Conferita la laurea “honoris causa” all’architetto Maria Giuseppina Grasso Cannizzo

L’archistar siciliana negli ultimi anni ha ricevuto diversi riconoscimenti in Italia e nel mondo

18 Gennaio 2019
Alfio Russo

«Progettista di straordinaria intensità di opere del nostro tempo, che riesce a coniugare nei suoi lavori le esigenze e gli aspetti formali dell’architettura contemporanea con le scelte esecutive e costruttive della più moderna ingegneria. Attenta osservatrice dell’arte contemporanea, riesce a trasformare il quotidiano in spazi di architettura che vanno al di là del proprio tempo e che rendono fertile l’immaginazione nel proprio contesto territoriale. Pur operando nel sud-est della Sicilia esprime contenuti e opere di respiro internazionale che comunicano una dimensione etica nel loro divenire forma per la comunità». Con questa motivazione, espressa dal direttore del Dipartimento di Ingegneria Civile e Architettura, prof. Enrico Foti, l’Università di Catania ha conferito la laurea honoris causa in Ingegneria Edile-Architettura all’architetto Maria Giuseppina Grasso Cannizzo.

La cerimonia di consegna si è tenuta oggi pomeriggio, nell’aula magna del Palazzo centrale, alla presenza delle maggiori autorità accademiche.

«Il conferimento della laurea ad honorem, un alto riconoscimento che nella tradizione del nostro Ateneo è concesso con molta parsimonia ed attenzione, attesta la straordinaria levatura dell’architetto di chiara fama internazionale le cui opere si caratterizzano per il saper coniugare l’architettura contemporanea con la più moderna ingegneria – ha detto il rettore Francesco Basile -. È motivo di particolare soddisfazione per noi che l’architetto Grasso Cannizzo sia una nostra conterranea e che a tutt’oggi operi nella nostra terra, a Vittoria nel Ragusano, con progetti che le hanno permesso di essere segnalata al Mies van der Rohe Award, ma anche di vincere per ben due volte il RIBA Awards/EU e il premio Medaglia d’Oro alla Carriera, privilegiando sempre, nelle sue realizzazioni, la qualità alla quantità e la difesa dell’immagine del paesaggio, facendo dialogare il nuovo e l’antico e ricercando poi l’integrazione tra la dimensione umana e il contesto».

Di origini ragusane (è nata a Santa Croce di Camerina), ha conseguito la laurea in Architettura all’Università di Roma La Sapienza nel 1974. Ha insegnato a Roma, Palermo e a Siracusa, nel 2010 è stata invitata dal Royal Institute of Technology di Stoccolma a partecipare come docente al Workshop Vittoria/Stoccolma - Intervento sul quartiere Forcone.

Nella sua laudatio il prof. Gaetano Sciuto, presidente del corso di laurea in Ingegneria Edile- Archiettura, ha evidenziato come «Maria Giuseppina Grasso Cannizzo incarna la figura di architetto che, per la sua capacità di coniugare progetto, ricerca e sperimentazione sui temi dell’architettura e dell’urbanistica, mette al centro della sua attività una grande conoscenza del rapporto tra edificio e contesto». «I suoi progetti non partono mai dalla volontà di fare una casa bella e straordinaria; l’idea di bellezza non è universale – ha aggiunto il prof. Sciuto -. Piuttosto guardano al luogo dove l’edificio verrà costruito, al modo di vivere di chi lo abiterà, a come costoro intenderanno viverci o muoversi al suo interno».

A seguire l’architetto Grasso Cannizzo ha tenuto la lectio doctoralis dal titolo “Loose Ends” con cui ha evidenziato alcuni temi principali dei suoi lavori: “Archiettura come opera aperta”, “Stratigrafia in movimento”, “Architettura e Ingegneria” e “Materiali da costruzione / Prolungare la aspettativa di vita”.