A Scicli un omaggio a Quintino Cataudella

Si è svolto nei giorni scorsi al Palazzo Spadaro un incontro al quale hanno partecipato anche il ministro Fedeli e il rettore Basile che ha annunciato "iniziative accademiche specifiche per la valorizzazione del patrimonio culturale ibleo"

19 Giugno 2017
Mariano Campo

"L’Ateneo catanese guarda con molto interesse al territorio ibleo, ricco di storia e di cultura e al tempo stesso molto dinamico dal punto di vista economico. In questo senso, l’apertura verso questo patrimonio potrebbe sfociare nell’attivazione di uno specifico master che dia ai laureati gli strumenti e le competenze per valorizzare al meglio tali ricchezze”. Con queste parole il rettore Francesco Basile è intervenuto al convegno “Tradizione classica, archeologia e storia negli Iblei: il nostro futuro? Omaggio a Quintino Cataudella”, che si è svolto nei giorni scorsi a Palazzo Spadaro di Scicli, organizzato dall’associazione Prospettive Iblee, con il patrocinio dell'Università di Catania, del Senato della Repubblica, della Banca Agricola Popolare di Ragusa e del Comune di Scicli).

All'incontro, dedicato all'illustre filologo e classicista sciclitano che fu preside della facoltà di Lettere di Catania, ha partecipato anche il ministro dell'Istruzione Valeria Fedeli, che nel suo intervento ha sostenuto l’esigenza di rinnovare l’Università, dando vita a percorsi formativi che siano anche “professionalizzanti” e sempre più coerenti con il mondo del lavoro, riaffermando però al tempo stesso l’importanza della cultura umanistica che andrà sostenuta attraverso precise iniziative ministeriali.

Oltre che del rettore Basile, il convegno si è aperto con gli indirizzi di saluto del prof. Giuseppe Mariotta, dell'Istituto Quintino Cataudella Scicli, del preside dell’Istituto Quintino Cataudella Vincenzo Giannone, del Soprintendente ai Beni Culturali e Ambientali di Ragusa Calogero Rizzuto e della senatrice Venera Padua.

Il sindaco Giannone ha parlato del grande e glorioso patrimonio della cultura a Scicli, dei suoi figli migliori, delle eccellenze della scuola, in particolare di quella che porta il nome del grande filologo e classicista Quintino Cataudella, autore di ben 800 opere, tra libri e articoli in riviste, e curatore dell’edizione italiana del dizionario di greco Liddell Scott.Calogero Rizzuto ha tracciato un breve excursus dell’importanza delle opere d’arte e archeologiche di Scicli nel contesto dell’arte e del patrimonio architettonico e paesaggistico degli Iblei.

La senatrice Venera Padua ha salutato con calore i convegnisti, annunciando l’avvio di un percorso che porti all’istituzione di un polo museale a Scicli, un’esigenza oramai inderogabile. La prima sessione è stata moderata dal prof. Michele Cataudella, figlio del grande letterato, che ha ricordato i grandi letterati sciclitani del passato proponendo l’ascolto di alcuni versi che testimoniano di una antica tradizione poetica e letteraria della città.

Sono intervenuti poi Antonino Milazzo (Università di Catania), che ha relazionato su “Il contributo scientifico di Quintino Cataudella agli studi classici”; il prof. Augusto Guida (Università di Udine) che ha relazionato su “Un oracolo trascurato per l’ambiguo ecista di Tapso”, un tema caro a Cataudella, il prof. Mariotta che ha parlato di “Note storico-filologiche intorno allo Hyrminos”, una breve sintesi filologica sul fiume ibleo e la dott.ssa Angela Maria Manenti (Polo regionale di Siracusa per i siti e i musei archeologici - Museo archeologico Paolo Orsi). Hanno concluso la mattinata i docenti dell'Università di Catania Giuseppe Barone e Pietro Militello.

La seconda sessione è stata presieduta dal prof. Francesco Milazzo. Sono intervenuti i docenti Paolo Militello (docente di storia moderna a Scienze Politiche dell’Università di Catania), Gaetano Cosentini, l’archeologa Annamaria Sammito, il dott. Giuseppe Terranova e l’archeologa Stefania Santangelo. Ha concluso i lavori la senatrice Venerina Padua