Presentato il libro “Il rugby a Catania” scritto da Santi Randazzo

31 Maggio 2021

La storia degli albori del rugby a Catania, dal 1934 al 1951. Al CUS Catania è stato presentato il libro “Il rugby a Catania” scritto, con passione, tanta dovizia e attraverso accurate ricerche, da Santi Randazzo con l’introduzione firmata dal giornalista Gigi Ronsisvalle.

Il libro è stato editato dal CUS Catania. Il presidente del Centro Universitario Sportivo, Luigi Mazzone è intervenuto nel corso della presentazione.

«Un libro che cade a pennello – ha detto - perché nel 2022 celebreremo i 75 anni di vita del CUS. Un’opera che racconta una sezione storica del CUS che ha scritto pagine importanti di agonismo non solo universitario ma dell’intera città di Catania. Tutt’ora ogni pomeriggio sul nostro campo si allenano la prima squadra e tutte le categorie delle under: vuol dire centinaia di ragazzini che affollano i nostri campi. Il rugby è una delle sezioni di prima fila del CUS Catania, ha fornito storici dirigenti dando grandi soddisfazioni. Rinverdire questi fasti è sicuramente per me motivo di grande orgoglio».

L’opera letteraria, che ha anche il patrocinio del Comune di Catania, dell’Università della città etnea e della Federugby, racconta i primi anni della palla ovale a Catania: erano gli anni a cavallo della Seconda Guerra Mondiale, quelli dei pionieri del rugby, sport che è da sempre scuola di vita.

«È nella natura di questo sport creare legami importanti. Per decenni – racconta l’autore Santi Randazzo - ci siamo sempre rivisti e circa due anni e mezzo fa, in una delle nostre serate conviviali, due miei amici, il presidente dell'Associazione Old Cus rugby Catania e vicepresidente CUS Renato Papa, e il responsabile della sezione rugby del CUS Nino Puleo, mi hanno invitato a occuparmi della storia del rugby a Catania. Abbiamo iniziato, anche con loro, a fare delle ricerche e finalmente siamo riusciti a portare in porto questa bella impresa. Il racconto ha inizio dal 1934, quando cominciò a praticarsi questo sport a Catania, fino al 1951, un anno fondamentale che ha molto a che fare con la storia del CUS Catania e delle sue iniziative sportive».

«Questo libro – ha detto Gigi Ronsisvalle - non è solo la ricostruzione storica di un periodo abbastanza lungo, ma è la ricerca attenta scrupolosa di fatti di cronaca che ci narra la storia del rugby a Catania. Si racconta di una serie di ragazzi, allora erano i giovinotti dagli arti possenti, che venivano a inseguire un pallone e dietro quel pallone inseguivano anche i loro sogni. Prima della guerra, soprattutto dopo la guerra, con le magliette di lana pesante e i calzoni alla vita tenuti da una corda, gli scarpini con i tacchetti di cuoio che venivano inchiodati dai ciabattini. Chi fa rugby impara una serie di cose: avere fiducia in se stesso, rispettare gli avversari e avere fiducia nei propri compagni per lavorarci assieme. Da soli non si va mai da nessuna parte. Rugbisti si diventa e si rimane per sempre».

Alla presentazione ha partecipato anche l’assessore ai Rapporti con l’Università, Enrico Trantino, uno dei tanti amanti della palla ovale. «Faccio parte del mondo del rugby da tantissimo tempo – ha detto -. Questo sport ha sempre costituito una metafora di vita straordinaria in particolare a Catania visto anche come esigenza di riscatto. Sicuramente è stato uno degli strumenti attraverso cui tantissime generazioni hanno potuto affrontare la quotidianità con una marcia in più rispetto a chi non calcava questi campi, rispetto a chi non maneggiava la palla ovale. Pertanto questo libro è sicuramente una straordinaria occasione per conoscere il passato in prospettiva di quel che si potrà costruire, con questo magnifico sport, nel futuro».

In rappresentanza dell'Università di Catania è intervenuto il delegato del rettore alla Comunicazione Ezio Barbagallo, mentre i saluti del presidente del comitato regionale della FIR Orazio Arancio, impegnato con la nazionale seven, sono arrivati tramite il consigliere Maria Grazia Fiamingo.

Un momento della presentazione del libro