al 7% ritengo che la campagna di sensibilizzazione “UNICT si differenzia” abbia dato i suoi frutti». Con queste parole il rettore Francesco Priolo ha aperto stamattina il suo intervento al “Sustanability Day - La prima giornata della sostenibilità in Sicilia” al Giardino dei Gelsomini dell’Excelsior Palace Hotel di Taormina.

«Anche nel campo della mobilità l’Università di Catania è molto attivo con la campagna “Chi studia non paga il biglietto” rivolta ai nostri studenti – ha spiegato il rettore -. Il costo dell’abbonamento del trasporto pubblico urbano è a carico per il 90% dell’ateneo. Abbiamo registrato un aumento dell’utilizzo dei mezzi pubblici del 50% da parte degli studenti disincentivando così l’utilizzo del proprio mezzo».

Ma non è tutto. «L’Università di Catania è tra i fondatori nel 2015 della Rete delle Università Italiane per lo Sviluppo Sostenibile promossa dalla Crui, si tratta della prima esperienza di coordinamento e condivisione tra tutti gli atenei italiani impegnati sui temi della sostenibilità ambientale e della responsabilità sociale – ha aggiunto il prof. Francesco Priolo -. E nel 2019 ha dichiarato lo stato di emergenza climatica e ambientale accogliendo la richiesta della Consulta degli studenti e di Fridays for Future Catania sostenendo così un modello di sviluppo sostenibile che possa portare all’abbandono definitivo della produzione e del consumo energetico fossile».

«Proprio agli studenti rivolgo un messaggio, quello di essere sempre più protagonisti del vostro ateneo e di conseguenza del vostro futuro. L’Università di Catania sta investendo molto nella Terza missione, ma occorre il vostro contributo» ha concluso il rettore.

Da sinistra Francesco Priolo, Agata Patrizia Saccone, Agata Matarazzo e Patrizia Lombardi

A seguire – dopo gli interventi di Agata Patrizia Saccone (presidente di Sustanability Day) e Patrizia Lombardi (presidente della Rete delle Università Italiane per lo Sviluppo Sostenibile) – la docente Agata Matarazzo del Dipartimento di Economia e Impresa dell’Università di Catania ha evidenziato «il ruolo dell’ateneo catanese nell’anticipare le esigenze del territorio e nell’ascoltare le richieste delle aziende e degli studenti al fine di creare opportunità lavorative per i nostri giovani ancora oggi costretti ad andare via dalla Sicilia».

«Occorre implementare le reti di conoscenze e rapporti con le aziende e sfruttare al massimo le risorse naturalistiche che la Sicilia offre come volano socio-economico – ha aggiunto la docente alla presenza, tra gli altri, dei direttori di dipartimento Roberto Cellini (Economia e Impresa) e Giovanni Muscato (Ingegneria Elettrica Elettronica e Informatica) -. Non a caso è stato attivato il Master di management della transizione ecologica nelle aziende per la formazione di esperti nella gestione dei processi di transizione ecologica di imprese, enti e organizzazioni del terzo settore ed, inoltre, il dottorato internazionale in Economics, management and decision making incentrato su diversi ambiti di ricerca tra cui Technological innovation, Sustainability, Institutions and political economics, Healthcare markets, Cultural goods and tourism, Data science, Big data analysis e Artificial intelligence».

I docenti dell’Università di Catania presenti all’evento