Majorana e le scoperte scientifiche del ‘900

Liceali catanesi al Monastero dei Benedettini per un incontro sulla figura e il contributo dello scienziato catanese

11 Novembre 2019
Alfio Russo

Auditorium dei Benedettini stracolmo di studenti delle scuole superiori catanesi per l’incontro scientifico su “Il contributo di Ettore Majorana alle scoperte scientifiche del ‘900”, promosso dal dipartimento di Fisica e Astronomia dell’Università di Catania, in collaborazione con la sezione etnea dell’Infn, l’Osservatorio astrofisico Inaf e con il patrocinio della Città metropolitana di Catania, e il supporto di Philolympia, Osservatorio euromediterraneo e Nuova libreria Bonaccorso.

La manifestazione, che è stata aperta dal saluto del rettore Francesco Priolo, ha visto gli interventi dei docenti Vincenzo Antonuccio, che ha introdotto e coordinato la giornata incentrata sulla figura del grande scienziato catanese, Vincenzo Branchina, che ha illustrato il pensiero scientifico di Ettore Majorana e Pietro Greco, che ha presentato il contesto storico e culturale in cui lo studioso visse.

A conclusione degli interventi, è stato proiettato il film “Nessuno mi troverà”, del regista Egidio Eronico.

Ettore Majorana, geniale fisico teorico siciliano e docente presso l’Istituto di Fisica dell’Università di Napoli, a soli trentuno anni scompare in circostanze misteriose il 26 marzo 1938. Qualcuno dichiara di averlo visto per l’ultima volta a bordo della nave che da Palermo fa rotta verso Napoli. E subito ha inizio la ridda delle ipotesi, delle congetture. Suicida? Rapito da potenze straniere? Fuggito dall’Italia? Ritiratosi in un convento? Nell’affaire Majorana sembrano implicati scienziati atomici, servizi segreti, uomini politici, militari. E il mistero s’infittisce, facendo emergere interrogativi e contraddizioni che spingono ad indagare tra le pieghe più nascoste la vita e la personalità del giovane fisico. Cosa è stato di Majorana? Come può uno scienziato considerato da Enrico Fermi dello stesso calibro di Galileo e Newton sparire nel nulla? Quale – ieri come oggi – la vera posta in gioco? Tra documentazione e immaginazione – lungo la scia tracciata dalle approfondite ricerche di Francesco Guerra e Nadia Robotti intorno alla figura e all’attività di Majorana – Nessuno mi troverà cerca di rispondere cinematograficamente magari solo ad alcune di queste domande. Senza la presunzione di fornire certezze, com’è ovvio, ma senza neppure adagiarsi nelle comode incongruenze di un’immancabile quanto insoddisfacente "verità ufficiale".

La sua sparizione, quasi ottant’anni fa, non smette di produrre quesiti, dubbi, ricerche; le sue intuizioni e i suoi lavori scientifici sono oggi più attuali di quando furono pubblicati. Il suo enigma, lungi dall’essere risolto, è diventato un paradigma di questioni scientifiche, politiche, morali, che agitano ancora la nostra società. Attraverso documenti, immagini d’archivio, animazioni da graphic novel, testimonianze, documentario e congetture, il film di Eronico scandaglia quel mare di mistero chiamato Ettore Majorana.