A Misterbianco nasce l’Urban Innovation Laboratory

Firmato l’accordo tra Comune e Ateneo per la nascita di un ‘incubatore’ dove favorire i processi di innovazione tecnologica e sociale, coltivare e valorizzare le idee e le giovani imprese

12 Luglio 2016
Mariano Campo

Un ‘incubatore’ nel quale favorire i processi di innovazione tecnologica e sociale, ‘coltivare’ e valorizzare le idee e le giovani imprese, una struttura strategica per consentire alla regione e alle comunità di tornare ad essere competitive sul mercato internazionale. Facendo leva sulla risorsa più grande che ha la Sicilia: i suoi giovani, le sue intelligenze, i suoi laureati.

E’ con queste ambizioni che nasce il nuovo “Urban Innovation Laboratory” di Misterbianco, che avrà sede nel laboratorio di Città “Nelson Mandela”, in via Giuseppe Barone.  Il progetto, finalizzato anche allo sviluppo di soluzioni nuove ai bisogni del territorio, alla creazione e allo sviluppo di start up innovative e a vocazione sociale, scaturisce proprio grazie ad una forte collaborazione e condivisione d’intenti tra l’Università di Catania e il comune etneo.

L’accordo che darà vita ad una struttura unica nel suo genere in Sicilia e tra le prime nel Mezzogiorno è stato firmato questa mattina dal rettore Giacomo Pignataro, dal direttore generale Federico Portoghese e dal sindaco Antonino Di Guardo. “Da tempo promuoviamo numerose iniziative per la diffusione della cultura d’impresa – hanno ricordato Pignataro e Portoghese – e presto saremo in grado di offrire al nostro territorio alcune nuove strutture che avvicineranno sempre più, anche fisicamente, il mondo della ricerca e quello dell’impresa. In questo senso, ci sembra fondamentale il ruolo degli enti locali per creare le condizioni di sviluppo del capitale umano”.

“A nome della mia comunità – ha sottolineato il sindaco Di Guardo - ringrazio l’Università di Catania per l’apporto e le esperienze che investirà in questo progetto, volto ad offrire nuove prospettive per i nostri giovani, coniugando innovazione e sviluppo”. “Questo esperimento – si è augurato l'assessore allo Sviluppo Economico e Servizi Sociali Marco Corsaro – può inoltre divenire un avamposto per altri comuni del comprensorio”.

Erano inoltre presenti il presidente e il direttore del Capitt (il Centro per l’aggiornamento delle professioni e per l’innovazione e il trasferimento tecnologico dell’Ateneo, che curerà le attività nel laboratorio) Rosario Faraci e Aldo Missale e l’avvocato Ninni Ansalone.

La sede messa a disposizione dal comune può offrire anche un auditorium con 500 posti, una galleria d'arte, una mediateca (nell’aula studio "Fabrizio De Andrè"), un'agorà di 1500 metri quadri, oltre che spazi per laboratori musicali e teatrali. Qui il Capitt potrà svolgere le necessarie attività di assistenza, formazione, consulenza per lo sviluppo di uno spazio di co-working e incubazione di nuove idee, progetti, iniziative imprenditoriali ad alto contenuto innovativo nel territorio.