Studenti dell’Ateneo di Catania alla scoperta della biodiversità della Sila

Effettuate numerose attività di erborizzazione e campionamenti faunistici

27 Giugno 2019
Alfio Russo

Una “campagna” nella Sila piccola catanzarese per approfondire le tematiche della conservazione della Biodiversità e per confrontarsi con una realtà ambientale differente da quella del territorio siciliano. Un’esperienza che ha permesso gli studenti del primo e secondo anno del corso di laurea magistrale in Biologia ambientale del dipartimento di Scienze Biologiche, Geologiche e Ambientali dell’Università di Catania anche di effettuare attività di erborizzazione (i campioni d’erbario raccolti durante l’escursione saranno successivamente identificati, essiccati e archiviati nell’Erbario dell’ateneo) e campionamenti faunistici.

L’escursione – organizzata dai docenti Maria Privitera, Pietro Minissale, Mirella Clausi, Vera d’Urso, Spampinato Giovanni e Sciandrello Saverio del corso di laurea presieduta dalla docente Marta Puglisi – ha consentito agli studenti di confrontarsi con una realtà ambientale comparabile e al tempo stesso differente da quella che caratterizza il territorio siciliano con parametri ambientali, habitat, formazioni e diversità biologiche anche proprie di montagne europee.

A guidare gli studenti anche il prof. Giovanni Spampinato dell’Università di Reggio Calabria, Lupia Carmine (direttore della Riserva naturale “Valli Cupe” di Catanzaro) e Alfredo Rippa (responsabile del Centro visite di Taverna).

Nel corso delle tre giornate di attività formativa gli studenti hanno ammirato le Cascate di Murano dove è presente il rarissimo cerfoglio calabrese (Chaerophyllum calabricum), i boschi ripariali ad ontano e numerose felci di notevole interesse naturalistico oltre alle specie vegetali endemiche-rare presenti in Calabria. Gli studenti hanno avuto modo di osservare anche specie animali assenti in Sicilia, come lo Scoiattolo meridionale dal tipico mantello nero e l’elusivo Anfibio Salamandrina terdigitata.

E ancora nella Riserva naturale Valli Cupe di Sersale sono state ammirate le formazioni boschive sempreverdi a Quercus ilex e la rarissima felce bulbifera (Woodwardia radicans), una felce gigante di grande interesse naturalistico considerata specie relitta della flora del Terziario. All’interno del Sic “Colle del Telegrafo”, con i docenti Spampinato e Sciandrello, sono stati effettuati numerosi rilevamenti della vegetazione igrofila per caratterizzare i preziosi e vulnerabili habitat e per apprezzare il metodo fitosociologico. Sono state rilevate anche alcune entità floristiche di pregio naturalistico come la Viola palustre (Viola palustris), la Nontiscordardimè delle paludi (Myosotis scorpioides), il Ranuncolo delle fonti (Ranunculus fontanus), la Calta palustre (Caltha palustris), il Pendolino delle fonti (Montia fontana), la Dentaria della Sila (Cardamine silana) e alcuni importanti muschi come lo Sphagnum inundatum e la Aulacomnium palustre.

Al centro visite “Antonio Garcea” di Taverna e nella Riserva naturale biogenetica “Poverella-Villaggio Mancuso” gli studenti hanno approfondito l’evoluzione e la struttura delle formazioni forestali della Sila (grazie al dott. Alfredo Rippa) e il rapporto delle comunità con la montagna e con il bosco, un paesaggio culturale in cui l’elemento naturale è stato modificato dall’attività millenaria dell’uomo, e, infine, anche il tema della conservazione del lupo in Sila.