Il rettore Francesco Basile incontra la comunità accademica

«Nonostante i tagli, l’Ateneo di Catania nel 2019 crescerà», l’augurio del Magnifico

21 Dicembre 2018
Alfio Russo

«Negli ultimi 10 anni abbiamo registrato un taglio nei finanziamenti del Miur del 39%, l’ultimo al Fondo di finanziamento ordinario di quest’anno del 2%. Nonostante tutto, grazie al buon operato dell’amministrazione, nel 2019 avremo un aumento dei fondi che permetteranno al nostro Ateneo di crescere. È ovvio che occorre l’aiuto e il sostegno di tutte le componenti dell’Università di Catania anche in vista dell’accreditamento dell’Anvur nel 2020». Un augurio che il rettore Francesco Basile ha rivolto a tutta la comunità accademica nel corso del tradizionale incontro prima delle vacanze di Natale. Sette tappe – Monastero dei Benedettini, Palazzo delle Scienze, Polo Bioscientifico, Fisica e Astronomia, Scuola Superiore, Giurisprudenza e Policlinico - in cui il rettore ha tracciato un bilancio del proprio mandato approfondendo alcuni punti. Al suo fianco il prorettore Giancarlo Magnano San Lio, i direttori di dipartimento e il direttore generale, Candeloro Bellantoni.

Finanziamenti

«Ad oggi le uniche entrate per l’Università di Catania sono rappresentate dal Fondo di finanziamento ordinario e i contributi studenteschi e visto che non vogliamo pesare sulle famiglie, anzi nell’ultimo anno siamo intervenuti sulle tasse riequilibrando le fasce di contribuzione, dobbiamo necessariamente lavorare sul FFO. E per accedere a maggiori finanziamenti in questo caso dobbiamo abbassare ulteriormente, sulla base dei nuovi parametri, ben al di sotto dell’80%, il rapporto tra le spese del personale e il finanziamento statale. Nel 2019, dunque, auspichiamo un aumento del FFO che ci permetterebbe di crescere»

Il personale d’Ateneo

«Nonostante il fatto che quest’anno abbiamo ricevuto meno punti organico rispetto a quelli previsti – da 41,52 a 37,8 – l’Ateneo ha varato il “Piano del fabbisogno triennale” che consentirà di stabilizzare l’intero personale precario inserito nelle graduatorie entro il 2020. Stiamo lavorando anche per tutti i ricercatori e docenti che hanno conseguito l’abilitazione a docenti di prima e seconda fascia».

Internazionalizzazione

«Nei giorni scorsi abbiamo sottoscritto un accordo con la Regione Siciliana per utilizzare gli uffici regionali a Bruxelles, dove saremo presenti con due unità di personale qualificato, al fine di intercettare all’origine i bandi di nostro interesse ovvero accedere ai fondi europei direttamente senza passare per i canali statali e regionali. In questi giorni, inoltre, quattro studenti cinesi hanno cominciato il loro percorso di studi in lingua italiana e nei prossimi mesi si immatricoleranno ai corsi di laurea in Economia aziendale e in Informatica. Proprio ieri abbiamo raggiunto un accordo di cooperazione con la Fujian Normal University per l’avvio di un corso di laurea congiunto in Scienze motorie. Capite bene che aprire ai cinesi rappresenta un’occasione importante per il nostro Ateneo anche in termini di premialità».

Servizi agli studenti e al personale

«Dobbiamo migliorare l’attrattività della nostra offerta formativa perché, oltre al calo fisiologico di iscritti in tutta Italia, molte famiglie, in particolar modo quelle di altre province, preferiscono iscrivere i propri figli al Nord e non a Catania. Un calo evidente si registra nel passaggio tra i corsi di laurea triennali e le magistrali, non tutti gli studenti proseguono a Catania. Dobbiamo migliorare il nostro Ateneo soprattutto nei servizi e in questo campo abbiamo varato la “Carta dello Studente”, che consentirà agli studenti di fruire di sconti in diversi operatori commerciali oltre alla mobilità gratuita sui servizi offerti da Amt e Fce. La “card” a breve sarà disponibile anche per tutto il personale. Nei prossimi mesi saranno disponibili anche le fontanelle nei vari dipartimenti che consentiranno allo studente di prelevare fino a 1,5 litri di acqua microfiltrata al giorno. Servizi che si aggiungono alla formazione, possibilmente la migliore possibile per trattenere lo studente a Catania».

Rapporti con il territorio e le istituzioni, la “Terza missione”

«Oltre alla formazione, l’Ateneo in questi mesi ha lavorato tantissimo con il settore pubblico e privato al fine di garantire stage, tirocini e possibilmente offerte lavorative, ma soprattutto far conoscere il mondo del lavoro ai nostri studenti e laureati con l’obiettivo di rimanerci. Nel dettaglio: l’assessorato regionale alla Formazione, retto dal past-rettore dell’Ateneo di Palermo, Roberto Lagalla, ha varato borse di studio per l’area medica e anche, per la prima volta, per l’area non medica; 21 contratti aggiuntivi per i dottorati di ricerca finanziati dalla Regione Siciliana che si aggiungono alle 100 borse di studio già previste; nuova legge sul diritto allo studio che ha confermato l’Ersu di Catania, quando in origine era previsto un accorpamento tra gli enti regionali, e i finanziamenti previsti. Si tratta di aspetti che rientrano nella “Terza missione”, un settore complicato perché abbraccia didattica e ricerca, rapporti con il pubblico e il privato a cui dobbiamo trasferire conoscenze formando e aggiornando i professionisti perché l’Università di Catania è il “centro culturale” del territorio.

Ricerca e didattica

«Dobbiamo recepire maggiori finanziamenti europei per bilanciare i tagli ministeriali. Questa è la linea. Stiamo varando un nuovo piano di finanziamento della ricerca dipartimentale che deve premiare i progetti meritevoli. Quindi stop ai contributi a pioggia. Capitolo Accreditamento Anvur: nel marzo 2020 ci sarà la valutazione, purtroppo ancora oggi non riscontro in tutti i direttori di dipartimento e nei presidenti dei 102 corsi di laurea quell’attenzione che mi aspettavo. Dall’accreditamento Anvur dipenderà molto la nostra didattica. Come sapete sono stati chiusi tre corsi di laurea, grazie all’unificazione di tre in uno dei cdl in Chimica, una strada che va seguita anche in altri dipartimenti, e ne abbiamo aperti quattro che secondo me sono più funzionali al territorio».

Strutture

«Stiamo lavorando per acquisire e ristrutturare la caserma Abela a Siracusa, sede della Struttura didattica speciale di Architettura. Sono previsti anche interventi di efficientamento energetico della stessa struttura per renderla del tutto autonoma».