L’Automotive verso l’e-mobility e la riduzione dell’impatto ambientale

Il prof. Florian Schupp: «Le collaborazioni con le università elemento chiave per le grandi sfide del settore»

15 Gennaio 2020
Alfio Russo

La transizione verso l’e-mobility, la riduzione dell’impatto ambientale e l’importanza della ricerca nel campo delle tecnologie innovative.

Temi che stanno alla base dell’evoluzione dell’automotive e del futuro delle aziende del settore tra notevoli impatti sul mondo del lavoro (in Europa il cambiamento dei processi di produzione dovrebbe portare alla creazione di oltre 2 milioni di posti di lavoro) e ricerca di atenei pronti a formare nuove figure professionali specializzate in alcuni campi come l’intelligenza artificiale e che sono stati al centro del seminario dal titolo "Purchasing in a changing industry: practical and academic aspects" con protagonista il prof. Florian Schupp, Senior Vice President Purchasing & Supplier Management Automotive OEM di Schaeffler Group.

Nell'aula magna "Oliveri" di Ingegneria della Cittadella universitaria, il docente dell'Università di Berlino e dell'Università Jacobs di Brema ha evidenziato agli studenti del corso di laurea magistrale in Ingegneria gestionale alcuni elementi chiave, come la ricerca di collaborazioni con le università e un atteggiamento proattivo, per fronteggiare con successo le grandi sfide che attendono il settore automotive.

«Le aziende che operano nel settore automotive - ha spiegato il prof. Schupp nel corso dell'incontro organizzato dai docenti Alessandro Ancarani e Carmela Di Mauro del dipartimento di Ingegneria Civile e Architettura e alla presenza di Matthias Renz, director supplier quality purchasing di Schaeffler automotive Oem - affrontano oggi la transizione verso l'e-mobility e sono impegnate a ridurre il loro impatto ambientale. In questo scenario, la scelta dei fornitori non può più essere basata solo su criteri di prezzo, qualità e performance logistica, ma deve includere anche misure di sostenibilità ambientale».

«Per raggiungere il target "Zero Difetti" e far fronte alla necessità di ridurre i costi per finanziare lo sviluppo di nuove tecnologie, è cruciale che i nostri fornitori sfruttino pienamente le possibilità offerte da Industria 4.0 – ha aggiunto il docente che svolge attività di ricerca in collaborazione con le università di Catania, Lapperanta (Finlandia), Savoie Mont Blanc di Chambéry e Jacobs di Brema -. Proprio in questo ambito, collaboriamo con il Management Engineering Research Group dell'Università di Catania e abbiamo finanziato in questo ateneo una borsa di dottorato per studiare good practices per l'implementazione di Industria 4.0 e valutare l'impatto che l'introduzione di tecnologie innovative ha sulla performance aziendale».

E, infine, il prof. Schupp ha invitato i giovani studenti ad «avere sempre una vision di lungo periodo e di focalizzarsi su pochi obiettivi alla volta da perseguire con costanza».