Horizon / Euromed, presentate le opportunità

La prof.ssa Alessandra Gentile, delegata per la Ricerca: «L’Ateneo da anni è impegnato nel rilancio della ricerca scientifica attingendo a risorse dai bandi regionali, nazionali ed europei»

6 Luglio 2018
Alfio Russo

La Ricerca scientifica sempre più al centro delle azioni dell’Università di Catania, ormai da anni impegnata nella partecipazione dei bandi europei e della cooperazione euro-mediterraneo. Un quadro emerso stamattina nel corso della conferenza “La cooperazione internazionale per la ricerca e l’innovazione nell’ambito del Programma Horizon 2020 e dell’area EuroMed”, organizzata stamattina dall’Area della Ricerca d’Ateneo nell’aula magna del Palazzo centrale. Ad aprire i lavori la prof.ssa Alessandra Gentile, delegata per la Ricerca, che ha evidenziato «l’impegno dell’Università di Catania in questi ultimi anni nel rilancio della ricerca scientifica attingendo a quante più risorse possibili dai bandi regionali, nazionali ed europei» sottolineando anche «come l’ateneo sia intervenuto nel triennio 2016-2018 con il bando “Chance” per sostenere e incentivare la partecipazione ai bandi competitivi attraverso un contributo assegnato ai ricercatori valutati positivamente, ma non finanziati per mancanza di risorse con lo scopo di rafforzare la capacità progettuale, migliorare i risultati ottenuti e presentarsi con un maggiore grado di competitività ad altri bandi». «Solo aumentando la presentazione di progetti ai bandi competitivi avremo maggiori chance di successo» ha concluso la prof.ssa Gentile.

Una linea che richiede anche il “sostegno” amministrativo che il direttore generale d’Ateneo, avv. Candeloro Bellantoni, ha assicurato evidenziando che «l’amministrazione sta agevolando tutte le procedure di partecipazione ai bandi europei e dell’area euro-mediterranea perché la Ricerca internazionale è una priorità di questa Università che aspira a essere Ateneo leader nel bacino del Mediterraneo».

Su questo tema il prof. Rosario Sinatra, delegato alle Politiche di sviluppo nel bacino del Mediterraneo, è intervenuto sottolineando che «l’Università di Catania in questi ultimi mesi è impegnata nel potenziare la propria presenza nei Progetti euro-Med, ma anche nel rafforzare e intensificare i rapporti di cooperazione con i Paesi del bacino del Mediterraneo tramite la mobilità e i programmi di ricerca e di studio». «È indispensabile – ha concluso il prof. Sinatra - stringere nuovi e rinnovati accordi quadro con i Paesi del Mediterraneo visto che alcuni di questi sono anche candidati e potenziali candidati all’allargamento dell’Unione Europea pur non essendo europei».

A seguire la dott.ssa Maria Cristina Russo, direttore DG Ricerca & Innovazione della Commissione Europea, ha illustrato la politica europea per la ricerca e le prospettive per la cooperazione internazionale. «Fino al 2020 svilupperemo Horizon2020, il più grande programma multinazionale al mondo – ha spiegato la prof.ssa Russo -. Il futuro si chiama “Horizon Europe”, il più ambizioso programma di ricerca e innovazione di sempre con un budget di 100 miliardi di euro a cui possono partecipare i 28 Paesi dell’Ue e della cooperazione internazionale». In chiusura la dott.ssa Russo ha “premiato” l’Ateneo di Catania «già molto attivo in Horizon2020 e che sicuramente sarà ancor più attivo in Horizon Europe».

Il dott. Marcello Scalisi, direttore dell’Unione delle Università del Mediterraneo (Unimed) ha illustrato quindi il quadro della cooperazione accademica nell’area del Mediterraneo evidenziato «il particolare contesto storico-politico per la cooperazione euro-mediterranea» e il «lavoro della Commissione europea che sta ridefinendo i programmi per il periodo 2021-2027 che vede la cooperazione euro-mediterranea sempre più al centro dei programma sia per la cooperazione universitaria come i programmi Erasmus, sia per i programmi della ricerca in campo europeo».

E sul ruolo dell’Università di Catania in Unimed il dott. Scalisi ha evidenziato che «l’ateneo catanese in questi ultimi mesi sta rilanciando la sua partecipazione nel network, che associa 112 università di 23 Paesi, attraverso la presentazione di diversi progetti e organizzazione di momenti di incontro che coinvolgono docenti e ricercatori in un processo di cooperazione complesso, ma anche importante per accedere a nuovi fondi». «Le linee dei nuovi programmi saranno il frutto di un dialogo con la Commissione europea e con le università associate e guarderanno al food andwater attraverso il programma prima, ai temi dei trasporti, education and training, E-learning e anche sull’emergenza dei rifugiati e delle migrazioni» ha concluso il dott. Scalisi.

I lavori sono proseguiti con l’intervento del dott. Diego Sammaritano, policy officer DG Ricerca & Innovazione della Commissione europea, che ha presentato le opportunità per la cooperazione internazionale nel periodo 2018-2020. Nella seconda parte della giornata sono intervenuti il prof. Roberto Barbera (coordinatore tecnico e responsabile scientifico per Unict del progetto “SCI-GAIA”), il prof. Ferdinando Branca (coordinatore europeo del progetto “BRESOV”) e il prof. Francesco Pappalardo (coordinatore scientifico del progetto “STriTuVaD”) che hanno illustrato la loro esperienza di partecipazione a progetti Horizon 2020 di cooperazione internazionale. In chiusura la dott.ssa Teresa Caltabiano, responsabile dell’Ufficio ricerca internazionale, è intervenuta sul tema “La partecipazione dell’Università di Catania ai bandi per la ricerca internazionale”.