San Gregorio, installata una stazione sismica per monitorare l’attività della struttura tettonica

"SGR” consentirà una migliore pianificazione ambientale del territorio comunale

29 Maggio 2018
Alfio Russo

Una stazione sismica “SGR” è stata installata in prossimità del Centro diurno di San Gregorio di Catania per monitorare l’attività della vicina struttura tettonica che attraversa in direzione ovest-nord-ovest – est-sud-est l’intero territorio comunale e il centro storico. L’installazione è stata effettuata nell’ambito dell’accordo quadro di collaborazione stipulato nel 2014 tra il sindaco Carmelo Corsaro e l’allora rettore dell'Università di Catania, Giacomo Pignataro, che prevede la progettazione e l’esecuzione di studi geofisici e geodetici finalizzati al monitoraggio della struttura tettonica che attraversa il territorio comunale e ha come obiettivo principale la mitigazione dei rischi naturali, la salvaguardia e la tutela del territorio, del patrimonio ambientale e dei Beni culturali nell'ottica di una sempre migliore pianificazione ambientale.

Le indagini sono state eseguite mediante l’utilizzo di strumentazione a disposizione dei laboratori di Geofisica applicata e Geomatica del dipartimento di Scienze biologiche, geologiche e ambientali dell’Università di Catania.

Responsabile scientifico dell’accordo quadro e presidente della commissione di lavoro è il prof. Sebastiano Imposa, docente di Geofisica applicata e Geofisica ambientale del dipartimento di Scienze biologiche, geologiche e ambientali che, con il suo team di collaboratori, si è occupato dell’installazione della stazione sismica “SGR”. Il monitoraggio geodetico della struttura, invece, è stato realizzato dal prof. Giorgio De Guidi del dipartimento di Scienze biologiche, geologiche e ambientali.

La struttura tettonica monitorata è la prosecuzione della nota faglia di Trecastagni, già conosciuta nella letteratura scientifica. Nella porzione più a ovest, la faglia di San Gregorio è caratterizzata da una scarpata morfologica che raggiunge i 5 metri di altezza. Una evidenza morfologica che tende completamente a scomparire nella parte centrale per poi riapparire nuovamente nella parte più a est dove raggiunge un’altezza tra i due e i tre metri (vedi figura 1).

Figura 1. Le faglie che interessano il Comune di San Gregorio di Catania e le indagini geofisiche effettuate e ubicazione della stazione sismica SGR

L’assenza di evidenze morfologiche nella parte centrale del territorio comunale è probabilmente legata alla progressiva urbanizzazione che ne ha alterato l’originale morfologia.

La cinematica della porzione di faglia che interessa il territorio comunale di San Gregorio si esplica tramite fenomeni di "creep asismico", movimenti lenti del suolo, impercettibili all’uomo che come effetti producono in superficie la presenza di numerose fratture e/o lesioni che interessano numerosissimi edifici del centro storico e le relative sedi stradali (vedi foto 1).

Foto 1. Lesioni agli immobili

L'integrazione dell'osservazione diretta di superficie con i risultati ottenuti dall’applicazione di metodologie geofisiche indirette, in grado di indagare in profondità, ha consentito un'attenta valutazione della geometria della zona di faglia (ampiezza ed estensione) e l’identificazione dei manufatti potenzialmente soggetti a danni strutturali.

Durante i tre anni trascorsi dalla stipula dell’accordo, sono state eseguite numerose indagini: osservazioni dirette di superficie, indagini indirette di tipo geofisico per investigare il sottosuolo (tramite tomografie sismiche, georadar, sezioni). La zona di frattura connessa alla sezione della faglia all'interno dell'area urbana è stata mappata con precisione sulla base di un accurato e dettagliato rilievo delle fratture al suolo, sui manufatti e sulle infrastrutture (vedi foto 2a e 2b).

Foto 2a. Evidenti lesioni che interessano le sedi stradali

I risultati sono stati presentati a numerosi convegni nazionali e pubblicati sulle maggiori riviste scientifiche nazionali e internazionali.

Storicamente non sono stati registrati eventi sismici con ipocentro in corrispondenza della struttura e negli ultimi 40 anni, solo 4 eventi sismici con magnitudo non superiore a 2.9 sono stati localizzati, nelle aree adiacenti.

Grazie alla disponibilità del Comune è stata recentemente installata a livello sperimentale in prossimità del segmento di faglia una stazione sismica a 3 componenti che utilizza, come acquisitore, un geofono Mark L4 3D, con periodo proprio pari ad 1 Hz.

Foto 2b. Evidenti lesioni che interessano le sedi stradali

La raccolta e l'analisi dei dati registrati dalla stazione e quelli ottenuti dalle indagini condotte in precedenza e dal monitoraggio geodetico in atto, forniranno informazioni indispensabili alla valutazione della presenza e dell'importanza dei fenomeni che possono incrementare il rischio sismico locale.

Nei mesi precedenti la stazione sismica ha registrato tutti gli eventi sismici più significativi che hanno interessato non soltanto l’area etnea, ma anche quelli avvenuti negli ultimi mesi nelle aree del centro Italia colpite dalla sequenza sismica che non si arresta dall’agosto del 2016 e in tutto il territorio italiano sia on-shore, sia off-shore.

Il segnale sismico in tempo reale, registrato da una delle tre componenti della stazione, è visualizzabile sulla pagina web del Comune di San Gregorio di Catania (vedi foto 3).

Foto 3. Terremoto di Randazzo del 24.05.2018–ora locale 06.49.42. (Magnitudo = 3.1 e profondità ipocentrale = 22.7 Km), registrato dalla stazione sismica SGR