Tuteliamoci con un uso intelligente dei cellulari

Il tema al centro del congresso che si è svolto nei giorni scorsi all’Università di Catania
11 Ottobre 2021

Secondo il primo Rapporto Auditel-Censis “una persona, uno smartphone è la metrica ormai imperante in tutte le famiglie italiane". "Per la gran parte lo smartphone è il canale più importante per la connessione sempre, comunque e ovunque - si legge sul rapporto -. Infatti, il 97,2% dei 18-34enni, l’85,8% dei 35-64enni ed il 27,8% degli anziani dispone di uno smartphone connesso al web”. L’Italia è al primo posto in Europa per numero di cellulari in utilizzo e l’età media dei possessori diminuisce sempre di più.

Il cellulare è una sorgente di Campi Elettromagnetici e viene normalmente tenuto vicino alla testa, ma l’evidenza, allo stato attuale, non indica che le emissioni dei telefoni cellulari e cordless siano pericolose per l’utilizzatore.

Il Ministero della Salute, il Ministero della Transizione ecologica, il Ministero dell’Università e della Ricerca, hanno lanciato il 19 luglio 2019 la campagna informativa “Il tuo cellulare è intelligente. Usalo con intelligenza” avente come oggetto l’individuazione delle corrette modalità d’uso degli apparecchi di telefonia mobile (telefoni cellulari e cordless) e l’informazione dei rischi per la salute e per l’ambiente connessi ad un uso improprio di tali apparecchi.

In linea con tale campagna informativa il Kiwanis, Distretto Italia San Marino, con il patrocinio dell’Università degli Studi di Catana, ha organizzato in modalità streaming il convegno “Tuteliamoci con un uso intelligente dei cellulari”, che rappresenta un primo, importante impegno sul tema del corretto utilizzo dei cellulari e di tutti i dispositivi che emettono campi elettromagnetici.

Il convegno ha avuto come obiettivo quello di sensibilizzare i giovani sull’uso corretto dei cellulari e di tutti i dispositivi di comunicazione che emettono campi elettromagnetici e ha visto partecipi oltre mille studenti da tutto il territorio nazionale.

Dopo i saluti dell’avv. Maura Magni - Governatore Kiwanis Distretto Italia - San Marino, del dott. Elio Garozzo - Trustee Kiwanis International e dell’on. Fabiola Bologna Membro della XII Commissione Affari Sociali e della Commissione per l’Infanzia e l’Adolescenza della Camera dei Deputati, sono intervenuti i relatori ing. Alfredo Maria Cavallaro, Chair Kiwanis Distretto Italia San Marino per il Comitato Ambiente e Sostenibilità̀, prof. Aurelio La Corte, associato di Telecomunicazioni dell'Università̀ di Catania) e la prof.ssa Maria Violetta Brundo associato di Anatomia Comparata e Citologia dell'Università̀ di Catania e l'ing. Gianluca Landolina, CEO Cellnext Italia.

Nel corso del convegno il prof. La Corte ha illustrato i principi base di funzionamento delle reti radiomobili attuali e le caratteristiche peculiari delle reti di nuova generazione e la loro prospettiva di evoluzione. La prof.ssa Brundo ha presentato i primi risultati del progetto “Voltmeter - Valutazione in vivo ed in vitro dell’esposizione a campi elettromagnetici nella banda millimetrica del 5G”, finanziato nell’ambito del PIAno di InCEntivi per la RIcerca di Ateneo 2020/2022 e coordinato dai docenti Maria Violetta Brundo del Dipartimento di Scienze biologiche, geologiche e ambientali e Loreto Di Donato del Dipartimento di Ingegneria Elettrica, Elettronica e Informatica.

«La nuova tecnologia di quinta generazione (5G) favorirà connessioni mobili sempre più performanti in termini di affidabilità e velocità di trasferimento dati e prevede l’utilizzo di diverse bande di frequenza nello spettro delle onde elettromagnetiche (700 MHz, 3.6-3.8 GHz e 26.5-27.5 GHz) sfruttando così anche frequenze più elevate rispetto alle precedenti generazioni di telefonia mobile (1G-4G) – spiega la prof.ssa Brundo -. Negli ultimi mesi, in seguito alle prime installazioni di questa nuova tecnologia, si è diffusa una crescente preoccupazione su possibili effetti nocivi per la salute umana. Scopo del progetto Voltmeter è quello di valutare eventuali effetti a breve e lungo termine del 5G mediante studi in vivo e in vitro».