E' siciliano il più antico vino italiano

Un gruppo di ricerca internazionale ha scoperto in una grotta dell'agrigentino una giara di 6 mila anni fa con residui di bevanda d'uva
28 Agosto 2017

Tracce di vino trovati in reperti archeologici siciliani risalenti al quarto millennio a.C. E' l'importante scoperta frutto del lavoro di un gruppo di ricerca internazionale composto da studiosi dell'Università di Catania, del Cnr-Imc e della University of South Florida. Residui di acido tartarico e dei suoi sali sono stati, infatti, rinvenuti in una grotta del Monte Kronio, vicino Agrigento, in una giara dell'Età del Rame. Il vino, non si sa se rosso o bianco, risale a circa 6 mila anni fa ed è, attualmente, il più antico d'Italia e di tutto il Mediterraneo occidentale.

I risultati della ricerca sono stati recentemente pubblicati in un articolo sulla prestigiosa rivista "Microchemical Journal", di cui sono co-autori Enrico Greco ed il prof. Enrico Ciliberto del dipartimento di Scienze chimiche dell'Ateneo.

La scoperta dimostra che la viticoltura e la produzione di vino in Italia sono più antiche del previsto: non sarebbero cominciate nell'Età del Bronzo come precedentmente ipotizzato, ma quasi 3 mila anni prima.

"Il dato è di alto valore archeologico e antropologico - ha spiegato Greco - poiché i più antichi residui di prodotti vinicoli erano stati finora trovati in Sardegna e risalivano al 1500 a.C. e quindi questo porta ad una sostanziale retrodatazione dell'uso di far fermentare uva per produrne una bevanda".