Precisazione su articolo Sudpress

Nota dell'avv. Vincenzo Reina, dirigente dell'Ufficio legale d'Ateneo, trasmessa all'editore della testata on line

6 Settembre 2019
Precisazione su articolo Sudpress

Egregio dott. Di Rosa,

mi viene segnalato da tanti colleghi il suo articolo "Unict L'avvocaticchio quaquaraqua e l'eleganza dell'imbecille" pubblicato in data 5 settembre nella testata Sudpress.it.

L’articolo suddetto prende spunto da una lettera del dott. Sciuto (il cui nome appare negli atti dell’inchiesta che vede coinvolto l’Ateneo catanese).

Lei, contravvenendo a Suoi specifici doveri, senza curarsi di verificare la veridicità di quanto presunto dal dott. Sciuto (Le sarebbe bastato attuare quel minimo di contraddittorio consistente nel chiedermi quale fosse la mia posizione sul fatto), ha dato per certo che io gli avrei dato dell’ “imbecille” senza neanche conoscerlo, sol perché ha presento un legittimo ricorso”, ed ha pensato bene di dedicarmi il titolo principale della giornata che appunto recita l’“avvocaticchio quaquaraqua e l’eleganza dell’imbecille”.

Con ciò dando massimo risalto alle espressioni diffamatorie in mio danno.

Ora accade, però, che quanto riferito dal dott. Sciuto è frutto di un errore nella trascrizione della telefonata oggetto del contendere.

Infatti, non io ma il mio interlocutore al telefono ha usato l’espressione «imbecille» riferita al dott. Sciuto.

Io non avevo motivo di insultare un nostro docente e, soprattutto, un tale modo di agire non appartiene al mio stile, come senz’altro potrà esserLe confermato da tutti i colleghi avvocati e da tutto il personale dell’Ateneo che, negli anni della mia onorata carriera, hanno avuto occasione di interloquire con me.

            In ogni caso, quanto testé detto è provato documentalmente dalla trascrizione della telefonata avvenuta tra me ed il prof. Monaco riportata nella richiesta di applicazione di misure cautelari redatta dalla Procura della Repubblica (alla pagina 569), agli atti del giudizio.

            Le trascrivo qui di seguito testualmente il brano che rileva.

 

«Progr. 10711 del 13/09/2017 13.47.54, utenza +39----------------, in uso a: MONACO

Carmelo

Vincenzo REINA chiama Carmelo MONACO. MONACO gli comunica che

"quell'imbecille" ha fatto un altro ricorso che è stato notificato anche a Giorgio DE GUIDI

che è del settore nel quale stanno espletando un concorso (n.d.r. concorso per associato

GEO/03). MONACO specifica che nel ricorso c'é una richiesta di sospensiva. REINA

risponde di inviargli il ricorso per poterlo visionare ed aggiunge di procedere

tranquillamente con il concorso in parola previsto per il 2/3 ottobre.”»

 

La Sua condotta non può trovare giustificazioni per due ordini di autonomamente autosufficienti ragioni.

Per un verso, come sopra accennato, Lei aveva il DOVERE di verificare la notizia (come ho visto spesso fare al Suo giornale) e avrebbe potuto farlo assai agevolmente semplicemente chiedendomi quale fosse la mia posizione sui fatti o leggendo meglio gli atti giudiziari in suo possesso.

Per altro verso, il Suo scritto sarebbe stato comunque diffamatorio anche se davvero fossi stato io (e, come detto, è provato documentalmente che non lo sono stato) a usare l’espressione «imbecille» riferita al dott. Sciuto.

Ciò perché in Italia, per fortuna, come in tutti i paesi civili, è del tutto lecito che chiunque possa dire ciò che gli pare, anche sgradevole e irriguardoso, di chiunque ed esprimere qualunque opinione e/o giudizio, nei confronti di chicchessia, quando parla riservatamente al telefono.

Mentre è reato utilizzare pubblicamente le espressioni da Lei e dal dott. Sciuto utilizzate.

Tutto ciò posto, confido che, ai sensi dell’art. 8 della Legge n. 47/1948, verrà pubblicata una puntuale rettifica con risalto analogo a quello riservato al pezzo giornalistico di cui ho fin qui detto, che Le chiedo in ogni caso a rimuovere dal sito.

La invito, se vuole, a rivolgermi pubbliche e convincenti scuse per quanto accaduto, riservandomi di valutare all’esito le iniziative da prendere, anche di natura risarcitoria, a tutela dei miei diritti.

 

Distinti saluti

Avv. Vincenzo Reina