Climate Change: in ateneo un confronto sui temi dell’emergenza ambientale

Alla vigilia del Terzo Global Strike sul cambiamento climatico, l’Università di Catania ha ospitato ieri pomeriggio un incontro promosso dagli attivisti cittadini del movimento Fridays for Future

26 Settembre 2019
Mariano Campo (foto di Alfio Russo)

Alla vigilia del Terzo Global Strike sul cambiamento climatico, l’Università di Catania ha ospitato ieri pomeriggio un incontro promosso dagli attivisti cittadini del movimento Fridays for Future e aperto a studenti, professori, ma anche a semplici cittadini interessati alle tematiche entrate prepotentemente nell’agenda dei ‘grandi’ della Terra anche grazie alla testimonianza appassionata di Greta Thunberg e di migliaia di giovani di ogni parte del mondo.

Un incontro, introdotto proprio dal filmato dello sferzante discorso che la giovane attivista svedese ha tenuto qualche giorno fa al Climate summit nella sede delle Nazioni unite (“Mi avete rubato i sogni e l’infanzia”), e incentrato su due interventi ‘accademici’ qualificati per comprendere meglio alcuni aspetti dello ‘stato di emergenza’ mondiale: due lezioni rispettivamente su "Eventi estremi e cambiamenti climatici: scenari futuri" da parte della prof.ssa Josette Immé, docente di Fisica ambientale, e su “Conseguenze e rapporti del Climate Change con il mondo vegetale”, tenuta dal prof. Gianpietro Giusso del Galdo, direttore del dipartimento di Scienze biologiche, geologiche e ambientali. Per la professoressa Immè “occorre garantire il naturale equilibrio tra atmosfera e radiazione solare per scongiurare eventi estremi, come ad esempio le ‘heat wave’, le ondate prolungate di temperature al di sopra della norma che costituiscono un certificato segnale di avvenuto cambiamento climatico”. Il prof. Giusso ha invece evidenziato quanto “l’aridità o, allo stesso modo, le temperature invernali eccessivamente basse, giochino un ruolo fondamentale nel regolare lo sviluppo demografico delle specie, proiettando poi i loro eventuali negativi effetti a tutti i livelli dello spettro biologico: individui, popolazioni, comunità, ecosistemi, paesaggi, ecoregioni… Tutti i processi demografici ed ecologici (produttività, crescita, composizione chimica e genetica, fenologia, riproduzione, dispersione, germinazione, mortalità, interazione con altre specie) sono quindi alterati, direttamente o indirettamente, dai cambiamenti climatici! …”.

“Per questo genere di incontri vorrei che le aule fossero sempre stracolme – ha premesso il rettore Francesco Priolo, intervenuto per garantire il pieno e convinto sostegno dell’Università di Catania all’iniziativa -. Dobbiamo incentivare la partecipazione tra i nostri studenti, il problema dei cambiamenti climatici è molto rilevante, ed è fondamentale la spinta delle giovani generazioni. Tra le parole chiave del movimento globale io voglio porre l’accento sulla ‘fiducia nella scienza’: le preoccupanti previsioni che tutti noi ascoltiamo sul futuro del nostro pianeta non sono frutto di credenze o fake news, sono purtroppo tutte suffragate da tesi scientifiche. Ed è proprio la stessa scienza che può indicare le soluzioni più accreditate per intervenire e porre rimedio all’emergenza ambientale, per questo è opportuno premere affinché la ricerca in tutti i settori interessati venga rafforzata: gli investimenti in ricerca, ora più che mai, sono un vantaggio per tutta l’umanità”. Hanno raccolto subito l’invito del rettore la responsabile universitaria Damiana Runcio, e il portavoce catanese del movimento Fridays for Future Paolo Putrino, rimarcando come “la comunità scientifica non venga più vista anacronisticamente come un contraltare rispetto alle istanze delle giovani generazioni, anzi è assolutamente necessario condividere e sostenere le analisi e le proposte che da essa provengono per evitare che il futuro ci venga rubato”.