Sulle Giornate UniCt contro la Violenza sulle Donne

Dialoghi intorno a stereotipi, pregiudizi e violenza economica. Intervento della prof.ssa Adriana Di Stefano, delegata alle Pari opportunità

25 Novembre 2021
Adriana Di Stefano

Il 25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, è ogni anno un appello, un momento di riflessione, una call to action globale nel nome di principi e valori di uguaglianza e non discriminazione, tutela dei diritti umani e delle vulnerabilità. Principi e valori codificati in regolazioni statali e regionali sul contrasto di un fenomeno persistente, dilagante e drammatico, tanto radicato nelle pratiche culturali, nelle strutture sociali, nel mercato del lavoro, nella politica da risultare troppe volte sottovalutato o non riconoscibile.

Le questioni irrisolte delle differenze e delle discriminazioni di genere, e degli abusi contro le donne in particolare, emergono anche nelle istituzioni e nei contesti formalmente più attenti all’uguaglianza, ai temi delle pari opportunità e delle azioni positive, ivi comprese le istituzioni universitarie, il cui ruolo è cruciale nelle strategie di prevenzione della violenza.

La Strategia per la parità di genere 2020-2025 dell’Unione europea annovera il contrasto della violenza di genere, in tutte le sue forme, tra gli obiettivi essenziali per il raggiungimento di standard adeguati di eguaglianza sostanziale, fino a richiedere agli enti di ricerca l’adozione di Piani per la Parità di Genere (Gender Equality Plan) come condizioni di eleggibilità per l’accesso ai finanziamenti per la ricerca e l’innovazione del programma Horizon Europe.

Nel panorama europeo, la cornice per la ricostruzione degli standard internazionali di riferimento è offerta dalla Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica (Convenzione di Istanbul, 2011): tale testo intende per ‘violenza nei confronti delle donne’  “una violazione dei diritti umani e una forma di discriminazione” e definisce la ‘violenza contro le donne basata sul genere’ come qualsiasi violenza diretta contro una donna in quanto tale o che colpisce le donne in modo sproporzionato. Il trattato include inoltre riferimenti puntali al contrasto degli stereotipi di genere come contenuto degli obblighi statali di prevenzione del fenomeno e richiama espressamente la ‘violenza economica’ nel novero delle forme di violenza fondata sul genere, auspicando interventi e misure coordinate di economic empowerment delle donne.

È in tale contesto, e nella prospettiva di una valorizzazione dell’impegno dell’ateneo di Catania contro i fenomeni di violenza e discriminazione di genere, che si inquadrano le due Giornate di Ateneo 2021 contro la violenza sulle donne, dedicate rispettivamente ai temi della ricerca empirica su stereotipi e pregiudizi nei linguaggi mediatici e giudiziari (22 novembre, a margine del progetto STEP) e maltrattamenti economici sulle donne quale espressione di disuguaglianza di genere (25 novembre).

Il primo tema (Stereotipi e pregiudizi. Una ricerca sulle Narrazioni mediatiche e giuridiche della violenza di genere) è stato di recente sollecitato, tra l’altro, da un intervento della Corte europea dei diritti umani in un giudizio deciso contro l’Italia (J.L. c. Italie) e relativo alla vittimizzazione secondaria di una studentessa, già vittima di violenze, a motivo del linguaggio e degli argomenti usati dai giudici italiani nella narrazione della vicenda in sede processuale.

Il secondo tema (Libere di contare. Contare per essere libere. Violenza economica e Discriminazioni di genere) chiama in causa la condizione di insicurezza economica di tante donne, ulteriore effetto collaterale della crisi pandemica, quale fattore di rischio dell’autodeterminazione e di altri abusi, nello spazio pubblico come in quello privato. Fenomeno, quest’ultimo, ampiamente sottostimato, spesso non riconoscibile e scarsamente censito nel nostro paese in termini di analisi socio-economica delle donne vittime di abusi.   

Due occasioni di riflessione e di dibattito pubblico intese a sensibilizzare e informare la comunità UniCt su sviluppi recenti, modelli di intervento e progetti di empowerment femminile (come quelli di alfabetizzazione ed educazione finanziaria), e a coltivare le missioni universitarie in senso coerente con gli impegni assunti sulla base della Convenzione di Istanbul e dell’agenda ONU per lo sviluppo sostenibile (Obiettivo 5, Gender Equality).