Ranking QS: l’Università di Catania promossa nella serie A della ricerca scientifica

L’Ateneo migliora anche su altri indicatori quali l’academic reputation e la presenza di docenti e studenti stranieri
7 Giugno 2018

La nuova classifica internazionale delle università QS World University Rankings, pubblicata ieri a Londra da Quacquarelli Symonds (QS), una delle più prestigiose classifiche internazionali degli atenei, registra quest’anno per la prima volta l’inclusione dell’Ateneo di Catania nella categoria “Very High Research Intensive”, quella associata agli atenei con la produttività scientifica più elevata.

Nell’edizione precedente del QS World University Rankings, da Roma in giù, afferivano a questo gruppo solo tre atenei e ne risultavano esclusi anche molti del Nord Italia. La “promozione” dell’Ateneo è dovuta al notevole miglioramento registrato su un importante criterio di valutazione della qualità della ricerca che è il numero medio di citazioni per docente riportato sui database bibliometrici.

L’Ateneo catanese ha ottenuto un valore normalizzato di 44,2 a fronte di una mediana mondiale di 34,1, ed ha fatto registrare un incremento del 26% rispetto alla rilevazione precedente. Questo risultato appare indicativo dell’elevata qualità dei ricercatori etnei, specie se si confrontano le strutture ed i finanziamenti alla ricerca in Italia con quelle delle università del Nord America e del Nord Europa.

Gli altri indicatori che hanno fatto registrare una buona performance da parte dell’Università di Catania sono anche l’academic reputation, determinata da QS sulla base di interviste ad un campione di docenti di altri atenei, il rapporto docenti su studenti, la proporzione di docenti stranieri e la proporzione di studenti stranieri.

“L’Università di Catania è riuscita a scalare diverse posizioni invertendo il trend negativo degli ultimi anni – commenta il rettore Francesco Basile -, sono grato a tutti i docenti per l’impegno dimostrato e ringrazio anche il prof. Angelo Mazza, mio delegato al monitoraggio della performance di Ateneo, che ha curato la raccolta e l’analisi dei dati conferiti a QS. Questo risultato rappresenta una ventata di ottimismo e ci fa guardare con fiducia al grande lavoro che ancora ci aspetta”.