Unistem Day 2017. Studenti affascinati dal mondo della ricerca e dalle cellule staminali

Nell’aula magna del Polo Bioscientifico oltre 400 studenti presenti da 26 istituti scolastici della Sicilia orientale. Il rettore Basile: “A Catania abbiamo una ricerca eccellente, ma dobbiamo fare di più per non perdere intelligenze”

 

 

17 Marzo 2017
Alfio Russo

«L’Università di Catania rappresenta un eccellente centro di ricerca nel panorama nazionale e internazionale e non ha nulla da invidiare ad altri poli scientifici e atenei, ma è ovvio che dobbiamo e possiamo fare di più per raggiungere risultati migliori in questo campo. Per ottenere questi obiettivi dobbiamo fidelizzare lo studente delle scuole superiori tramite i nostri corsi di laurea e i nostri laboratori di ricerca perché non possiamo permetterci di perdere altre intelligenze siciliane».

Con questo messaggio, rivolto agli oltre 400 studenti presenti nell’aula magna del Polo Bioscientifico di via Santa Sofia, il rettore Francesco Basile ha aperto la nona edizione di “Unistem Day”, la giornata di divulgazione scientifica con ben 75 atenei e istituti di ricerca in sette Paesi europei che hanno coinvolto contemporaneamente più di 27 mila studenti in seminari, discussioni, tavole rotonde e attività in laboratorio.

«La giornata di oggi consente al nostro Ateneo di aprire le porte delle nostre aule e laboratori agli studenti e di affascinarli su tematiche fondamentali come la libertà di ricerca e le cellule staminali, ormai impiegate nelle cure di importanti patologie come le malattie neurodegenerative, il diabete e l’infarto del miocardio – ha aggiunto il rettore -. Malattie che necessitano di nuove terapie che solo con ricerche di base e applicate possono essere sviluppate».

Il direttore del dipartimento di Scienze biomediche e biotecnologiche Filippo Drago ha poi evidenziato «l’importante investimento effettuato dall’Ateneo sulle strutture e laboratori del Biometech alle Torri Biologiche “Ferdinando Latteri”, alcuni con strumentazioni uniche in Italia per la ricerca avanzata». E sulle cellule staminali ha aggiunto che «dopo le iniziali critiche, stanno permettendo di conseguire risultati concreti anche per malattie come la sclerosi multipla». Infine, il prof. Drago ha sottolineato la «necessità di nuove risorse da parte delle istituzioni a favore della ricerca perché i nostri ricercatori non sono inferiori a nessuno: basti pensare alla ricercatrice Sabina Berretta che ha studiato a Catania e oggi neurologa e presidente del prestigioso Brain Tissue Resource Center ad Harvard» ha concluso il prof. Drago. «Proprio la Berretta – ha spiegato la prof.ssa Bianca Maria Lombardo, coordinatrice di Unistem insieme con il prof. Daniele Condorelli – è stata nostra ospite, in collegamento video, all’edizione 2017 di Unistem». Sono poi intervenuti il direttore del dipartimento Agricoltura, Alimentazione e Ambiente, prof. Salvatore Cosentino, e il presidente dell’Ersu Catania, prof. Alessandro Cappellani.

Quindi spazio alle relazioni del prof. Guglielmo Longo sul tema delle cellule staminali e del dott. Gigi Cappello (CICAP Sicilia e INFN) sulle bufale scientifiche. Un tema quest’ultimo che «in questi giorni è stato affrontato dalla Presidenza della Camera e anche dai social network per far fronte ad un’autentica piaga sociale» ha spiegato Cappello. Il prof. Santo Di Nuovo è intervenuto sui concetti come razionalità e irrazionalità, mentre il prof. Vincenzo Perciavalle sul legame tra sonno e sogni. E ancora le testimonianze di studenti appassionati di scienza come Maria Stella Cascone del liceo scientifico “Galileo Galilei” di Catania, della studentessa di Medicina Claudia Bellofiore e del ricercatore in Biomedicina traslazionale Giacomo Cinnirella.

Gli studenti, dunque, sono stati i veri protagonisti di una giornata interamente dedicata alla scienza grazie a Unistem Day 2017 dedicato, quest’anno, al dr. Ahmadreza Djalali, ricercatore iraniano della medicina dei disastri, internazionalmente stimato, detenuto da quasi un anno dal Governo iraniano, senza che sia iniziato alcun processo. Nel chiedere la liberazione del dottor Djalali è stata condivisa la riflessione con gli studenti coinvolti su come la libertà di studio e di ricerca sia un valore civile fondamentale. Tutelarlo con azioni concrete è indispensabile al funzionamento degli stati democratici. La libera scienza è, storicamente, necessaria al continuo miglioramento della condizione umana.