Il prof. Roberto Purrello è il nuovo presidente della Scuola Superiore di Catania

«La Scuola resti luogo di eccellenza con l'obiettivo di raggiungere mete importanti come l’autonomia e l’attivazione dei corsi di dottorato», le sue prime parole

10 Maggio 2019
Mariano Campo (foto di Alfio Russo)

Il professor Roberto Purrello, ordinario di Chimica è il nuovo presidente della Scuola Superiore di Catania. Il docente, attuale direttore del dipartimento di Scienze chimiche, è stato nominato quale delegato alla guida della scuola d’eccellenza dell’Ateneo dal rettore Francesco Basile, raccogliendo l’eredità del prof. Francesco Priolo, in carica negli ultimi sei anni e da novembre eletto alla guida del dipartimento di Fisica e Astronomia “E. Majorana”.

La designazione del prof. Purrello è stata comunicata dal rettore nel corso di un incontro ufficiale che si è tenuto oggi pomeriggio nella sede di Villa San Saverio, alla presenza di una nutrita rappresentanza dei quasi cento allievi e dello staff amministrativo della Ssc. Alla breve cerimonia sono intervenuti, oltre al presidente uscente, anche il prorettore Giancarlo Magnano San Lio, la delegata alla Ricerca Alessandra Gentile, e i coordinatori delle Classi delle discipline scientifiche, Salvo Sortino, e umanistiche, Lina Scalisi; quest’ultima assumerà il ruolo di Coordinatrice unica delle Classi disciplinari.

“Ringrazio di cuore, a nome mio personale e di tutto l’Ateneo, il prof. Priolo e i coordinatori per quanto hanno dato alla Scuola in questi ultimi anni – ha esordito il rettore, ricordando le numerose iniziative realizzate, in particolare in occasione delle celebrazioni per il Ventennale della Ssc –“. Il rettore ha voluto citare, tra le altre cose, l’impegno per affermare e consolidare quelli che sono dei capisaldi della Scuola di eccellenza, ossia la selezione basata sul merito, i corsi tenuti in italiano e in inglese, l’avvio dei giovani alla ricerca, il costante apporto dell’interdisciplinarità nell’ambito di tutte le attività didattiche e culturali, la condivisione dei saperi anche attraverso la residenzialità, l’apertura alle altre realtà italiane e all’estero con specifici programmi di mobilità, il legame con gli ex allievi, il rapporto con il territorio e le aziende e una collaborazione sempre più stretta con le altre strutture dell’Ateneo.

“Da oggi – ha proseguito - il prof. Purrello raccoglierà il frutto di questo grande lavoro e si impegnerà, con la collaborazione di tutti, a raggiungere nuovi obiettivi, tra cui l’auspicata autonomia della Scuola, per conquistare la quale occorre coinvolgere con sempre maggior determinazione tutte le forze politiche, e la realizzazione di iniziative di eccellenza nel post-laurea, incrementando le opportunità occupazionali per gli allievi anche nella nostra regione”. “Il nuovo  presidente – ha sottolineato il rettore Basile - è una persona con grande capacità di ascolto, e sono certo che saprà instaurare un rapporto sincero, corretto e trasparente con gli studenti, assicurando una guida determinata e costruttiva”. 

Dopo aver ringraziato il rettore per la delega ricevuta e omaggiato il suo predecessore per il lavoro svolto, il prof. Purrello – che dopo la visita di accreditamento dell’Anvur, prevista per i primi mesi del 2020 lascerà la direzione del dipartimento di Chimica per dedicarsi a tempo pieno alla struttura di Villa San Saverio – ha definito la Scuola Superiore di Catania come “un luogo speciale, contemporaneamente incubatore di conoscenze complesse e fucina di giovani talenti”.

“La Scuola – ha detto – è un’utopia concreta, è l’ambiente dove le diverse aree del sapere s’incontrano e si contaminano per fornire agli allievi un’ampia cultura trasversale, per formare chi avrà il compito di essere riferimento culturale  e scientifico della nostra terra”. “Ma l’eccellenza non è un valore garantito – ha precisato, incassando l’incoraggiamento e la disponibilità a collaborare da parte degli stessi studenti, espressi dal rappresentante Matteo Regolo -, va conquistata giorno per giorno e tutti noi, in questa casa, dobbiamo condividere fatica, sacrifici e successi affinché la Scuola resti luogo di eccellenza e possa aspirare a raggiungere mete importanti come l’autonomia e l’attivazione dei corsi di dottorato”.