Le nuove prospettive del diritto dell’arbitrato

A Giurisprudenza un convegno promosso dalla Scuola di Specializzazione per le Professioni legali “Antonino Galati”

15 Maggio 2017
Giuseppe Melchiorri

Una delle problematiche più urgenti del nostro sistema giuridico è rappresentata dalla lunghezza eccessiva dei processi civili, con i giudici costretti a carichi di lavoro poco sostenibili, che causano ritardi esagerati nella risoluzione delle controversie. Per rispondere alla crescente richiesta di giustizia e all'esigenza di uno snellimento del procedimento giudiziario, il Codice di Procedura Civile ha previsto lo strumento dell’arbitrato, l’istituto giuridico che consente di risolvere liti in materia civile e commerciale mediante l’affidamento della controversia ad un arbitro o a un collegio arbitrale al fine di ottenere la soluzione in tempi brevi. Si tratta di un istituto che è  stato oggetto nel corso degli anni di vari interventi di modifica legislativa, che l’hanno trasformato da "antagonista" del processo civile a strumento ritenuto universalmente utile, a maggior ragione dopo il suo inserimento nelle controversie amministrative nel nuovo Codice dei Contratti pubblici.

Di queste tematiche si è parlato oggi a Villa Cerami nel corso dell’incontro “Nuove prospettive del diritto dell’arbitrato”, promosso dai docenti del dipartimento di Giurisprudenza Sebastiano Licciardello e Ignazio Zingales, nell’ambito delle attività didattiche della Scuola di Specializzazione per le Professioni legali “Antonino Galati”.

"Lo svilupparsi di strumenti alternativi alla giurisdizione statale -ha spiegato Licciardello nel suo intervento introduttivo- non sempre è però legato all'inefficienza del sistema giudiziario italiano, ma spesso corrisponde a nuove istanze di tutela di cittadini e imprese, e l'arbitrato è uno degli strumenti individuati per rispondere anche a tali istanze".

L'incontro è stato aperto dagli indirizzi di saluto del direttore del dipartimento Roberto Pennisi e dal direttore della Scuola di specializzazione Giovanni Grasso. “Si tratta di un incontro estremamente attuale ha evidenziato il prof. Pennisi –, in quanto noi tutti non solo come giuristi, ma anche come cittadini riponiamo molta fiducia nel diritto stragiudiziale, come strumento per alleggerire le aule di tribunale che purtroppo sono sempre più congestionate".

“Vorrei ringraziare gli organizzatori per la scelta dell'argomento - ha fatto eco il prof. Grasso -, perché la giustizia arbitrale è ormai a tutti gli effetti sostitutiva di quella statale, come anche stabilito dalla Cassazione. Proprio per questo motivo le tematiche del convegno meritano tutte di essere affrontate con una attenta riflessione". "L'impostazione multidisciplinare data dagli organizzatori - ha continuato Grasso - rispecchia alla perfezione la filosofia della scuola Galati, che vuole essere una casa per tutti coloro che intendono affacciarsi alle professioni legali e che necessitano di un grado di specializzazione sempre più accentuato".

L’incontro, presieduto dal prof. Bruno Sassani, ordinario di Diritto processuale civile nell’Università di Roma “Tor Vergata”, ha visto la partecipazione di importanti giuristi provenienti da tutta Italia: il prof. Ferruccio Auletta, presidente della Camera arbitrale per i Contratti pubblici all’Anac e ordinario di Diritto processuale civile nell’Università di Napoli “Federico II”, che è intervenuto sull’arbitrato amministrativo nel nuovo codice dei contratti pubblici; il prof. Giuseppe Caia, ordinario di Diritto amministrativo nell’Università di Bologna, con una disamina sull’arbitrato nelle controversie amministrative; il prof. Ugo Draetta, componente della Camera arbitrale per i Contratti pubblici all’Anac, che ha analizzato le convergenze e le divergenze tra arbitrato internazionale e quello nei contratti pubblici; Maria Rosaria Maugeri, ordinario di Diritto civile a Catania e presidente del collegio palermitano dell’Arbitro bancario e finanziario (Abf), che ha parlato di arbitrato finanziario; Fabio Santangeli, ordinario di Diritto processuale civile nell’Università di Catania e presidente della Camera Civile di Catania, intervenuto sul Faith-Based Arbitration; Giovanni Fabio Licata, componente della Camera arbitrale per i Contratti pubblici all’Anac e Francesco Mauceri, legale nel Foro di Catania.