“Casa Santella”, oltre 2.500 i parenti accolti in meno di due anni

Stamattina la visita istituzionale dell’assessore regionale alla Sanità Ruggero Razza con il sindaco Salvo Pogliese e il rettore Francesco Basile

12 Novembre 2018
Alfio Russo

«Casa Santella è la casa di tutti e non solo degli oltre 2.500 parenti degli ammalati di lunga degenza ospitati in meno di due anni in questa nuova struttura al Policlinico grazie alla concessione trentennale da parte dell’Università di Catania. Ospiti che si aggiungono agli oltre 50mila già ospitati nelle due strutture, ormai dismesse, di via Citelli». Con un pizzico di emozione Rosalba Massimino, presidente e anima della Fondazione Catanese per lo studio e la cura delle Malattie Neoplastiche del Sangue (Fon.Ca.Ne.Sa.), ha aperto la visita istituzionale alla struttura realizzata al “Policlinico” alla presenza dell’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, del sindaco di Catania, Salvo Pogliese, del rettore dell’Università di Catania, Francesco Basile, e del direttore dell’Azienda ospedaliero-universitaria “Policlinico”, Giampiero Bonaccorsi, oltre che dei componenti del consiglio direttivo e dei medici del reparto di Ematologia.

«Vorrei fare sempre di più per questa casa che è il mio orgoglio, ma occorre l’aiuto di tutti sia del mondo pubblico, sia del privato» ha aggiunto Rosalba Massimino, che ha ricordato l’esperienza vissuta in prima persona da genitore di una ragazza di vent’anni morta di leucemia. «La volontà è quella di dare a Catania la possibilità di poter curare tutte le forme di leucemia, per evitare i cosiddetti “viaggi della speranza” soprattutto dopo di me che per trent’anni ho portato avanti il progetto di Casa Santella» ha aggiunto la dott.ssa Massimino.

E un sostegno è arrivato dall’assessore Razza che ha evidenziato come «la presenza delle istituzioni oggi rappresenti un segnale di amicizia e rispetto nei confronti di questa realtà che allevia il dolore e le sofferenze di altri grazie all’aiuto della Regione Siciliana e dell’Università di Catania al fine di evitare viaggi della speranza al di fuori della Sicilia». «Ormai in Sicilia, e il reparto di Ematologia ne rappresenta un esempio, vi sono strutture di eccellenza in campo sanitario di cui tutti noi dobbiamo essere orgogliosi – ha aggiunto l’assessore Razza -. Dobbiamo dare un futuro nel tempo a queste strutture con il contributo delle istituzioni».

Casa Santella accoglie l’ammalato sottoposto a terapia ambulatoriale, evitandogli così faticosi viaggi di andata e ritorno dalla zona di residenza e i familiari dei ricoverati offrendo loro la possibilità di restare accanto al proprio congiunto durante il periodo di degenza. In entrambi i casi, si offre all’ammalato la possibilità di rimanere a contatto con gli affetti cui è legato, “terapia” spesso efficace quanto quella medica.Le malattie del sangue prevedono, infatti, anche nel migliore dei casi, trattamenti che durano diversi mesi. La malattia si presenta come una forte esperienza non solo fisica, ma anche psicologica, da affrontare sia da parte della persona malata che da parte della famiglia. È ormai scientificamente dimostrato che il supporto psicologico al malato e la vicinanza ai propri congiunti, aiuti notevolmente la ripresa fisica dello stesso, in quanto è noto che per la guarigione, è fondamentale il benessere psico-fisico del paziente.

Quanto realizzato negli ultimi trent’anni dai volontari della Foncanesa Onlus a favore dei pazienti che da tutta la Sicilia (ma anche dal resto del Paese e dall’estero) hanno bisogno di rivolgersi alle strutture assistenziali del Policlinico-Vittorio Emanuele costituisce certamente un esempio di come il privato, e in particolare l’associazionismo, possa affiancarsi alle istituzioni pubbliche per supportarle nelle missioni dell’assistenza e della ricerca.

Un supporto proficuo e prezioso che riguarda, in particolare, lo studio sulla natura, sulla diagnosi, sul decorso e sulla terapia delle malattie neoplastiche del sangue, guardando tanto alle esigenze dei malati quanto agli sforzi dei giovani ricercatori attraverso un forte, autorevole e continuo richiamo alla solidarietà dei cittadini della nostra comunità.

Si pensi alla realizzazione e alla gestione delle Case Accoglienza per il soggiorno gratuito e confortevole dei familiari dei degenti, con diverse migliaia di servizi offerti, e ancora alle numerose e partecipate iniziative che hanno consentito l’assegnazione di premi e borse di studio finalizzati a giovani medici e neo-specialisti in Ematologia interessati alla ricerca clinica e di laboratorio in campo onco-ematologico.