Il contributo dell’Università di Catania nello studio dell’attività vulcanica alla Cumbre Vieja

Il prof. Marco Viccaro ha preso parte alla missione di supporto scientifico a La Palma nelle Isole Canarie

2 Dicembre 2021
Alfio Russo

Anche l’Università di Catania sta studiando l’attività vulcanica attualmente in corso alla Cumbre Vieja de La Palma alle Isole Canarie.

Il prof. Marco Viccaro, docente di Vulcanologia del Dipartimento di Scienze biologiche geologiche ambientali e attuale presidente dell’Associazione Italiana di Vulcanologia, ha preso parte ad una missione di supporto scientifico in collaborazione con l’Instituto Geografico Nacional (IGN), l’ente governativo spagnolo preposto anche al monitoraggio dell’attività vulcanica alle Islas Canarias.

«La missione scientifica, in sinergia con i ricercatori dell’Università della Calabria, contribuirà alla ricostruzione dei processi pre-eruttivi e alla comprensione dei fenomeni vulcanici in atto sull’isola grazie all’integrazione di dati multi-parametrici acquisiti dalle reti di monitoraggio dell’IGN e nuovi dati petrologici e geochimici da ottenere sui prodotti eruttati – spiega il prof. Marco Viccaro -. L’attività eruttiva alla Cumbre Vieja ha avuto inizio il 19 settembre scorso dopo 50 anni di inattività. Un’eruzione preceduta da deformazioni del suolo e da uno sciame di oltre 26mila terremoti che ha preso il via l’11 settembre nel settore centro-meridionale dell’isola di La Palma e con una progressiva superficializzazione e migrazione degli ipocentri prima verso nord-ovest, poi verso nord nel giorno precedente l’eruzione. Ad oggi, la pressoché continua emissione di cenere e la messa in posto di colate laviche hanno provocato la distruzione di duemila abitazioni e l’evacuazione di migliaia di abitanti».

«La comunità scientifica vulcanologica ha raggiunto un buon grado di consapevolezza sull’interpretazione dei segnali precursori di eruzioni vulcaniche di questo genere, ma i drammatici eventi sull’isola di La Palma dimostrano ancora una volta come da un periodo di relativa quiete e tranquillità ci si possa ritrovare in pochissimo tempo (giorni/settimane) a dover gestire emergenze molto complesse – ha aggiunto il presidente dell’Associazione Italiana di Vulcanologia -. La risposta di La Palma è stata brillante. In Italia dovremmo accrescere la consapevolezza su come scenari simili siano altrettanto possibili. In fin dei conti, in tempi moderni, non abbiamo ancora avuto fortunatamente occasioni per testare la macchina».