NATIFLife, al via un progetto di ricerca per nuove tecnologie assistive per anziani e disabili

Presentato il progetto finanziato nell'ambito del programma Interreg Italia-Malta 2014-2020 che vede capofila il dipartimento di Ingegneria elettrica, elettronica e informatica

28 Giugno 2018
Giuseppe Melchiorri

Fornire soluzioni tecnologiche efficaci per rispondere alla sempre maggiore richiesta di autonomia degli anziani e delle persone con disabilità. Questo l’obiettivo del progetto “A Network of Assistive Technology for an Independent and Functional Life” (NATIFLife), finanziato nell’ambito del programma Interreg Italia-Malta 2014-2020, dove si è classificato terzo nella graduatoria generale di merito.

Il progetto vede impegnato un partenariato rappresentato dal dipartimento di Ingegneria elettrica, elettronica e informatica (Dieei) dell’Università di Catania e da altri sei soggetti partner: il Comune di Catania (Direzione famiglia e politiche sociali), Viteco srl, Salupo Sas, Helios srl, Università di Malta e Paragon Europe. Responsabile scientifico e coordinatore è il prof. Bruno Andò, associato di Misure elettriche e elettroniche nel Dieei.

Il progetto intende, in particolare, sviluppare un nuovo framework di tecnologia assistiva, attraverso un’azione congiunta tra centri di ricerca, industria, istituzioni e rappresentanti sociali, che possa migliorare l’autonomia degli utenti finali, favorendo la deospedalizzazione, la vicinanza ai luoghi d’origine e alle famiglie, con una notevole riduzione dei costi a carico del Sistema sanitario nazionale.

“NATIFLife – ha spiegato il prof. Andò – produrrà degli output importanti: il rafforzamento dei due centri di ricerca presenti a Malta e Catania, che diventeranno un riferimento per le imprese che desiderano avviare attività cross-frontaliera nel settore delle tecnologie assistive; lo sviluppo di ricerca fortemente innovativa nel settore, con particolare riferimento alla sensoristica, ai sistemi robotici e a soluzioni multi-sensoriali intelligenti in grado di assistere in tempo reale l’utente. E ancora, lo sviluppo di un sistema integrato di tecnologia assistiva, compatibile con soluzioni tradizionali e innovative e un’intensa attività di comunicazione rivolta agli utenti, alle associazioni di settore e, in generale, a tutta la cittadinanza. Infine, la costituzione del Network NATIFLife, per integrare richiesta e offerta di soluzioni finalizzate al miglioramento della qualità della vita, attraverso un processo di osmosi sinergico tra gli stakeholders interessati al settore delle tecnologie assistive”.

“Fondamentale – ha continuato il docente catanese – sarà la realizzazione di due siti pilota (living lab) a Malta e Catania, dove le soluzioni sviluppate saranno validate dagli utenti finali, attraverso un impegno congiunto tra aziende, centri di ricerca ed istituzioni. Ciò rappresenterà il primo esempio di un’azione transfrontaliera mirata a sensibilizzare l’utente verso l’impiego della tecnologia assistiva, coinvolgendolo nel processo di sviluppo e validazione di soluzioni all’avanguardia. Questa attività di ricerca congiunta e gli sforzi comuni del comparto industriale rappresentano azioni strategiche cross-frontaliere per affrontare la sfida comune dell’invecchiamento attivo e del benessere, anche grazie alla contaminazione tra attori con competenze specifiche ma al contempo fortemente complementari”.

“NATIFLife” è stato presentato nei giorni scorsi nel corso di un meeting al quale hanno partecipato alcuni rappresentanti dei soggetti partner del consorzio. Durante la prima giornata, tenutasi nei locali del Dieei dell’Università di Catania, è stata illustrata l’idea generale del progetto rimarcando l’importanza strategica delle attività di comunicazione e Networking. E’ stato posto inoltre l’accento sulle nuove tecnologie sensoriali e robotiche in grado di migliorare l’autonomia e la sicurezza degli anziani, che saranno sviluppate dai team di ricerca coordinati dai docenti Andò e Giovanni Muscato.

La seconda giornata, caratterizzata da momenti di forte interazione e osmosi tra le diverse competenze del partenariato, si è svolta nella struttura di Adrano, destinata alla realizzazione di uno dei due living lab previsti dal progetto, alla presenza del sindaco Angelo D’Agate e del prof . Salvatore Verzì.