Il Mibac apre ai territori

Al Palazzo centrale l’incontro della Commissione di studio per la gestione del patrimonio culturale con le realtà siciliane

13 Marzo 2019
Alfio Russo

La Sicilia “punta” alla rete integrata tra luoghi della cultura e territorio. Una “rete” oggetto dei lavori della “Commissione di studio per la gestione complessa del patrimonio culturale attraverso reti museali e sistemi territoriali”, istituita dal Ministero per i beni e le attività culturali, che oggi ha fatto tappa Catania, nell’aula magna del Palazzo centrale dell’Università di Catania, per “conoscere” e “ascoltare” le realtà siciliane.

Ad aprire i lavori la presidente della Commissione, Daniela Tisi (consigliere del ministro del Mibac Alberto Bonisoli), che ha evidenziato «la scelta mirata e non casuale, visto l’importante patrimonio presente, della città di Catania per l’appuntamento con i soggetti istituzionali, le associazioni e gli enti interessati alla creazione della rete integrata».

«L’obiettivo della Commissione, che ha avviato nel gennaio scorso le audizioni, è quello di ascoltare le realtà presenti nel territorio per formulare, entro il prossimo mese di settembre, le proposte finalizzate all’attuazione, da parte del Ministero per i beni e le attività culturali, di iniziative e politiche di valorizzazione integrata, sostenibile e durevole del patrimonio culturale – ha aggiunta la presidente Tisi alla presenza di Manuel Roberto Guido, Virginia Villa, Francesca Paola Leon e Tiziana Maffei, membri della commissione composta anche da Ilaria Cavo e Antonio Lampis -. Grazie alle vostre proposte disegneremo entro settembre le linee guida per la gestione integrata del patrimonio culturale italiano e in particolar modo le reti con i luoghi culturali e servizi».

A far gli onori di casa la prof.ssa Mariarita Sgarlata (presidente del corso di Laurea in Beni Culturali dell’Università di Catania, ex assessore dei Beni Culturali della Regione Siciliana e da pochi mesi consigliere del ministro dei Beni e Attività Culturali, Alberto Bonisoli), che ha evidenziato nel corso del suo intervento «le potenzialità del patrimonio archeologico, storico-artistico e paesaggistico siciliano purtroppo ancora inespresse nonostante il ruolo "pioneristico" della Sicilia nella istituzione dei parchi archeologici». La prof.ssa Sgarlata ha, inoltre, ricordato anche che «nel 2013 la Regione Siciliana aveva effettuato un censimento delle realtà culturali siciliane per ottenere finanziamenti mirati al miglioramento degli standard qualitativi allineandoli così a quelli europei».

«L’iniziativa del Mibac rappresenta un’opportunità da non perdere per chi lavora nel mondo della cultura – ha spiegato l’assessore alle Attività e Beni Culturali del Comune di Catania, Barbara Mirabella -. Da 6 mesi, nonostante le difficoltà economiche, l’amministrazione comunale sta lavorando sul sistema complesso dei nostri beni culturali e in tempi brevi apriremo al pubblico 4 nuovi musei. È indispensabile, comunque, creare una Rete tra tutti gli enti gestori del patrimonio culturale etneo che, sinergicamente, devono lavorare per recuperare terreno perché siamo in ritardo».

A seguire sono intervenuti i numerosi rappresentanti degli enti gestori siciliani che hanno illustrato le realtà culturali in gestione tra cui la prof.ssa Gabriella Alfieri del Consiglio scientifico “Fondazione Verga”, la prof.ssa Germana Barone, delegata del rettore per il Sistema museale d’Ateneo, Carmelo Pappalardo dell’Area Terza Missione, la prof.ssa Barbara Mancuso dell’Università di Catania. E ancora le docenti Federica Santagati e Maria Rosa De Luca dell’Ateneo di Catania e Francesco Mannino di Officine culturali.