“La quarta Riforma del lavoro pubblico”, a Giurisprudenza un incontro sulla Legge Madia

14 Marzo 2018

Le principali novità in materia di lavoro pubblico introdotte con la IV riforma, la cosiddetta Legge Madia (d.lgs. 74 e 75 del 2017). Questo l’argomento del convegno "La quarta Riforma del lavoro pubblico (tra buon andamento, imparzialità ed efficienza della Pubblica Amministrazione)", promosso dal dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Catania, in collaborazione con il Centre for the Study of European Labour Law che si terrà venerdì 16 marzo alle 10 nell’aula magna di Villa Cerami. L’incontro sarà aperto dagli indirizzi di saluto del rettore Francesco Basile e del direttore del dipartimento Roberto Pennisi.

Tra i temi trattati, l'impatto sull'organizzazione amministrativa dei mutamenti introdotti, lungo il filo conduttore del rapporto tra miglioramenti funzionali e rispetto del principio di imparzialità; il tutto osservato attraverso il filtro dei principali istituti che rilevano in tal senso: dal reclutamento alle promozioni, alle stabilizzazioni, al controverso rapporto tra lavoro pubblico e (residua) possibilità di ricorso al lavoro autonomo e flessibile (alias precario). 

Nel corso di questa sessione ci si interrogherà su cosa rimane nel lavoro pubblico dei temi invece privilegiati nella terza riforma (Brunetta), vale a dire efficienzaperformance e produttività. La quarta riforma implica un cambiamento del paradigma con spostamento del focus dal buon andamento all'imparzialità o si tratta di meri aggiustamenti, di un diverso bilanciamento dei due principi? E tutto questo ha o avrà refluenze, e se sì quali, sul versante giurisprudenziale e sulle strategie giudiziali di tutela di diritti e interessi?

I lavori di questa sessione saranno presieduti da Giuseppe Meliadò (Corte d'Appello di Catania), intervengono Lorenzo Zoppoli (Università di Napoli "Federico Il"), i docenti Università di Catania Giancarlo Ricci, Anna Maria Alaimo e Elisa D'Alterio e Paolo Sordi (Tribunale di Frosinone).

Nella seconda parte si affronteranno i temi della riforma a partire dall'analisi dei principali istituti del rapporto di lavoro. Innanzitutto, il tema classico della retribuzione nella doppia versione di strumento di premio per la produttività e di mera remunerazione del lavoro svolto, osservato nel prisma della nuova stagione contrattuale dopo il lungo gelo della crisi. E soprattutto i mutamenti  (licenziamento, potere disciplinare, whistleblowing) che ci dicono della nuova visione etica del legislatore che guarda al pubblico dipendente non come un addetto a una funzione, ma come l'homo novus, anche in veste di "vedetta civica", in grado di traghettare le pubbliche amministrazioni italiane verso un approdo di efficienza e buon funzionamento, ma a partire dalla trasparenza e dal contrasto di ogni comportamento di cattiva amministrazione, con al centro il ruolo di una autorità polifunzionale e onnipresente: l'Anac.

In questo approccio cosa rimane, nella quarta riforma, del nucleo duro della seconda riforma, pensata e realizzata alla fine degli Anni 90 da Bassanini e Massimo D'Antona, focalizzata com'era sui poteri datoriali privatistici, sul dirigente manager, sul contratto e sulle relazioni collettive? Anche in tal caso il punto di vista della giurisprudenza, lungo il crinale della tutela dei diritti e degli interessi, aiuterà a decodificare meglio la prospettiva di riforma intrapresa.

I lavori di questa sessione saranno presieduti da Concetta Maiore (Corte di Appello di Catania - Sezione Lavoro), interverranno i docenti dell'Università di Catania Antonino Lo FaroMariagrazia MilitelloLoredana ZappalàVeronica Papa e Annalisa Di Paolantonio (Corte di Cassazione Sezione Lavoro). Le conclusioni sono affidate a Bruno Caruso (Università di Catania e LUISS), che terrà la sua relazione su "Dal contratto allo status di dipendente pubblico: la (2017) guarda al passato (1957)?". Nel corso del convegno sarà presentato inoltre il volume "La riforma dei rapporti di lavoro nelle Pubbliche Amministrazioni" (Giappichelli, 2018), a cura di Marco Esposito, Vincenzo Luciani, Antonello Zoppoli, Lorenzo Zoppoli.