Programma Erasmus+, fino al 28 giugno le domande di partecipazione al bando per tirocini all’estero

Il bando è stato presentato nei giorni alla comunità accademica

14 Giugno 2017
Giuseppe Melchiorri

Un periodo di mobilità all’estero da due a sei mesi per tirocini curriculari, formativi e di orientamento professionale, ma anche per attività di ricerca e per la redazione di tesi specializzanti. E’ l’opportunità offerta anche per il prossimo anno accademico agli studenti dell’Università di Catania dal Programma Erasmus+ Azione chiave 1 “Mobilità per tirocinio verso Programme e Partner Countries”, il cui bando è stato pubblicato sul portale d’Ateneo www.unict.it nelle scorse settimane. In particolare, il bando mette a disposizione per l’anno accademico 2017-2018 delle borse di mobilità, finanziate in parte dall’Ateneo catanese grazie ai fondi Erasmus assegnati dall’Unione Europea e in parte dal Miur grazie ad uno specifico fondo, destinate a studenti universitari di tutti i corsi di laurea, di dottorato e di master interessati a svolgere uno stage all’estero in imprese, centri di formazione e ricerca, ONG, associazioni, fondazioni e istituti.

Possono partecipare - entro il 28 giugno 2017 - gli studenti dell’Ateneo catanese iscritti a corsi di laurea e laurea magistrale a ciclo unico a partire dal secondo anno e gli iscritti a corsi di laurea magistrale di durata biennale, di dottorato di ricerca e di master a partire dal primo anno di iscrizione. Tutti i candidati devono avere un’adeguata conoscenza della lingua del Paese ospitante, attestata dal superamento di un esame universitario o dal conseguimento di una certificazione ufficiale. Possono partecipare anche coloro che hanno già beneficiato di borse di mobilità per studio o tirocinio nell’ambito del Programma Erasmus+ o LLP, purché la somma delle mensilità passate all’estero nell’ambito di tali programmi non superi i 12 mesi per gli iscritti a un corso di laurea triennale o magistrale biennale e i 24 mesi per gli iscritti ad un corso di laurea magistrale a ciclo unico.

Le borse di mobilità consistono in contributi economici modulati in base al Paese di destinazione: per i Paesi di I fascia, con costo della vita alto (Austria, Danimarca, Finlandia, Francia, Irlanda, Liechtenstein, Norvegia, Svezia, Regno Unito e Paesi extra Ue) la borsa mensile sarà di 480 euro. Per i Paesi di II e III fascia, con costo della vita medio (Belgio, Croazia, Repubblica Ceca, Cipro, Germania, Grecia, Islanda, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo, Slovenia,         Spagna e Turchia) o basso (Bulgaria, Estonia, Ungheria, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Romania, Slovacchia, Macedonia) il contributo sarà di 430 euro.

Prima di presentare la domanda di partecipazione, gli studenti devono individuare in maniera autonoma l'ente straniero che potrebbe ospitarli (che deve trovarsi in uno dei paesi partecipanti al programma) e ottenere da quest’ultimo una lettera di accettazione. Per qualsiasi informazione è possibile scrivere all’indirizzo e-mail erasmus.bandi@unict.it.

Il bando è stato presentato alla comunità accademica martedì pomeriggio nell’aula magna del Palazzo centrale nel corso di un incontro promosso dall’Ufficio Mobilità internazionale (Umi) d’Ateneo. Dopo gli indirizzi di saluto del dirigente dell’Area della Didattica Giuseppe Caruso, la coordinatrice dell’Umi Cinzia Tutino ha illustrato le caratteristiche dell’edizione 2017-2018 del bando e a seguire la funzionaria del medesimo ufficio Veronica Milici ha fornito le istruzioni per la corretta compilazione della domanda di candidatura.

“Con le sue molteplici attività legate anche all’internazionalizzazione – ha spiegato il dott. Caruso ai tanti giovani intervenuti – l’Ateneo sta facendo un grande sforzo per offrire ai suoi studenti importanti opportunità di crescita. Partecipare al programma Erasmus, sia per attività di tirocinio, sia per studio, significa migliorare il proprio bagaglio culturale e fare un salto di qualità a livello personale e professionale. Trascorrere dei mesi all’estero ci permette di entrare in contatto con realtà molto diverse dalla nostra e aiuta i giovani ad inserirsi più rapidamente in un sistema che richiede loro di essere cittadini del mondo”.