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Dal Piano nazionale di ripresa e resilienza nuovi fondi per gli atenei per ricerca e edilizia

È quanto emerso dal Convegno annuale dei Direttori generali e dei dirigenti delle Università italiane. «Sarà fondamentale intercettare le risorse” spiega il dg dell’ateneo catanese Giovanni La Via

6 Ottobre 2021
Alfio Russo

Il Piano nazionale di ripresa e resilienza rappresenta una straordinaria opportunità di investimento sul capitale umano, sulla formazione, sulla ricerca e sulla terza missione. Un’opportunità fondamentale per la costruzione di un forte legame tra le università e il mondo economico.

Dal Pnrr, infatti, potranno arrivare sul panorama universitario italiano 1,3 miliardi di euro per la realizzazione del Piano straordinario per l’edilizia residenziale universitaria e altri 7 miliardi di euro per il Piano straordinario della ricerca.

È quanto emerge dal XVIII Convegno annuale dei Direttori generali e dei dirigenti delle Università italiane che si è svolto a Roma nei giorni scorsi a cui hanno partecipato oltre 80 istituzioni universitarie pubbliche e private, con oltre 200 partecipanti, tra direttori generali e dirigenti.

«Sarà fondamentale intercettare queste risorse che possono essere destinate al miglioramento delle infrastrutture edilizie del nostro ateneo dedicate alla ricerca, alla didattica e alla residenzialità universitarie – spiega il direttore generale dell’Università di Catania, Giovanni La Via -. Tra le varie linee penso alla realizzazione di progetti già cantierabili, all’acquisto di attrezzature da destinare alla ricerca e allo sviluppo di ricerche insieme con le imprese con l’obiettivo di rafforzare il legame tra il nostro ateneo e il territorio».

Previsti fondi del Pnrr anche per la digitalizzazione dei processi, l’integrazione dei sistemi informativi e il governo degli indicatori con le università chiamate a sostenere e implementare dinamicamente i processi di trasformazione digitale del Paese.

E ancora fondi per il potenziamento numerico e qualitativo del personale tecnico-amministrativo attraverso la semplificazione delle regole del reclutamento e il focus sulle nuove competenze oltre alla eliminazione o almeno importante attenuazione dei vincoli sulla spesa corrente degli atenei.

Il direttore generale Giovanni La Via