Unict, prima laurea “a distanza” con una tesi sul CInAP

La studentessa Ylenia Rapisarda ha concluso il suo percorso universitario in Sociologia e servizio sociale

3 Aprile 2020
Alfio Russo

Prima laurea “a distanza” dedicata al Centro per l'Integrazione Attiva e Partecipata – CInAP dell’Università di Catania.

Un traguardo raggiunto il 27 marzo scorso dalla studentessa Ylenia Rapisarda con una tesi dal titolo “La Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute: ambiti applicativi nella progettazione degli interventi di servizio sociale”, relatrice la Prof.ssa Roberta Montalto, docente del corso di laurea in Sociologia e Servizio Sociale del Dipartimento di Scienze politiche e sociali.

«Ho scelto di dedicare la mia tesi all’esperienza di tirocinio svolta al CInAP perché ha rappresentato, per me, un percorso di crescita umana e professionale» ha spiegato Ylenia Rapisarda, neolaureata in Sociologia e Servizio sociale, in occasione del suo esame di laurea attraverso la seduta telematica programmata dal Dipartimento di Scienze politiche e sociali sulla piattaforma MS Teams.

Una tesi incentrata sulla metodologia di lavoro utilizzata dal CInAP, quale efficace strumento di indagine e progettazione sociale, con ampi spunti di riflessione. Nello specifico è stato analizzato l’ambito applicativo di una check-list ICF (Classificazione internazionale del funzionamento, della disabilità e della salute) dedicata agli studenti con disabilità comportamentale, supportati dal centro servizi durante il percorso formativo universitario.

«Il disagio mentale (e la disabilità in genere) è spesso oggetto di stigma – spiega la neolaureata seguita nel suo percorso di tirocinio della durata di 6 mesi dalla dott.ssa Mariangela Messina, assistente sociale del CInAP -, viene presentato dalla società come qualcosa che si discosta da quell’ideale di “normalità” che, invece, uniforma e rassicura. Tuttavia, se ci allontaniamo da questo concetto tutt’altro che assoluto e ci spostiamo verso la “persona”, considerata nella sua unicità, ecco che arriviamo al CInAP».

Il percorso di tirocinio di Ylenia, infatti, ha rappresentato proprio la possibilità di “invertire la rotta”, di confrontarsi con giovani adulti il cui “funzionamento” diventa, per gli operatori del CInAP, il punto di partenza per la progettazione di interventi mirati che, sulla base della metodologia ICF, valorizzano le capacità di ciascuno e favoriscono la diffusione di una nuova cultura dell’inclusione.  

La tesi della neolaureata ha dimostrato che l’utilizzo di strumenti ispirati all’ICF tra i “modelli di servizio sociale” favorisce l’individuazione delle “capacità” e delle “barriere” di ciascuna persona all’interno del proprio contesto di vita e diventa punto di partenza per la progettazione sociale e il monitoraggio degli interventi di supporto attivati, in una dimensione standardizzata che facilita anche l’interazione tra i servizi sociosanitari del territorio.

«Un ringraziamento speciale va alla mia tutor, la dott.ssa Mariangela Messina, che mi ha accompagnato lungo tutto questo percorso di crescita con dedizione e impegno, al presidente e al direttore del CInAP, Massimo Oliveri e Isidoro Maccarrone, che mi hanno accolta e a tutta l’equipe multidisciplinare che ha contribuito all’acquisizione di nuove skills professionali. Senza ognuno di loro, questo lavoro di tesi non sarebbe esistito» ha concluso Ylenia Rapisarda.