Tusa, studioso entusiasta e appassionato

Il messaggio di cordoglio del rettore Francesco Basile per la tragica scomparsa dell’archeologo siciliano

14 Marzo 2019
Francesco Basile

Desidero esprimere, a nome mio personale e di tutto l’Ateneo, il profondo cordoglio per la tragica scomparsa del prof. Sebastiano Tusa, archeologo siciliano di fama internazionale, già Soprintendente del Mare e di recente nominato Assessore regionale ai Beni culturali della Regione Siciliana, morto nell’incidente aereo in Etiopia.

Ricordiamo, con sincero rammarico, la figura di studioso entusiasta e appassionato, ma al tempo stesso riservato e generoso, in particolar modo della Preistoria siciliana e dell’archeologia del Mediterraneo; rimpiangiamo il suo instancabile impegno quale promotore della qualità del patrimonio storico e paesaggistico dell’Isola e della valorizzazione dei suoi tesori e della sua memoria, mettendo a frutto l’insegnamento dei propri genitori e dei maestri accademici, che trasferiva fedelmente ai propri studenti e collaboratori; apprezziamo la sua battaglia per adeguare a standard europei e internazionali il sistema regionale dei musei e dei parchi archeologici.

Tra le varie occasioni in cui il prof. Tusa è stato ospite dell’Università di Catania, ci piace richiamare all’attenzione una splendida lectio magistralis da lui tenuta nel 2012 alla Città della Scienza, con la quale letteralmente incantò i presenti illustrando un viaggio ideale alla scoperta del rapporto tra l’uomo e il mare nei secoli, dal Mesolitico ai Micenei, dai Fenici fino ai Romani, e presentando le scoperte dell’archeologia dei fondali del Mare Nostrum, di cui era uno dei massimi esponenti a livello mondiale, sulla scia dei precursori Nino Lamboglia, Fernand Benoit, George Bass, Madeleine Cavalier, Luigi Bernabò Brea e del padre Vincenzo Tusa.

“Quello tra l’uomo e il mare – osservò in quella occasione il prof. Tusa - è un rapporto che è sempre stato di amore e odio, caratterizzato da rispetto, timore, ma anche dal senso della sfida. Ed è proprio grazie a coloro che hanno vissuto e vivono il mare, in particolare oggi ai pescatori di spugne e alla loro minuziosa scansione dei fondali marini, che l’archeologia subacquea ha potuto realizzare le più grandi scoperte nel Mediterraneo, relitti di inestimabile rilevanza storica da essi consegnati alla scienza”.

L’istituzione di un nuovo museo del mare, dedicato all’archeologia del Mediterraneo antico, è uno dei suggestivi progetti a cui il prof. Tusa stava lavorando nella sua qualità di Assessore regionale, in collaborazione con la Soprintendenza di Catania, con il comune di Acicastello, e con alcuni docenti del nostro dipartimento di Scienze umanistiche e altri soggetti privati. Sono anch’io dell’idea che il miglior modo di onorare la sua memoria, e soprattutto di non disperdere il suo insegnamento, a beneficio delle giovani generazioni, sia proprio quello di assicurare un sostanziale sostegno all’idea di dar vita, grazie al significativo contributo dei nostri studiosi di archeologia subacquea, ad un altro centro di studio e ricerca finalizzato alla conoscenza del mare e delle civiltà che vi si affacciano, arricchendo così l’offerta culturale della nostra Isola, come auspicava il prof. Tusa.

Francesco Basile
Rettore Università di Catania