Un ponte per l'innovazione e l'ambiente tra l'Italia e la Tunisia

Presentati i risultati del progetto "Tatrac" finalizzato allo sviluppo e al trasferimento delle buone pratiche e delle conoscenze nel campo dell’innovazione, dell’ambiente, dell’agricoltura, della cultura e della salute tra Paesi del Mediterraneo

19 Maggio 2016
Alfio Russo

Sviluppare e trasferire le buone pratiche e le conoscenze nel campo dell’innovazione, dell’ambiente, dell’agricoltura, della cultura e della salute tra i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo grazie alla sinergia tra enti istituzionali ed il mondo associativo lungo l’asse Italia-Tunisia.

Sono gli obiettivi del progetto transfrontaliero “Tessuto Associativo e TRAsferimento delle Conoscenze – Tatrac” finanziato dallo Strumento europeo di vicinato e partenariato "Enpi" nell'ambito del programma Italia-Tunisia 2007-2013 i cui risultati, raccolti in un manuale, sono stati illustrati stamattina nell'aula 3 del Palazzo centrale dell'Università di Catania.

A presentare i risultati il coordinatore del progetto Tatrac  Abdelhamid Abidi e il responsabile del progetto per l'Università di Catania Rosario Sinatra insieme con il direttore generale dell'Agenzia nazionale della promozione della ricerca in Tunisia Khaled Ghedira e con la componente del Segretariato tecnico congiunto - assistenza tecnica al Programma operativo Italia-Tunisia della Regione Siciliana Laura Zimbardo.

“Il progetto ha consentito di formare le associazioni e consolidare il ruolo del tessuto associativo nel sistema nazionale di innovazione nei settori della cultura, dell’educazione, della salute, dell’ambiente e dell’agricoltura – ha spiegato Abidi – oltre a sensibilizzare gli attori della società civile nello svolgimento del ruolo di connessione tra ricerca scientifica, bisogni e necessità economico-sociali delle comunità in un contesto di sfide su scala mondiale. La ricerca scientifica, dal canto suo, sui settori in questione, deve fornire soluzione e orientare le istituzioni e le associazioni al fine di rafforzare e potenziare i rapporti e le collaborazioni tra i Paesi del Nord e del Sud del Mediterraneo”.

Sulla stessa linea anche il prof. Rosario Sinatra, il quale ha aggiunto che grazie “al progetto sono state valorizzate le conoscenze scientifiche e condivise le buone pratiche oltre all'’biettivo da raggiungere di radicare una cultura di innovazione”. “Nel dettaglio l’Ateneo di Catania si è occupato del settore dell’automazione industriale dell’energia e del trattamento dei rifiuti coinvolgendo le cinque associazioni no-profit impegnate nei territori nel campo del risparmio energetico e dell’inquinamento ambientale” ha aggiunto Sinatra alla presenza .

Proprio sul ruolo delle associazioni è intervenuta Francesca Vacanti della organizzazione non governativa “Cesie”, partner del progetto costituito dall’Agenzia nazionale per la promozione della ricerca – Tunisia, dall’Istituto superiore di Belle arti di Nabeul (Università di Cartagine, Tunisia), dalla Scuola superiore di Scienze economiche e commerciali di Tunisi, dalla Società di gestione della Valle dell’Ippari, dal Cesie, dall’Università di Catania e dall’Istituto superiore di Storia contemporanea della Tunisia dell’Università di Manouba.

“Nell’ambito del progetto – ha spiegato Francesca Vacanti - sono state individuate cinque associazioni siciliane (Libera Palermo, Mobilita Palermo, Push, Osserva-Raee Palermo e Svi.Med-Sviluppo Mediterraneo Ragusa) e 15 tunisine che hanno realizzato e curato un percorso formativo e laboratoriale di progettazione in Sicilia e in Tunisia, sulle tematiche dell’educazione e formazione, dell’ambiente e dell’energia rinnovabile e dell’agricoltura e pesca”.

Nel corso della presentazione sono intervenuti i docenti dell'Università di Catania Rosario Lanzafame  e Giuseppe Mancini con relazioni sul clima e sull'inquinamento marino.