Studenti di Giurisprudenza finalisti al Premio Sperduti 2017

La squadra catanese del dipartimento di Giurisprudenza in finale del premio per la migliore memoria di difesa del Governo italiano in un procedimento simulato davanti alla Corte europea dei diritti dell’uomo. Il team etneo (parte resistente) affronterà ora una rappresentativa dell'Ateneo di Torino (parte ricorrente) nella discussione orale del caso simulato

18 Ottobre 2017
G.M.

L'Università di Catania è ancora protagonista al Premio della Società italiana per l’Organizzazione internazionale (Sioi) intitolato a “Giuseppe Sperduti”, per la migliore memoria di difesa del Governo italiano in un procedimento simulato davanti alla Corte europea dei diritti dell’uomo su un caso pratico relativo all’applicazione della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti umani e delle libertà fondamentali e relativi Protocolli.

Anche quest’anno (come già nel 2015 e nel 2016), la squadra del dipartimento di Giurisprudenza dell’Ateneo – composta dagli studenti Marco Failla, Alessio Gaspare Grancagnolo e Chiara Spampinato - si è classificata prima tra le équipes resistenti a difesa dello Stato. Parteciperà alla finalissima della XV edizione del Premio contro la vincitrice delle équipes ricorrenti, formata da studenti dell’Università di Torino.

Il team etneo volerà a Roma nel prossimo mese di dicembre per affrontare la delicata fase del contraddittorio davanti a una “Corte” formata da illustri professori di diritto internazionale. L’edizione di quest’anno riguardava un caso di femminicidio, reato purtroppo di scottante attualità e lo Stato era accusato di non avere adottato tutte le misure necessarie a proteggere la vittima, che era stata più volte molestata dall’assassino. La squadra catanese è stata assistita nella preparazione della memoria dallo staff di dipartimento per le attività di mooting internazionale guidato dalla prof.ssa Adriana Di Stefano.