Energie alternative, progetti per lo sviluppo degli impianti a biometano

Combustibile da pastazzo, sulla, siero, sansa, pollina: al Di3A si presentano i risultati di una ricerca finanziata dal Ministero
5 Dicembre 2017

Giovedì 7 dicembre, alle 9,30, nell’aula magna del dipartimento di Agricoltura, Alimentazione e Ambiente dell’Università di Catania (Polo Bioscientifico, via Santa Sofia 100) si terrà il convegno conclusivo del progetto di ricerca “Innovazioni per lo sviluppo del biometano da matrici mediterranee (INNO-BIOMED)”, nato all’interno del Di3A Catania, e sviluppato con il supporto del CIB, CRPA e dal CREA-OFA, grazie a un finanziamento del Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali.

Gli impianti a biogas (il combustibile che si produce durante la fermentazione di materiale organico in assenza di ossigeno), rappresentano in Italia la vera rivoluzione verde che ha già generato oltre 1.300 impianti agricoli nel nord Italia, 4 miliardi di investimenti oltre 10 mila occupati. Un modello basato sul paradigma innovazione, qualità, tutela per l’ambiente e rispetto della tradizione, e capace trasformare ogni scarto una risorsa.

In Sicilia, però, gli impianti sono solo 3, nonostante il nostro territorio possa contare su biomasse uniche, tipiche delle zone mediterranee (pastazzo, sulla, siero, pollina, sansa): ogni anno ci sono circa 300 mila tonnellate di pastazzo di agrumi e 1 milione di tonnellate di sanse esauste che potrebbero essere usati in impianti di biogas e biometano. Questi ultimi possono contribuire alla decarbonizzazione del settore dei trasporti e dare una spinta alle regioni del centro-sud, il cui potenziale produttivo di biometano al 2030 è stimato in 3 miliardi di metri cubi e corrisponderebbe a un aumento del Pil dello 0,3%.

Dopo i saluti del direttore del dipartimento Luciano Cosentino, e di Francesco Abate, direttore generale per la promozione della qualità agroalimentare del Dipartimento delle Politiche competitive, della qualità agroalimentare, ippiche e della pesca del Ministero, il responsabile scientifico, prof. Biagio Pecorino, illustrerà i contenuti e i risultati del progetto, giunto alle battute finali dopo l’avvio nell’aprile del 2016.

Oltre all’utilizzazione degli scarti e dei sottoprodotti, nei venti mesi di ricerca del progetto, sono state prese in esame anche le biomasse da agricoltura mediterranea in rotazione a colture alimentari e alcune permanenti quali l’Opuntia (fichi d’india). Per la produzione di biometano si è resa necessaria anche un’analisi sulla localizzazione territoriale anche al fine di valutare le esternalità negative che una logistica complessa comporta in termini di emissione.

La parte finale sarà dedicata al digestato, un ammendante ottenuto dal processo di digestione anaerobica, e che può risultare una fonte strategica di nutrienti per le colture mediterranee. A tal proposito, si analizzeranno le possibilità di impiego e la propensione all'acquisto da parte degli agricoltori siciliani. Digestato che, ridistribuito sui terreni quale ammendante e fertilizzante organico, chiude il ciclo biologico e produce una base importante per la bio-fertilizzazione dei suoli, evitando cosi la loro desertificazione e migliorando le produzioni agricole.

Interverranno alla tavola rotonda i docenti e ricercatori del Di3A Stefano La Malfa e Nicoletta Zingale, Giovanni Cascone, Claudia Arcidiacono e Francesca Valenti, Giuseppe Manetto e Emanuele Cerruto, Gioacchino Pappalardo, Mario D’Amico e Roberta Selvaggi. Interverranno inoltre Claudio Fabbri (Centro ricerche produzioni animali S.p.A), Paolo Rapisarda, Flora Romeo e Gabriele Ballistreri (Crea-Ofa, Acireale), e Christian Curlisi (Consorzio Italiano Biogas e Gassificazione). Concluderà i lavori il sottosegretario alle Politiche agricole e forestali Giuseppe Castiglione.

Ufficio Comunicazione e Stampa
Università di Catania

Mariano Campo