L'Università di Catania alla Sorbona di Parigi

Il prof. Guido Nicolosi sta co-organizzando un convegno sul rapporto tra tecnologie digitali e migrazioni
11 Novembre 2019

Il rapporto tra tecnologie digitali e migrazioni sarà il tema del convegno che il prof. Guido Nicolosi, associato di Sociologia dei Processi culturali e comunicativi nel dipartimento di Scienze politiche e sociali dell'Università di Catania sta co-organizzando e che si terrà venerdì 15 e sabato 16 novembre all'Università Paris 1 Sorbona.

Il convegno, dal titolo "Technologies et migrations. Corps, identités et technologies digitales dans le phénomène migratoire contemporain" e promosso in collaborazione con l'Università Paris 1 Sorbona e l'Associazione Francese di Sociologia, analizzerà il fenomeno migratorio che  sta subendo cambiamenti legati a trasformazioni politiche, storiche e sociali, nonché cambiamenti tecnologici, attraverso i processi di digitalizzazione e produzione dei dati. In questo, l'identità sociale del migrante appare come una rappresentazione "numerica", nel doppio senso del termine. Da un lato, le identità dei migranti sono collegate alle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (ICT), che svolgono un ruolo centrale in tutte le fasi del processo di migrazione. D'altra parte, la loro identità è anche costituita in relazione alle rappresentazioni "dai numeri" del fenomeno migratorio, che hanno un peso decisivo nel dibattito pubblico. Tutte le fasi del processo di migrazione sono fortemente tecnologiche. I viaggi dei migranti dipendono in gran parte dalla loro familiarità con oggetti portatili per la produzione e la ricezione di informazioni vitali o persino vitali.
Spesso, lo smartphone è per i migranti tutto ciò che portano con sé, la loro unica connessione con ciò che si lasciano alle spalle e con ciò che li attende. Inoltre, la gestione e la lotta ai flussi migratori hanno assunto sempre più l'aspetto di un'offerta tecnologica necrologio. I confini marittimi e terrestri, che sono diventati in parte "confini virtuali", sono sempre più definiti da invisibili barriere digitali di geolocalizzazione e comunicazione.