Università della Terza Età, concluso l’anno accademico

Il prorettore Giancarlo Magnano San Lio: “L’Ateneo continuerà a sostenere le iniziative di Unitre continuando a svolgere il proprio ruolo sociale e di apertura al territorio”

6 Giugno 2017
Alfio Russo

Promuovere la cultura, favorire l’unione tra generazioni e rappresentare ancora una risorsa per la società. Sono solo alcuni dei compiti principali dell’Università della Terza Età “Unitre” di Catania che lunedì pomeriggio (4 giugno), nell’aula magna del Palazzo centrale dell’Ateneo catanese, ha celebrato la conclusione dell’anno accademico 2016/17.

Fondata a Catania nel 1984 da 12 soci, sulla scia dell’esperienza di Torino, l'Università della Terza Età "Unitre" - Università delle Tre Età “è cresciuta sempre più raggiungendo in pochi anni i 50 soci e oggi ben oltre i 500” ha spiegato la presidente Pina Guccione Lisi. “Una crescita costante legata anche alla disponibilità dell’Università di Catania e in particolare del rettore Gaspare Rodolico che ha favorito la sua costituzione e successivamente del rettore Enrico Rizzarelli che ha concesso all’Unitre diverse aule del Palazzo centrale dove poterci riunire e dove svolgere le lezioni tenute volontariamente da docenti dell’Ateneo” ha aggiunto la presidente nel corso della relazione.

Proprio sul ruolo dell’Università di Catania è intervenuto il prorettore Giancarlo Magnano San Lio che ha ribadito “l’impegno dell’ateneo catanese a sostenere le iniziative e le proposte di Unitre”. “All’interno dell’Università di Catania non si svolgono solo ricerche al chiuso dei laboratori o delle biblioteche, l’Ateneo ha un ruolo sociale, quello di aprire sempre più le proprie porte al territorio e alla società” ha aggiunto il prof. Magnano San Lio.

Un invito accolto dalla presidente di Unitre che ha approfondito il ruolo dell'Università della Terza Età "Unitre", dal 2007 associazione di promozione sociale, evidenziando il “ruolo di ponte di unione tra generazioni a conferma che la memoria degli anziani, i loro ricordi e le loro attività rappresentano ancora oggi una risorsa per la società – ha spiegato la presidente Pina Guccione Lisi -, al tempo stesso le persone anziane riconquistano il proprio essere, la propria valenza. Unitre non rappresenta un’occasione per colmare un vuoto dopo essere andati in pensione o per far fronte alla «sindrome da nido vuoto» col rischio di essere emarginate, Unitre favorisce l'incontro tra generazioni, promuove cultura e socialità trasformando gli associati da forza-lavoro in forza-cultura e al tempo stesso di dare via libera alla propria creatività, a ritardare l'invecchiamento del corpo e della mente, a fare prevenzione, a risvegliare interessi sopiti o mai coltivati”.

“L'Unitre si basa sul volontariato di tutti gli aderenti che desiderano collaborare al progetto rivolto all'Uomo di tutte le età allo scopo di attuare, quindi, un messaggio di educazione permanente, ricorrente e rinnovata, favorendo anche l'incontro di generazioni e di strati sociali diversi” ha sottolineato la presidente che in chiusura ha ribadito i corsi svolti nelle aule dell’Università di Catania (storico, artistico, medico-scientifico, psicologico, letterario, giuridico, archeologico, musicale, storia delle religioni, delle tradizioni popolari, del cinema e del teatro) e le attività laboratoriali nelle scuole di Catania tra corsi di lingue straniere (inglese, francese, tedesco, spagnolo e anche arabo), di pittura su tela e porcellana, di trompe d'oeil, recitazione, coro, taglio e cucito, ricamo, yoga, danza in cerchio, informatica, laboratorio teatrale, arti creative.

A seguire la relazione della prof.ssa Tina Di Giovanni dal titolo “L’inganno estremo: Lesbia e Aspasia nella poesia di Catullo e Leopardi”.