Partecipare con successo ai bandi Erc

In aula magna giornata informativa sulle modalità per accedere ai 'grants' dell'European Research Council

6 Giugno 2018
G.M.

Supportare singoli o gruppi di ricerca, in tutti i settori della scienza e del sapere, investendo nei migliori ricercatori e nelle idee più valide con un unico criterio di valutazione: l’eccellenza. Questo  l’obiettivo dell’European Research Council (Erc), l’agenzia europea indipendente creata nel 2007 dall'Unione europea per rafforzare la ricerca di frontiera. Inizialmente inserita nell’ambito del VII PQ (2007-2013), dove ha avuto un budget di 7,5 miliardi di euro, l’Erc è attualmente parte integrante del Programma Horizon 2020, con uno stanziamento di oltre 13 miliardi per l’intero periodo 2014-2020 (circa il 17% del budget totale di H2020).

Questa mattina, nell’aula magna del Palazzo centrale dell’Università di Catania, si è svolta una giornata informativa sulle opportunità offerte dal Consiglio europeo della ricerca dal titolo “Partecipare con successo ai bandi dell’European Research Council”, promossa dall’Ufficio Ricerca internazionale dell’Ateneo. Ad aprire i lavori il rettore Francesco Basile e la delegata alla Ricerca Alessandra Gentile. “Uno dei principali obiettivi strategici dell’Università di Catania – ha premesso il rettore Basile - è quello di consolidare la propria dimensione internazionale, coltivando una serie di relazioni e contatti utili soprattutto alla conoscenza del quadro complessivo dei diversi canali di accesso ai finanziamenti europei. Per questo motivo, nel marzo scorso, una delegazione dell’Ateneo si è recata a Bruxelles per incontrare i massimi rappresentanti delle principali agenzie europee che si occupano di ricerca e alta formazione, da cui è emersa ampia disponibilità a incoraggiare l’attività di internazionalizzazione dell’Ateneo favorendo una più ampia partecipazione ai programmi di ricerca, alta formazione e cooperazione sostenuti dai finanziamenti diretti Ue”.

In particolare – ha ricordato il rettore -, l’Erc sostiene l’eccellenza scientifica, finanziando per cinque anni i progetti di giovani dottori di ricerca o di ricercatori strutturati attraverso dei grants “spendibili” in qualunque parte dell’Europa. Si tratta di borse individuali a cui si accede tramite procedure altamente competitive in qualunque settore scientifico disciplinare. “Il nostro obiettivo – ha concluso il prof. Basile - è quello di allargare al maggior numero di discipline la possibilità di partecipare, anche attraverso specifici eventi di informazione e divulgazione sulle opportunità di finanziamento tenuti dai funzionari europei”.

“E’ una sfida importante da cogliere – ha aggiunto la prof.ssa Gentile -, si tratta di inseguire un sogno che prende la forma di un’idea progettuale forte e convincente. Il nostro sistema territoriale della ricerca può accedere a tutte le opportunità aperte su varie tematiche, per questo è fondamentale incentivare il numero di progetti partecipanti, senza lasciarsi scoraggiare dall’apparente difficoltà dei bandi, come purtroppo è avvenuto negli ultimi anni. L’Ateneo sta mettendo in campo delle misure concrete: da una parte, per attrarre vincitori di ‘grants’ che vogliono ‘spendere’ la loro ricerca nelle strutture catanesi, dall’altra per agevolare i possibili candidati, attraverso iniziative di pre-valutazione e sostegno a missioni all’estero per affinare le proposte progettuali. Siamo perciò fiduciosi nelle nostre ‘eccellenze’: se aumenterà la partecipazione, crescerà sicuramente anche la percentuale di successi”.

Il dottor Giovanni Torrisi, dell’European Research Council Executive Agency (Ercea) ha quindi illustrato le opportunità e le azioni di finanziamento previste: “L’Erc – ha spiegato il dott. Torrisi - rappresenta un unicum nel panorama europeo della ricerca: è, infatti, la sola agenzia costruita e gestita da ricercatori e che offre un’azione ‘bottom up’, finanziando ricerche di qualsiasi settore disciplinare. Ogni progetto deve avere al centro un ricercatore che faccia da Principal Investigator (Pi), una Host Institution e deve avere una durata massima di cinque anni”.

L’ Erc offre libera scelta dell’area di ricerca, dell'istituzione ospitante e dei membri del team (europei e non); mobilità dei ricercatori ovunque in Europa (portability of grants); un "marchio di qualità" per attrarre finanziamenti aggiuntivi e ottenere riconoscimento e procedure semplici e burocrazia "leggera".

Il dott. Torrisi si è poi soffermato sulle tipologie di “grants” Erc: “Starting Grants” (Stg), “Consolidator Grants” (Cog), “Advanced Grants”  (Adg) “Synergy Grants” e “Proof of Concept” (Poc).

Gli Stg sono riservati a progetti presentati da Pi che hanno conseguito il dottorato da almeno due anni e non oltre i sette; il finanziamento massimo è di un milione e mezzo di euro a ricerca. I Cog finanziano proposte progettuali per un massimo di due milioni a progetto. Il Pi deve rientrare tra i sette e i dodici anni post-doc.
Gli Adg supportano progetti con finanziamenti massimi di  2,5 milioni a progetto; il Pi deve avere almeno dieci pubblicazioni (di cui almeno tre monografie) da autore senior nelle principali riviste scientifiche peer-reviewed del proprio settore. I “Synergy Grants” sono indirizzati a gruppi costituiti da minimo di due a un massimo di quattro Principal Investigator. Il finanziamento può arrivare fino a un massimo di 10 milioni di euro per un progetto di sei anni. I Poc sono tipologie di finanziamento che permettono ai ricercatori che hanno già beneficiato di una sovvenzione del Consiglio europeo della Ricerca di ottenere un ulteriore sostegno finanziario (di massimo 150 mila euro), al fine di favorire il passaggio dai risultati della ricerca al mercato.

Attualmente sono aperte le calls Adg, con scadenza il 30 agosto, e Poc, con scadenza l’11 settembre. 

I bandi Erc hanno già rappresentato un’occasione già per diversi ricercatori etnei, alcuni dei quali nel corso della giornata odierna hanno raccontato la loro esperienza. Si tratta di Dario Catalano, associato di Informatica nel dipartimento di Matematica e Informatica dell’Ateneo; Manuela Cavallaro, ricercatrice dei Laboratori nazionali del Sud (Lns) e Vincenzo Greco, ordinario di Fisica teorica e Modelli e Metodi matematici nel dipartimento di Fisica e Astronomia.

Il prof. Catalano è il PI della proposta progettuale “E-Cloud”, che pur non essendo stato approvato ha superato a prima fase della valutazione nella call Cog. Il progetto del prof. Catalano era incentrato sul problema della sicurezza dei cloud, indagando sui meccanismi di crittografia nuovi ed efficienti specificamente adattati per affrontare le sfide alla sicurezza poste dal cloud computing.

“Dinamica del Quark-Gluon Plasma: viaggio nelle nuove fasi dell'interazione forte” (QGPDyn), era il titolo del progetto del  prof. Greco, iniziato nel 2011 e concluso nel 2016. Il  progetto è stato è stato approvato nella call “Starting Grant” e ha ottenuto con un finanziamento di 755 mila euro. La ricerca – condotta interamente all’interno dei laboratori di Fisica dell’Ateneo – ha riguardato lo studio delle proprietà della materia di quark che dovrebbe aver permeato l'Universo primordiale. Anche se non previsto negli obiettivi iniziali, il progetto QGPDyn è riuscito a mostrare che i quark pesanti prodotti nelle collisioni ultra-relativistiche portano i segni della creazione del più forte campo magnetico mai registrato sulla Terra e diversi ordini di grandezza superiore a quello presente nelle stelle magnetars in giro per l’Universo.

La dott.ssa Cavallaro ha parlato del progetto “Nuclear Reactions for Neutrinoless Double Beta Decay” (Nure), di cui è principal investigator, approvato nella call Starting Grant 2016 e finanziato per tutto il budget richiesto, cioè un milione e 270 mila euro. Nure studia le reazioni nucleari di doppio scambio di carica e del doppio decadimento beta, senza neutrini. I due processi, seppur con matrici diverse, hanno numerosi aspetti comuni; si tratta di un rarissimo fenomeno naturale, finora mai stato osservato. La ricerca studia la natura del neutrino, che era già stato analizzato da Ettore Majorana. La durata del progetto è di cinque anni, a partire da aprile 2017. La Host Institution è l'Infn ma il progetto ha forti connessioni con il Dfa.

Le conclusioni dell’incontro sono state affidate alla dott.ssa Teresa Caltabiano, dell’Ufficio ricerca internazionale, che ha parlato delle attività e dei servizi di supporto offerti dall’Ufficio ricerca internazionale dell’Ateneo ai potenziali partecipanti, lanciando un invito: “Non esitate a rivolgervi ai nostri funzionari. Lavoriamo in sinergia con l’Apre per aiutarvi e facilitarvi nella partecipazione e questi e ad altri bandi europei”.

Nel pomeriggio il dott. Torrisi ha poi tenuto un seminario di approfondimento sui singoli Grant e sulle modalità operative di presentazione delle domande.