Morbo di Krabbe, uno screening gratuito per individuare i portatori sani

Al Biometec un progetto coordinato dalla professoressa Venera Cardile

20 Giugno 2016

Grazie ad un progetto finanziato dall’associazione non profit “Progetto Grazia Associazione Italiana per la Ricerca sulla Leucodistrofia di Krabbe”, di cui è responsabile scientifico la professoressa Venera Cardile dell'Università di Catania, è possibile, nei locali della sezione di Fisiologia del dipartimento di Scienze biomediche e biotecnologiche dell'Università di Catania (Biometec), diretto dal prof. Filippo Drago, effettuare uno screening per identificare eventuali portatori sani asintomatici della leucodistrofia di Krabbe o a cellule globoidi (conosciuta anche come Morbo di Krabbe). Lo screening sarà effettuato dalle dott.sse Giovanna Pannuzzo e Adriana Carol Eleonora Graziano con il supporto della dott.ssa Rosanna Avola. Grazie a questa indagine gli studiosi potranno ricavare dati numerici e stime statisticamente utili sulla variabilità genetica di questa patologia rara presente in Sicilia e in particolare nella zona della provincia di Catania.

 - Cos’è il morbo di Krabbe?

La leucodistrofia a cellule globoidi (GLD) o morbo di Krabbe è una malattia genetica neurodegenerativa rara (incidenza stimata 1/40.000 neonati) che colpisce sia il sistema nervoso centrale che periferico. La trasmissione è autosomica recessiva, quindi per manifestarsi occorre che il gene malato sia ereditato da entrambi i genitori. La malattia è provocata da un deficit della proteina galattosilcerebrosidasi (GALC), un enzima lisosomiale coinvolto nel catabolismo di alcune componenti lipidiche della mielina, che riveste le cellule nervose e che ha azione isolante e di regolazione degli scambi metabolici. Il risultato finale è una diffusa demielinizzazione con accumulo in particolare di psicosina, sostanza tossica che porta a morte gli oligodendrociti o le cellule di Schwann (che formano la mielina nel sistema nervoso centrale o periferico). Si tratta di una patologia che allo stato attuale non ha ancora nessuna possibilità di cura e il cui trattamento coinvolge principalmente approcci concepiti per alleviare i sintomi.
Nella forma infantile - che insorge tra i tre e i sei mesi di vita -, essa ha una progressione molto rapida con morte nel secondo anno di vita. Si conoscono anche una forma tardo infantile e forme a progressione più lenta quali la giovanile e la forma adulta.

La forma infantile è particolarmente frequente nell’Europa del nord, la forma ad esordio tardo infantile ha una incidenza piuttosto elevata in Sicilia. Nel caso della forma adulta, il fenotipo clinico è estremamente variabile anche nell’ambito della stessa famiglia, nonostante si abbia la stessa mutazione genetica. Si manifesta indifferentemente in entrambi i sessi e spesso i sintomi (disabilità visiva, atassia o disturbi dell’andatura, perdita di destrezza manuale) vengono attribuiti ad altre patologie. Dal momento che c’è un’alta incidenza della forma tardo-infantile in Sicilia, lo studio si prefigge di identificare i portatori sani (eterozigoti) della leucodistrofia di Krabbe e le coppie nelle quali entrambi i membri siano portatori e pertanto a rischio di generare figli malati nel 25% dei casi.

 - Lo screening

Il test viene realizzato su cellule di tampone buccale con metodo assolutamente indolore, rapido e sensibile. Con un semplice tampone, si preleva il DNA dalle cellule della mucosa buccale. Tramite analisi High Resolution Melting (HRM) e sequenziamento dell’esone 1, si ottiene in tempi rapidi la risposta di eventuale portatore della mutazione anche per i polimorfismi a singola base. In questo primo periodo lo screening ha previsto il coinvolgimento di parenti di ammalati, di cui era nota la mutazione. Nell’ambito delle famiglie esaminate, sono stati trovati numerosi portatori di una copia allelica difettosa.