Fisica, i 90 anni del prof. Attilio Agodi

3 Aprile 2019

Per celebrare il 90° genetliaco di Attilio Agodi, professore emerito dell'Università di Catania, già ordinario di Fisica teorica del dipartimento di Fisica e Astronomia, storico docente e preside della facoltà di Scienze matematiche fisiche e naturali, venerdì 5 aprile, dalle 10, nell’aula magna del Dfa – oggi intitolato a Ettore Majorana - si terrà un convegno mirato anche a celebrare la Fisica a Catania negli ultimi decenni, promosso dal dipartimento in collaborazione con Infn Sez. Catania, Infn Laboratori Nazionali del Sud, il Centro Siciliano di Fisica Nucleare e Struttura della Materia e l'Accademia Gioenia di Scienze Naturali di Catania.

Dopo i saluti del rettore Francesco Basile e del direttore del Dfa, Francesco Priolo, interverranno i docenti Mario Alberghina, presidente dell’Accademia Gioenia, sul tema “Una prefazione e un logo ad un primo libro: il resto è un racconto breve”, Emilio Migneco su “Gli inizi dei Laboratori Nazionali del Sud dell’Infn”, Emanuele Rimini su “Gli albori della Fisica della Materia”, Massimo Di Toro su “I favolosi anni ‘60”, Massimo Baldo su “Sulla didattica: applicazione della teoria dei gruppi in alcuni problemi di fisica molecolare”, Maurizio Consoli su “Struttura del vuoto e teoria perturbativa in Qcd” e Alessandro Pluchino sul tema “Dagli anni ’90 ad oggi: Reti Neurali, Vetri di Spin e Complessità”.

Nato a Siracusa nel 1929, il prof. Agodi si è laureato in Fisica nel 1951 nell’Ateneo catanese discutendo una tesi “sull’esistenza di livelli energetici nei nuclei atomici”, continuando poi le proprie ricerche a Catania e a Roma con il prof. Bruno Ferretti nel Max Planck Institut di Göttingen, con il prof. Werner Heisenberg (premio Nobel), e nel Centre D’Etudes Nucleaires di Saclay, con il prof. Claude Bloch.

Docente di Fisica teorica a Trieste, poi a Catania (dal 1962) nella facoltà di Scienze fino al novembre del 2001. I suoi studi hanno dato contributi alla teoria delle strutture e delle reazioni nucleari, alla teoria dei sistemi di molte particelle, alla cosmologia relativistica, alle teorie relativistiche dei campi quantizzati con riferimento alla Fisica delle interazioni fondamentali, ai metodi di teoria dell’informazione nell’analisi di fenomeni geologici e di reti di processi naturali o tecnologici, in molti casi proponendo anche nuovi esperimenti, in vari settori della Fisica.

È stato direttore dell’Istituto di Fisica teorica e di quello di Struttura della Materia, della Scuola di specializzazione in Fisica dell’Università di Catania, della sezione siciliana e poi della sezione etnea dell’Istituto nazionale di Fisica nucleare, del Centro siciliano di Fisica nucleare e Struttura della Materia, del Centro interfacoltà per i sistemi di calcolo e le loro applicazioni didattiche e scientifiche dell’Università di Catania.

È stato per sei anni preside della facoltà di Scienze matematiche fisiche e naturali dell’Università di Catania contribuendo attivamente all’istituzione di scuole “postlaurea” per gli studi di Fisica, di un grande Laboratorio di Fisica nucleare (oggi Laboratorio Nazionale del Sud dell’Infn), di un sistema di calcolo distribuito dell’Università di Catania (oggi evoluto in una “rete d’Ateneo”) collegato alla rete nazionale (GARR) e alle reti telematiche internazionali. È stato presidente dell’antica Accademia Gioenia di Catania che sotto la sua guida è entrata a far parte della Rete delle Accademie dei Paesi Mediterranei, operante sotto l’egida dell’UNESCO. Nel 1976 gli è stato conferito il titolo di Commendatore dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana. Nell’ottobre del 2004 il Consiglio di presidenza della Società Italiana di Fisica ha conferito all’illustre studioso catanese il prestigioso titolo di Socio Benemerito per i suoi contributi alla Scienza ed alle attività della stessa Sif.