"Riaffermare il ruolo primario dell'università": inaugurato l'anno accademico

"Nonostante le difficoltà e i tagli, soprattutto nel Mezzogiorno d'Italia - ha affermato il rettore -, gli atenei rimangono il luogo delle possibili opportunità per i nostri giovani"

28 Gennaio 2016
Mariano Campo e Giuseppe Melchiorri

"Siamo una comunità accademica vivace e vitale, che ha voglia di discutere liberamente, di confrontarsi e d'impegnarsi, dove prevale uno stile intellettuale che non intende nascondere, truccare e abbellire ma punta all'analisi e alla soluzione dei problemi". Introdotto dalle note del Coro del Teatro Massimo Bellini, diretto dal maestro Ross Craigmile, il rettore Giacomo Pignataro ha inaugurato questa mattina solennemente l'anno accademico 2015-16 dell'Università di Catania, il 581esimo dalla fondazione del più antico ateneo siciliano.

"Siamo un Ateneo che guarda dentro se stesso, ai propri problemi e alle proprie energie - ha detto il rettore -, per rinnovare la propria missione formativa e di costruzione del sapere, cercando di svolgere tale missione nel modo più efficace possibile. Una missione che è segnata, nei secoli, dall'obiettivo di fornire ai giovani non un mestiere, ma gli strumenti per capire il mondo che ci circonda, per ricercare una verità, che non è mai fatta di risposte definitive, ma che deve significare senso dell'esistenza, affrontando anche le troppe inquietudini che osserviamo nelle nostre società. Questo dev'essere il compito di una grande istituzione pubblica con sei secoli di vita come la nostra: farsi custode attiva della conoscenza, che è quella facoltà più legata ai sommovimenti profondi dell'umanità, principio di ogni cambiamento".

La relazione del prof. Pignataro ha affrontato gli aspetti legati al cronico definanziamento dell'istruzione e della ricerca in Italia, "frutto non soltanto di scelte politiche ma anche di profonde ragioni sociali e culturali", presentando le cifre impietose del calo delle iscrizioni, del mancato turn over dei docenti e dell'accesso contingentato di nuovi ricercatori, della riduzione del personale, del blocco degli stipendi. "In questi anni di crisi - ha ricordato - proprio l'università ha pagato il contributo più elevato, nell'ambito del settore pubblico, al risanamento della finanza pubblica del Paese". Questi i numeri, che riassumono il drammatico stato dell'arte: tra il 2007 e il 2014 c'è stata una riduzione di 15 mila dipendenti delle università, pari al 13% del totale, contro il 5% di riduzione complessiva dei dipendenti pubblici. I docenti universitari sono passati da 60 mila a 50 mila, con una perdita che sfiora il 20%. L'età media dei dipendenti era di 47,5 anni nel 2007, è aumentata a 51,3 nel 2014 e, secondo la Ragioneria dello Stato, salirà a 55,6 nel 2019, quando la maggior parte dei dipendenti si troverà in un'età molto vicina alla pensione. "In questa condizione - osserva il rettore - tutti gli atenei sono stati costretti a ridimensionare l'offerta formativa, restringendo gli accessi con l'introduzione del numero programmato di iscrizioni e, senza un'inversione di rotta, andrà anche peggio".

 

"Oggi più che mai - ha rilanciato quindi il rettore, rivolgendosi anche ai rettori ospiti Pietro Navarra di Messina, Fabrizio Micari di Palermo, Pasquale Catanoso di Reggio Calabria, Giuseppe Novelli di Roma Tor Vergata e ai prorettori Guerino D'Ignazio di Cosenza e Renato Masiani di Roma La Sapienza - dobbiamo riaffermare il ruolo fondamentale degli atenei nella nostra società, soprattutto nel Mezzogiorno d'Italia, dove esso continuano a rimanere il luogo delle possibili opportunità per i nostri giovani. Soltanto se matura e viene espressa questa forte consapevolezza nella società civile, sarà possibile far fare all'istruzione e alla ricerca un salto di qualità nelle priorità dell'agenda del governo".

L'ateneo catanese si è quindi assunto la sua responsabilità ed è impegnato sul fronte della qualificazione e del rilancio dell'attività formativa e della ricerca, dell'efficienza e dell'economicità della propria organizzazione amministrativa e dei servizi. Guardando alla didattica, per esempio, l'impegno su alcuni punti cardine (comunicazione, orientamento in entrata e in itinere, progettazione e responsabilità del docente) assieme alla scelta di eliminare il numero programmato su alcuni corsi di laurea e di investire sui servizi a sostegno degli studenti, ha fatto sì che quest'anno si sia registrata una crescita delle immatricolazioni rispetto all'anno scorso di circa il 15%, con oltre mille immatricolati in più: un dato assolutamente in controtendenza.

Sul fronte della ricerca, vanno ricordati gli investimenti - circa 6 milioni di euro annuali - a sostegno dei dottorati di ricerca e dei progetti di Ateneo, finanziati sulla base del merito, e l'imminente apertura di nuovi laboratori, a completamento di iniziative già avviate dalle precedenti amministrazioni: le Torri biologiche, il Centro Brit dedicato alle bio e nanotecnologie e il Polo tecnologico. "Strutture all'avanguardia - ricorda il rettore Pignataro - che saranno anche disponibili ad ospitare attività di innovazione tecnologica di imprese interessate a sviluppare un rapporto di collaborazione con il nostro Ateneo. L'Università ha infatti oggi il dovere sociale di contribuire ad una netta inversione di rotta del nostro territorio, in termini di crescita economica e sociale, attraverso una accelerazione dei processi di creazione e di sviluppo delle imprese, che sono inscindibili dallo sviluppo di innovazione tecnologica e sociale, coniugando sapere, innovazione e impresa". E molto è stato fatto anche sul piano della collaborazione con le istituzioni e con i soggetti culturali.

"Inauguriamo, pertanto, quest'anno accademico con ottimismo e fiducia - ha concluso il rettore -, che derivano dalla più grande e straordinaria delle risorse di cui la nostra comunità dispone: il patrimonio di donne e di uomini, di ragazze e ragazzi che lavorano e studiano nell'Università di Catania, con orgoglio, senso di identità e passione".

 

Il rappresentante degli studenti Angelo Crimi ha tracciato un bilancio dell'anno appena trascorso, ricordando i risultati raggiunti dalla rappresentanza studentesca negli organi collegiali: "Il riconoscimento dello status di studente lavoratore, atleta e in situazione di difficoltà rappresenta un segnale importante di un Ateneo attento alla vita dei singoli. Degni di nota anche gli interventi a favore del diritto allo studio, come il significativo implemento del part-time. Per il futuro sarebbe auspicabile la risoluzione di alcune criticità di carattere organizzativo nei corsi di laurea magistrale".

"Sbloccare il turnover, liberandolo dai vincoli dei punti organico". E' questa la ricetta del rappresentante del personale tecnico amministrativo Salvatore La Giglia che nel suo intervento ha voluto evidenziare "l'impegno dell'amministrazione nel processo di stabilizzazione ancora in corso dei lavoratori precari e anche nell'annoso problema dei collaboratori linguistici". La Giglia si è poi soffermato sul mancato rinnovo del contratto nazionale di lavoro del personale tecnico amministrativo: "I salari del personale dell'Università restano purtroppo tra i più bassi del pubblico impiego".

 

Il direttore generale Federico Portoghese ha poi elencato una serie di iniziative portate avanti nel corso di questi ultimi anni dall'amministrazione: "Lo stanziamento dei fondi necessari alla costruzione di due aule-studio, di oltre 120 posti, all'interno del Centro Universitario Santa Sofia e alla trasformazione del lido universitario in un sito aperto in modo permanente e, quindi, non solo nei periodi balneari: con la collaborazione del Cus e del Centro per l'integrazione attiva e partecipata (Servizi per la disabilità), il sito sarà destinato, principalmente, ad attività sportive per gli studenti e il personale".

"Dopo quasi un ventennio - ha continuato Portoghese - è in fase di realizzazione, il nuovo sito permanente dell'ex tensostruttura, destinata agli studenti dei corsi di laurea in Ingegneria, di oltre 200 posti; è stato inoltre avviato il progetto, per oltre 1100 collaborazioni part-time da destinare al supporto dei servizi per la didattica, attraverso uno stanziamento di 750 mila euro".

 

"Per quanto riguarda i progetti futuri - ha evidenziato il dg - sarà stanziata nel 2016 una somma per incentivare i progetti innovativi proposti dagli studenti . Sarà, inoltre, sottoposto a breve al Consiglio di amministrazione un altro progetto, che coinvolge il territorio, gli studenti e tutta la comunità dell'Ateneo, riguardante la scontistica; in particolare, dopo la stipula della convenzione, tutti gli studenti potranno usufruire di uno sconto pari al 15%, oltre a quello del 27% riservato per buono libro.
Tale sconto è destinato anche alle biblioteche, alle strutture dipartimentali e a tutti gli uffici dell'Ateneo; mentre, la comunità accademica (inclusi gli studenti e il personale) potrà beneficiare di uno specifico sconto personale permanente pari al 10%".

"Sarà presto esaminato dal Cda - ha concluso il dott. Portoghese - anche il macro- progetto integrato che interessa la zona nord di via Santa Sofia e che riguarda i due nuovi siti del Polo medico-biologico (la Torre biologica) e del Polo tecnologico, nonché il Comparto 10, comprese le nuove aule del settore medico, il parcheggio Zenone, il nuovo sito per l'asilo nido e la zona del Polo bio-scientifico. Nell'ambito di tale progetto saranno attivati, con la stipula di apposite convenzioni, i servizi per i collegamenti "da e verso" il centro urbano, con condizioni agevolate per studenti e personale".

 

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