FameLab Catania, viva il talent della Scienza

Al Di3A è andata in scena la finale della competizione per giovani divulgatori scientifici, vinta da Lidia Trombello e Giacomo Torrisi, con una mascotte particolare

5 Marzo 2019
Mariano Campo

Il protagonista indiscusso della giornata è stato lui. L’Axolotl, la salamandra messicana che assomiglia a un buffo Pokemon, l’anfibio che gli Atzechi consideravano l’incarnazione vivente di una divinità.

Dal lago di Xochimilco, nei pressi di Città del Messico, dove è solito vivere più o meno tranquillamente (dato che purtroppo adesso è a serio rischio di estinzione), l’Ambystoma mexicanum, questo il suo nome scientifico, ha metaforicamente fatto breccia – inatteso ospite – nell’aula magna del dipartimento di Agricoltura, Alimentazione e Ambiente e nelle nostre vite, in braccio alla concorrente Luisa Scucces, catturando a man bassa la curiosità dei numerosi studenti che assistevano alla competizione finale di FameLab Catania 2019, per le straordinarie proprietà del suo genoma.

Oltre le cortine del mito che lo considera come un dio costretto a trasformarsi per evitare di essere sacrificato al Sole, il sempre-sorridente Axolotl che, in condizioni favorevoli, preferisce rimanere in acqua per tutta la vita, conservando le piumose branchie esterne anziché trasformarle in polmoni, è infatti oggi tra gli anfibi più studiati dalla comunità scientifica. La sua ineguagliabile dote è quella di poter rigenerare i propri arti e organi, come cuore e polmoni, se perduti o danneggiati, senza mostrare alcuna traccia di cicatrici. Per questo, ci ha raccontato la promettente studentessa di Medicina e Chirurgia Luisa, il suo genoma, grande dieci volte quello umano, viene esplorato a fondo e probabilmente farà fare dei sostanziali passi avanti alla medicina rigenerativa umana. Come si fa a non amarlo.

La mascotte di carta, che ha offerto il pretesto per parlare delle enormi potenzialità delle cellule staminali, ha senza dubbio portato fortuna a Luisa, classificatasi al terzo posto nella selezione catanese di FameLab. Al termine della manifestazione, sul podio del talent show della Scienza sono finiti Lidia Trombello, anche lei studentessa di Medicina e Chirurgia, e Giacomo Torrisi, assegnista di ricerca al dipartimento di Fisica e Astronomia. I due vincitori – valutati secondo un criterio che prendeva in considerazione la chiarezza espositiva, l’interesse dei contenuti e la capacità di catturare l’attenzione dell’uditorio - frequenteranno, nel mese di aprile, una Masterclass di perfezionamento che si terrà a Perugia, prima di cimentarsi nella finale nazionale di FameLab, in programma per il mese di maggio a Milano.

Lidia ha raccontato la storia del virus che si è introdotto nel Dna umano generando una proteina che sostiene la vita, favorendo la fusione di cellule embrionali e materne. Giacomo, secondo in graduatoria, ha invece messo in scena la vicenda dell’“amicizia tra il fotone e l’elettrone” grazie alla quale si attiva l’effetto fotovoltaico, simulato come un colpo da ping-pong che consente all’elettrone di fuggire dalla propria orbita. Gli altri concorrenti in gara erano Simone Valastro (che, parlando di materia e di energia oscura dell'universo, alla fine è risultato il più chiaro di tutti, secondo il giudizio del pubblico in sala che gli ha assegnato il premio “My best talk”), Salvatore AlaimoGiuseppe Castro e Giuseppe Calaciura. Tutti hanno dato mostra di grande inventiva e determinazione per riuscire a concentrare il proprio intervento in tre minuti, secondo le regole del gioco, e a vincere l’innegabile emozione; alcuni ricorrendo anche all’uso della voce, alla gestualità scenica, ad oggetti, come un insieme di stringhe colorate annodate a mo’ di Dna o dei palloncini per rappresentare l’allontanamento delle galassie, che semplificavano la descrizione dei fenomeni illustrati.

La manifestazione, brillantemente condotta da Mauro Gemma, giovane speaker di Radio Zammù, è stata introdotta dai saluti del direttore del Di3A Agatino Russo e del presidente della Scuola Superiore Francesco Priolo; sono intervenuti inoltre la dottoressa Isabella Pagano, direttrice dell’Osservatorio astrofisico di Catania –Inaf e l’instancabile ed entusiasta “patron” di Famelab, il fisico Salvo Mirabella. Il folto pubblico presente, composto da studenti universitari e di alcuni istituti secondari di primo e secondo grado catanesi, ha inoltre assistito a due interessantissimi talk sull’inquinamento spaziale e le potenzialità della radioastronomia, tenuto da Daria Guidetti, ricercatrice all'Istituto di Radioastronomia INAF di Bologna, e sulla valenza delle simulazioni nell’indagine scientifica, protagonista Andrea Mameli, responsabile del Programma Comunicazione del Centro di ricerca, sviluppo e studi superiori in Sardegna), a corredo di una giornata trascorsa all’insegna della scienza, raccontata da chi la studia con passione.