Ranking QS 2019: l’Università di Catania nella serie A della ricerca scientifica

26 Giugno 2019

La nuova classifica internazionale delle università QS World University Rankings, pubblicata nei giorni scorsi a Londra da Quacquarelli Symonds (QS), uno dei ranking internazionali più autorevoli e prestigiosi, registra per il secondo anno consecutivo l’inclusione dell’Ateneo di Catania nella categoria “Very High Research Intensive”, quella associata agli atenei con la produttività scientifica più elevata, a fronte di un posizionamento nella graduatoria globale che rimane stabile rispetto allo scorso anno.

In particolare, è da segnalare il continuo miglioramento registrato nel numero medio di citazioni per docente riportato sui database della letteratura scientifica che, con un valore normalizzato di 50,5 a fronte di una mediana mondiale di 37, ha fatto registrare un incremento del 14% rispetto alla rilevazione precedente ed addirittura del 54% rispetto a quella condotta due anni fa.

Questo risultato, che pone per questo indicatore l’Università di Catania al 424mo posto tra gli oltre 1.600 atenei considerati, appare indicativo dell’elevata qualità dei ricercatori etnei, specie se si confrontano le strutture ed i finanziamenti alla ricerca in Italia con quelli delle università del Nord America e del Nord Europa.

Un altro riconoscimento in tal senso è giunto anche dal nuovo ranking del Centre for Science and Technology Studies (CWTS) dell’Università di Leiden, il più importante centro per lo studio e la ricerca sulla bibliometria al mondo. In questo caso, l’Università di Catania risulta tra le prime venti in Italia per “Scientific Impact”, un indicatore che valuta la qualità della ricerca scientifica.

Nel dettaglio, l’indicatore “Scientific Impact” è basato sulla percentuale di articoli curati da docenti dell’Università di Catania che si collocano sulle riviste scientifiche di maggior prestigio internazionale, quelle che rientrano tra le top 10% del database “Web of Science” di Clarivate Analytics, un criterio di inclusione analogo a quello utilizzato dall’Anvur, l’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca.

Come nelle passate edizioni, il CWTS Leiden Ranking è imperniato sui dati di Web of Science Core Collection, una piattaforma che consente di effettuare ricerche accuratissime in oltre 61 milioni di record di riviste, atti di conferenze e libri più importanti nei settori di scienze, scienze sociali, arti e discipline umanistiche, e analizza le performance di circa un migliaio di istituzioni accademiche nel mondo, guardando da quest’anno anche a indicatori quali l’open access e la differenza di genere.

“Si tratta di un risultato importante – osserva il rettore Francesco Basile -, non soltanto perché attesta l’elevata qualità dei ricercatori dell’Ateneo, ma anche perché una quota sempre più rilevante dei finanziamenti che lo Stato eroga agli atenei dipende proprio dalla valutazione della qualità della ricerca effettuata ogni cinque anni dall’Anvur”.