Un incontro sui Disturbi specifici dell'apprendimento

Al Pala Arcidiacono e ai Benedettini un convegno promosso dal Cinap. I delegati alla disabilità dei tre atenei siciliani costituiranno una consulta regionale sull'argomento

4 Marzo 2016

Lunedì 29 febbraio, al Pala Arcidiacono e nel pomeriggio ai Benedettini, insegnanti di ogni ordine e grado, pedagogisti, psicologi, esperti, docenti e studenti universitari, si sono confrontati sulle ultime novità scientifiche legate ai Disturbi specifici dell'Apprendimento (Dsa), un fenomeno in continua crescita come si evince dalle statistiche ministeriali e alla base di un crescente tasso di abbandono scolastico, specie nel Sud e nelle isole.

I Dsa, che interessano nella maggior parte dei casi le attività di lettura, scrittura e calcolo e che comportano la non autosufficienza durante il percorso scolastico e seppur in modo diverso, durante il percorso universitario, rappresentano un tema di forte attualità. Si tratta di disturbi che investono il sistema scolastico italiano e le famiglie, ma anche il Servizio sanitario nazionale, le università, le associazioni e i centri privati che a vario titolo sono chiamati a gestire, ognuno per le proprie competenze, questo disturbo.

L'iniziativa, organizzata dal Centro per l'Integrazione attiva e partecipata (Cinap) dell'Università di Catania, è stata patrocinata dalla Città Metropolitana di Catania, dal Coordinamento nazionale degli Insegnanti specializzati e la Ricerca sulle situazioni di Handicap (Cnis), dall'Associazione italiana Dislessia (Aid), dall'Associazione Altro metodo per l'autonomia dello studio (Almè) e dalla Società cooperativa Anastasis.
All'evento hanno partecipato quasi 900 persone e i lavori sono stati moderati dalla prof.ssa Renata Rizzo e dal prof. Santo di Nuovo.

Per l'occasione si è creata un'atmosfera collaborativa tra molti enti territoriali e i tre atenei siciliani, rappresentati dai delegati dei rettori alle disabilità, i quali su iniziativa del presidente del Cinap Massimo Oliveri costituiranno una consulta regionale sull'argomento.
E' stata proposta, inoltre, sempre dall'Ateneo catanese, l'istituzione di una rete attiva interprovinciale, che coinvolga pubblico e privato per far fronte efficacemente alle pressanti richieste di docenti, studenti e professionisti al fine di promuovere e sostenere la piena inclusione delle persone con Dsa in ogni ambito della vita, valorizzandone efficacemente le abilità.

Il rettore dell'Università di Catania Giacomo Pignataro ha introdotto i lavori, sottolineando l'impegno dell'Ateneo ad andare oltre i termini che la Legge 170 del 2010 impone in merito alle attività che le università italiane devono porre in essere al fine di favorire la piena integrazione degli studenti con Dsa durante il loro percorso formativo universitario.

"Occorre ricordare - ha poi affermato il prof. Oliveri - che uno dei compiti fondamentali delle università nel contesto della terza missione è aiutare i territori a compiere i "salti" che altrimenti non avrebbero le risorse per compiere, accedendo alle reti mondiali di produzione  e  circolazione  della  conoscenza.  Sotto  questo  profilo,  deve essere incoraggiata  la  capacità  delle  università  di  portare  sul  territorio  contatti  e  opportunità  di  networking  di scala internazionale".

"Nel rispetto delle direttive dell'Anvur - ha evidenziato Oliveri - in questa giornata vogliamo operare nell'ottica di un'apertura verso il contesto socio-economico mediante la valorizzazione e il trasferimento delle conoscenze del nostro ateneo. Questa giornata non rappresenta solo un motivo di riflessione ma anche di approfondimento rispetto alle tematiche trattate. I Dsa sono disturbi di natura neurobiologica che riguardano il 4% circa degli studenti italiani, sono, altresì, disturbi evolutivi e per tale motivo si è voluto tracciare il percorso che dalla scuola porta all'università. In ambito universitario il dato di stima è di 1,5 / 2% degli studenti ma un numero sicuramente superiore a quelli oggi riconosciuti".

"Per far fronte alle costanti esigenze - ha continuato il docente - la rete del Cinap si è via via ampliata: ringrazio anche oggi tutti gli operatori del Centro e i docenti referenti che collaborano costantemente alla risoluzione delle problematiche di natura didattica, logistica e organizzativa che interessano gli studenti con disabilità di ciascun dipartimento."

"L'obiettivo del convegno - ha spiegato la dott.ssa Stefania Scaffidi - referente per i Dsa dell'Ateneo catanese - è stato quello di far incontrare il mondo accademico con quello della sanità e della scuola per  conoscere e divulgare le buone prassi attivate in Italia e poter giungere ad una gestione ottimale di questi disturbi. Gli studenti universitari con Dsa consapevoli dei propri diritti grazie al proficuo lavoro di scuole, enti territoriali e famiglie, sono in costante aumento. Gli operatori del Cinap si impegnano ad attivare iniziative in grado di migliorare il livello di autonomia personale, formativa, relazionale e organizzativa degli studenti con Dsa; sono, inoltre, punto di riferimento per docenti e personale di segreteria del nostro ateneo."

Nel corso della giornata si sono susseguiti poi gli interventi di docenti ed esperti e la preziosa testimonianza dello studente universitario Ruggero Di Vincenzo.
Tutti i relatori intervenuti hanno alle spalle anni di intensa attività didattica e scientifica sui Dsa, sfociati in numerose pubblicazioni. Tra gli altri, gli esperti Giacomo Stella e Giacomo Guaraldi, dell'Università di Modena e Reggio Emila, hanno stottolineato come "dislessia, discalculia, disgrafia e disortografia sono disturbi che rischiano di complicare il percorso scolastico e universitario di tanti studenti e di scoraggiare studenti potenzialmente motivati e brillanti".

Per evitare che ciò accada, è stata varata una legge, la 170 del 2010, che riconosce i disturbi specifici dell'apprendimento e garantisce alle persone con affette da questa problematica il diritto all'istruzione nelle scuole di ogni ordine e grado, allo sviluppo delle potenzialità e al successo scolastico. La normativa inoltre ha l'obiettivo di preparare i docenti sui problemi dell'apprendimento connessi ai Dsa.

 

"È centrale, per promuovere il benessere degli studenti e favorire una didattica inclusiva, costruire momenti di riflessione e aggiornamento rivolti ad insegnanti specializzati e operatori di sostegno allo studio per promuovere una maggiore consapevolezza rispetto alle necessità dell'alunno e alle possibilità di creare percorsi specifici in cui gli siano forniti gli strumenti per esprimere la sua intelligenza", ha dichiarato Gaetano Rappo del Cnis.

"Ugualmente, è fondamentale incrementare la conoscenza dei genitori in modo da prevenire atteggiamenti di condanna o di critica, promuovendo partecipazione e padronanza di strumenti in grado di sostenere il ragazzo nel percorso di apprendimento" ha fatto eco il dott. Sergio Messina dell'Aid.

Tematiche approfondite anche dalla dott.ssa Marinella Laudani dell'Asp 3 e dalla dott.ssa Donatella Cocuzza del Policlinico che ha sottolineato come i diversi disturbi possono presentarsi variamente associati («comorbilità») o, più raramente, isolati e con diversi gradi di severità.

La prof.ssa Rizzo ha colto l'occasione per attivare un canale preferenziale per garantire l'iter diagnostico a Catania anche ai giovani adulti non costringendoli più a spostarsi in altre province.

Strategie utili eo obiettivi possibili sono stati gli argomenti trattati e particolarmente apprezzati nei due workshop pomeridiani dalle dott.sse Maristella Scorza e Annamaria Malgioglio e dai dott. Giacomo Guaraldi e Giuseppe Pellegrino.

A tal proposito, filo conduttore sono state le parole dello scrittore dislessico Daniel Pennac: "Ogni studente suona il suo strumento, non c'è niente da fare. La cosa difficile è conoscere bene i nostri musicisti e trovare l'armonia. Una buona classe non è un reggimento che marcia al passo, è un'orchestra che prova la stessa sinfonia. E se hai ereditato il piccolo triangolo che sa fare solo tin tin, o lo scacciapensieri che fa soltanto bloing bloing, la cosa importante è che lo facciano al momento giusto, il meglio possibile, che diventino un ottimo triangolo, un impeccabile scacciapensieri, e che siano fieri della qualità che il loro contributo conferisce all'insieme. Siccome il piacere dell'armonia li fa progredire tutti, alla fine anche il piccolo triangolo conoscerà la musica, forse non in maniera brillante come il primo violino, ma conoscerà la stessa musica. Il problema è che vogliono farci credere che nel mondo contino solo i primi violini."