Sicilia terra di biodiversità. Antillo: la Veccia di Brullo

Il prof. Saverio Sciandrello ha illustrato le particolari caratteristiche della nuova specie scoperta 

3 Dicembre 2019
Alfio Russo

Un percorco comune per valorizzare le ricchezze ambientali dei Monti Peloritani. La proposta è stata lanciata dal prof. Saverio Sciandrello dell'Università di Catania nel corso del convegno "Sicilia terra di biodiversità. Antillo: la Veccia di Brullo" che si è svolto nei giorni scorsi nei locali del comune dei Peloritani.

Un incontro - moderato dal dal prof. Filippo Grasso, delegato al turismo dell'Università di Messina - organizzato a seguito della scoperta di una nuova specie vegetale, la "Vicia brulloi" da parte dei ricercatori Saverio Sciandrello, Gianpietro Giusso Del Galdo e Pietro Minissale del Dipartimento di Scienze Biologiche, Geologiche e Ambientali dell’Università di Catania in collaborazione con la prof.ssa Cristina Salmeri del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Biologiche, Chimiche e Farmaceutiche dell’Università di Palermo. Una ricerca pubblicata nel settembre scorso sulla prestigiosa rivista scientifica internazionale “Phytotaxa” con un articolo dal titolo “Vicia brulloi (Fabaceae), a new species from Sicily”.

Il prof. Sciandrello, docente di Botanica dell'Università di Catania, relatore dell'incontro, nel corso del suo intervento - dopo i saluti del Comune di Antillo, Davide Paratore -, si è soffermato sulla Veccia di Brullo (Vicia brulloi), una «specie perenne ad habitus lianoso con caratteri morfologici ancestrali, molto rara e localizzata, di cui attualmente si conosce solo una popolazione, lungo un corso d’acqua, vicino Antillo a Messina». «Il suo sito di crescita rientra nella zona speciale di conservazione, "Tratto Montano del Bacino della Fiumara di Agrò (ITA030019)", garantendo in qualche modo la conservazione di questo speciale ambiente umido, reso unico dalla presenza di questo singolare e vulnerabile endemismo - ha aggiunto il prof. Sciandrello -. Questa specie è rappresentata da pochi individui, localizzati lungo un corso d’acqua su substrati metamorfici paleozoici». Il docente etneo, inoltre, ha evidenziato «lo stato di conservazione e la fragilità dell’habitat a Platanus orientali dove la specie si rifugia».

«Il Dipartimento di Scienze Biologiche, Geologiche e Ambientali dell’Università di Catania, diretto dal prof. Gian Pietro Giusso Del Galdo, è disponibile a intraprendere un percorso comune insieme all'amministrazione di Antillo, al fine di valorizzare le ricchezze ambientali dei Monti Peloritani» ha concluso il prof. Sciandrello.

A seguire sono intervenuti il prof. Marcello Bartolotta e il dott. Marco Saetti che hanno presentato il progetto di valorizzazione e fruizione sostenibile “Le Gole Ranciara: un ambiente incontaminato” nel Comune di Limina e Casalvecchio Siculo.