Policlinico, primo intervento in Italia alla vescica iperattiva con uno StimRouter

È stato eseguito su un paziente di 33 anni nell'Unità operativa di Urologia dal prof. Sebastiano Cimino e dal dirigente medico Raimondo Giardina 

13 Maggio 2021
Alfio Russo

È stato eseguito ieri nell’unità operativa di Urologia del Policlinico “Rodolico-S. Marco” il primo intervento in Italia per il trattamento della vescica iperattiva effettuato attraverso il posizionamento di un dispositivo chiamato StimRouter.

L'intervento è stato e ettuato su un uomo di 33 anni affetto da sindrome della vescica iperattiva, che non rispondeva al trattamento farmacologico, dal prof. Sebastiano Cimino, direttore dell'Unità operativa di Urologia del Policlinico, e dal dirigente medico Raimondo Giardina grazie all'interesse all'innovazione dimostrata dal direttore generale Gaetano Sirna e del direttore sanitario Antonio Lazzatra del "Policlinico".
La patologia in oggetto colpisce in Italia circa 16% della popolazione: il numero delle persone colpite aumenta per anzianità, interessando circa 2 persone su 10 con età superiore ai 60 anni; la patologia può avere diverse forme di gravità, sino a compromettere la qualità di vita dei pazienti affetti, quando sintomi come aumento della frequenza minzionale e incontinenza urinaria, arrivano a compromettere lo svolgimento delle normali attività, creando disagio sociale.

Il sistema StimRouter è costituito da un elettrocatetere totalmente impiantabile che viene posizionato per via percutanea in corrispondenza del nervo tibiale posteriore e non necessita di uno stimolatore di impulsi impiantabile (batteria). Si tratta di un’applicazione di tecnologie avanzate alla chirurgia della vescica L’intervento di impianto di questo dispositivo effettuato al Policlinico per la prima volta in Italia è un intervento innovativo, poiché permette con una metodica mininvasiva, l’applicazione di un minuscolo filamento, che passa del tutto inosservato, garantendo l’autogestione al paziente, la stimolazione del nervo tibiale è una metodica sicura, diffusa nella pratica clinica da più di 10 anni, ma che prevede la stimolazione del nervo tibiale posteriore con un ago da agopuntura, con un’applicazione provvisoria per 20 minuti, da parte del medico, necessitando anche di diverse sedute e di diversi accessi in ospedale. Inoltre, l’efficacia di tale trattamento è limitata nel tempo, i sintomi ritornano, infatti, in media dopo 6 mesi. L’applicazione di un elettrocatetere, offre la possibilità di risoluzione terapeutica definitiva per i pazienti affetti da questa sindrome, che possono così evitare interventi chirurgici più invasivi, l’intervento si può eseguire in anestesia locale attraverso una piccola incisione, perciò può essere effettuato anche in regime ambulatoriale.

Il prof. Sebastiano Cimino e il dott. Raimondo Giardina (fonte: Ordine dei Medici di Catania)