Al via la Conferenza Annuale APRE: “Verso un nuovo futuro. (ri)pensare il rapporto tra scienza e società

Apertura dei cinque giorni di conferenza con il Presidente APRE Damiani, i Ministri Messa e Colao, l’incontro con tra Paquet e i giovani changemakers
8 Novembre 2021

La Conferenza Annuale APRE 2021 ha avviato oggi pomeriggio i lavori, che si svolgeranno esclusivamente online fino al 12 novembre. L’agenda è ricca di appuntamenti che, con format diversi, accendono i riflettori sul Programma Quadro Horizon Europe: i suoi temi, le sue novità e i suoi protagonisti. Cinque giorni consecutivi in cui si alterneranno confronti con addetti ai lavori, sessioni informative, collegamenti esterni con alcuni tra i più interessanti laboratori di ricerca nel mondo, per analizzare insieme gli obiettivi e le strategie sui temi della ricerca e innovazione.

Ai lavori di apertura il Ministro per l’Innovazione Tecnologica e la Transizione Digitale Vittorio Colao ha portato il suo contributo sul tema “Verso le grandi transizioni – Il ruolo della società”. «Ci sono diverse transizioni che dobbiamo condurre con successo, quella digitale, quella ecologica e quelle produttive e sociali. Le dobbiamo fare per un futuro innovativo e più centrato sul merito, che dia prospettive migliori ai giovani e per stimolare la circolazione e lo scambio delle idee» ha sottolineato Vittorio Colao. Per il Ministro dell’Università e della Ricerca Maria Cristina Messa «bisogna fare un’azione molto forte sull’eliminazione delle fake news e di ogni mezzo e luogo che diffonde informazioni fuorvianti. […] È fondamentale avere un programma comune di eliminazione dell’anti-scienza e della formulazione antiscientifica, soprattutto in paesi che vogliono restare democratici, nei quali la libera opinione e il libero arbitrio debbano restare alla base del vivere in società» .

Il Ministro Maria Cristina Messa ha ricordato, nel dialogo con il Presidente di APRE Alessandro Damiani, che «partecipare ai bandi nel Programma Horizon Europe crea collaborazioni durature tra gli Stati, un momento importante anche per misurarsi con la ricerca internazionale, dimostrando che la ricerca non ha confini. Possiamo usare i prossimi anni del PNRR come trampolino, e con un incremento del finanziamento della ricerca creeremo un sistema della ricerca più solido, avremo anche permesso a molte industrie di usufruire dei prodotti della ricerca, andando verso un’innovazione tale che la renderà più competitive a livello internazionale». Alessandro Damiani ha sottolineato anche l’ampiezza e il carattere epocale delle sfide che ci attendono, dal riscaldamento globale al rischio pandemico, dalla transizione energetica alla rivoluzione digitale e ha insistito sul fatto che mai come oggi risulta chiaro ai più che la scienza e la tecnologia, la ricerca e l’innovazione sono la chiave di volta per affrontare quei problemi e innescare le trasformazioni necessarie.

In questo quadro i due nuovi strumenti europei avviati quest’anno, il Recovery Plan e il programma di ricerca e innovazione Horizon Europe, rappresentano opportunità straordinarie che, se usate in maniera attenta e strategica, possono permettere all’Italia di colmare il divario con i paesi più avanzati e impostare il rilancio del suo sistema ricerca su basi solide e durature. Anche quest’anno sulla scia del dialogo aperto l’anno scorso si è svolto un incontro tra giovani rappresentanti italiani della rete Gen C e Jean-Eric Paquet, direttore generale, DG Ricerca e innovazione della Commissione europea, per sottolineare come sia necessario avvicinare le giovani generazioni alla R&I europea e più specificamente renderle parti attive attraverso il programma quadro Horizon Europe. Molti i direttori della Commissione europea presenti nei prossimi giorni, che si confronteranno con rappresentanti delle istituzioni ed esperti nazionali sui temi “caldi” in agenda nei APREdialogue.