Giornate FAI per le scuole, oltre 500 studenti scoprono i musei dell’Università di Catania

A guidarli martedì 23 e mercoledì 24 gli “Apprendisti Ciceroni” degli istituti superiori etnei  

25 Novembre 2021
Alfio Russo

Le strutture museali dell’ateneo catanese affascinano sempre più gli studenti delle scuole primarie. Per la due giorni delle “Giornate Fai per le scuole”, infatti, oltre 500 studenti hanno invaso – grazie ai percorsi "A spasso nella storia della città di Catania" e "Quattro passi tra scienza e tecnologia" realizzati appositamente nell’ambito dell’iniziativa - il Museo di Archeologia al Palazzo Ingrassia in via Biblioteca, il Museo dei Saperi e delle Mirabilia siciliane al Palazzo centrale e il Museo di Zoologia di via Androne e, inoltre, il Museo di Mineralogia, Petrografia, Vulcanologia, Paleontologia nella sezione di "Scienze della Terra" di Corso Italia e la Città della Scienza di via Simeto.

E a guidarli sono stati i giovani studenti degli istituti superiori che da “Apprendisti Ciceroni” hanno reso ancora più emozionante la scoperta delle strutture dell’Università di Catania che fanno parte del Sistema museale d’Ateneo.

I piccoli archeologi e scienziati del futuro hanno potuto così ammirare i numerosi beni e collezioni esposte, i reperti archeologici della provincia etnea della collezione Guido Libertini al Museo di Archeologia, le collezioni di preziosi beni museali e lo scheletro dell’elefante nano al Museo dei Saperi e le Mirabilia siciliane e le particolari specie faunistiche al Museo di Zoologia.

E ancora le raccolte di minerali rocce e fossili donate dal naturalista Giuseppe Gioeni e le collezioni di minerali delle solfare siciliane, rocce siciliane, campioni dell’Etna, delle Isole Eolie e dell’area vesuviana, gemme e ambre e strumenti antichi della struttura museale di Corso Italia oltre agli exibit interattivi e animazioni in 3D, simulazioni e video alla Città della Scienza.

Ad attrarre i giovani studenti nella struttura museale di via Simeto, in particolar modo, anche la mostra “Forze della Natura” sulle donne che hanno vinto il Nobel e donne che pur facendo grandi scoperte non lo hanno vinto, ma che soprattutto per prime hanno vinto pregiudizi di genere e di razza e hanno segnato la storia della scienza. «Scienziate di ieri e di oggi come Marie Curie, Katherine Johnson e Claudia Alexander, solo per citarne alcune, che sono riuscite con il loro intelletto, gli studi, la passione e l’abnegazione a sfondare in un mondo prettamente maschile» ha spiegato la prof.ssa Alessia Tricomi, delegata alla Terza missione proprio in occasione della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne. «Oggi l’ambiente scientifico è più paritario, siamo vicini al 50%, il problema si pone quando parliamo di “tetto di cristallo”, cioè per le posizioni più apicali – ha aggiunto la docente -. Oggi, ad esempio, le studentesse iscritte ai corsi di laurea scientifici raggiungono soglie del 40%, ma se andiamo avanti registriamo il 30% di ricercatrici e appena l’8-10% tra le docenti».