Scoperte tre nuove grotte nella riserva “Complesso Immacolatelle e Micio Conti" di San Gregorio

La ricerca, sviluppata grazie alla Geomatica e alle Geoscienze, è stata coordinata dal prof. Guido De Guidi e dal geologo Salvatore Costanzo del Cutgana

2 Aprile 2018
Alfio Russo

Tre nuove grotte laviche sono state catastate all’interno della Riserva naturale integrale “Complesso Immacolatelle e Micio Conti” di San Gregorio, l’area protetta gestita dal centro di ricerca Cutgana dell’Università di Catania.

Grazie all’importante scoperta, il sistema di cavità – tutelato dalla Regione Siciliana con l’istituzione nel 1998 della riserva naturale e successivamente del Sito di Interesse Comunitario – oggi è costituito da un complesso di 13 grotte laviche in un tipico paesaggio agrario caratterizzato dalla presenza di un sistema diffuso di casudde, saje e muri a secco.

La ricerca è stata coordinata dal prof. Giorgio De Guidi, docente di Geomorfologia del Dipartimento di Scienze biologiche geologiche e ambientali dell’Università di Catania e dal geologo Salvatore Costanzo del Cutgana (già direttore dell’area protetta), e realizzata nell’ambito della tesi di laurea del dott. Cristoforo Giovanni Fazio.

Utilizzando un nuovo metodo tecnologico, la ricerca ha ottimizzato l’esplorazione in campo, consentendo di acquisire maggiori informazioni nel minor tempo possibile e con il minor spreco di energie e risorse. L’attività, eseguita grazie anche alla collaborazione del Laboratorio di Geomatica dell’Università di Catania (coordinato dal prof. De Guidi e composto anche da Danilo Messina, Fabio Brighenti e Francesco Carnemolla), ha permesso, mediante l’utilizzo di strumenti e software di ultima generazione, la lettura di indicatori morfologici epigei in corrispondenza delle tre grotte catastate in tale occasione.

Una delle tre nuove cavità, che ha preso il nome di “Grotta delle Tesi”, è stata scoperta e rilevata proprio grazie al metodo tecnologico adoperato nel lavoro di tesi. Una seconda grotta ha preso il nome di “Grotta Immacolatella V”, in quanto appartenente al complesso ipogeo delle grotte Immacolatelle, mentre la terza ha preso il nome di “Grotta Cinzia Schilirò”, in ricordo della omonima studiosa, appassionata conoscitrice dell’area protetta che, dal 2005 al 2008, collaborò con il Cutgana.

Il rilievo speleologico effettuato dal dott. Cristoforo Giovanni Fazio ha consentito, inoltre, di conoscere aspetti biotici e abiotici delle nuove cavità caratterizzate dalla presenza di stillicidio che ha svolto un ruolo importante nella formazione del micro-ecosistema rinvenuto.

Per quanto riguarda gli aspetti biotici riscontrati all’interno degli ipogei occorre menzionare una folta flora micologica e una peculiare fauna invertebrata.

In particolar modo, all’interno della Grotta delle Tesi, sono stati rinvenute sei specie diverse di funghi, tutte appartenenti alla divisione dei Basidiomiceti. Tra la fauna invertebrata, invece, è stato rinvenuto, all’interno della Grotta Cinzia Schilirò, un artropode appartenente alla classe degli Aracnidi e all’ordine degli Scorpioni, identificato come Euscorpius cfr. sicanus. La singolarità del rinvenimento, di notevole interesse, deriva dal fatto che tale esemplare non presenta normalmente abitudini troglobie.

La ricerca effettuata ha, altresì, approfondito anche aspetti abiotici, e più specificatamente i concrezionamenti rinvenuti nelle cavità sono stati esaminati mediante microscopio elettronico a scansione e mediante diffrattometro disponibili dei laboratori della Sezione di Geologia di Catania. Il risultato delle analisi effettuate sui campioni prelevati ha evidenziato la presenza di mineralizzazioni secondarie e in particolare di concrezionamenti di gesso.