YounG7, 150 studenti simulano i lavori del G7

Il rettore: “L’Università prenderà spunto dai lavori sull’educazione e sul lavoro per migliorare la collaborazione con le scuola”

24 Maggio 2017
Alfio Russo

“Sono sicuro che questa iniziativa avrà la stessa risonanza del «G7» di Taormina perché gli studenti affronteranno numerose tematiche e tra queste anche quelle dell’educazione e del lavoro, aspetti fondamentali per il futuro dei giovani. L’Università di Catania, da tempo impegnata in numerosi progetti di Alternanza Scuola-Lavoro con le scuole, prenderà spunto dalle conclusioni dei lavori sulle tematiche dell’educazione e del lavoro per migliorare e perfezionare la collaborazione con il mondo della scuola nel pieno rispetto di uno dei ruoli dell’Ateneo che è proprio la funzione di intermediario tra la scuola e il lavoro”. E’ l’appello rivolto dal rettore Francesco Basile, nel corso della cerimonia inaugurale del «YounG7» al Teatro Sangiorgi, ai 150 studenti di 20 scuole secondarie di II grado provenienti da 18 Regioni italiane che per tre giorni (dal 23 al 25 maggio), a Catania, hanno simulato i lavori negoziali del «G7» di Taormina (dal 26 maggio).

Per tre giorni gli studenti (ospiti anche nelle aule del dipartimento di Scienze politiche e sociali dell’Ateneo di Catania) si sono immedesimati nei rappresentanti dei 7 Paesi e nei membri della delegazione di rappresentanza della Ue simulando le sedute di lavoro del G7 sui sette temi della Presidenza italiana - management of human mobility, prevention of terrorism, food security and nutrition, women and girls economic empowerment, energy and climate change, education, future of work and of welfare system – grazie al programma promosso dal Miur.

E alla cerimonia è intervenuta la ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli, che ha sottolineato come sia “molto importante dare agli studenti la possibilità di immaginarsi come responsabili del G7, sapendo che ci sono provenienze di Stati differenti, obiettivi che vanno dichiarati ma con finalità comuni e quindi in grado di costruire una discussione e ottenere dei risultati con la massima convergenza possibile su temi importanti come la sostenibilità ambientale, sociale, il contrasto al terrorismo”.

“Sono ansiosa di conoscere come riusciranno a gestire questa sperimentazione che considero uno stimolo interessante perché imparare a decidere per sé, per gli altri e per il mondo mi pare un esercizio di grande responsabilità e acquisizione di competenze – ha aggiunto la ministra -. I giovani possono dare un contributo fondamentale perché hanno una visione del mondo propria e importante e noi adulti abbiamo il compito di ascoltare cosa ci vogliono dire e cosa ci propongono”.

Sul “G7 dei grandi” la ministra ha aggiunto che “dal vero G7 ci aspettiamo una convergenza di fondo sui grandi temi inseriti nell’agenda Onu 2020-2030 come la crescita, lo sviluppo innovazione e il contrasto al terrorismo con un’alleanza molto larga sapendo anche che materie come l’educazione e la formazione sono temi fondamentali della stessa agenda”.

Alla cerimonia sono intervenuti, tra gli altri, anche il prefetto Silvana Riccio, il sindaco di Catania Enzo Bianco e il presidente del consiglio comunale etneo Francesca Raciti.

Durante la cerimonia è stato osservato un minuto di silenzio in memoria delle vittime della strage di Manchester e sono stati ricordati anche Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti scorta uccisi dalla mafia a Capaci esattamente 25 anni fa. In chiusura si è esibita l’Orchestra dell’Istituto musicale “Vincenzo Bellini” di Catania.