Laureato catanese esperto di Digital Project Management per una società irlandese

Il neolaureato Giuseppe Pappa assunto a Dublino come "BIM Engineer" in un'azienda del settore edilizio

2 Dicembre 2019
G.M.

Un lavoro a tempo indeterminato in Irlanda, in una delle più importanti società che si occupano del Digital Project Management, la “GagaMuller”, ottenuto subito dopo la laurea, a 27 anni. E’ la “storia di successo” di un ex studente dell’Università di Catania, Giuseppe Pappa, classe 1992, laureatosi a fine ottobre in Ingegneria civile delle Acque e dei Trasporti.

L'ingegnere catanese Giuseppe Pappa nella sede di lavoro«La società per cui lavoro – spiega il giovane ingegnere catanese - utilizza moderni flussi di lavoro basati sulla tecnologia BIM (Building Information Modeling) per fornire progetti in vari settori dell’edilizia, coprendo l’intero ciclo di vita del progetto. Nello specifico, il mio ruolo prende il nome di “BIM Engineer”. Al momento, mi occupo del progetto di un polo farmaceutico che sorgerà qui in Irlanda, chiamato “WuXi Biologics Project”, all’interno di un team composto da altri cinque ingegneri. Sino ad oggi, sono stato incaricato della modellazione 3D di alcuni elementi del fit-out package, nonché della realizzazione di dettagli costruttivi in 2D e di layout quotati ai fini dell’approvazione e, successivamente, costruzione. A tal fine, utilizzo software BIM che ho avuto modo di approfondire parallelamente ai miei studi universitari, frequentando dei corsi e sostenendo degli esami per ottenerne la certificazione, come ad esempio il software Autodesk Revit, nonché altri software che sto imparando ad utilizzare direttamente qui, come ad esempio Autodesk Navisworks».

«Prima ancora di discutere la tesi – continua - sono venuto a conoscenza dell’offerta di lavoro grazie a LinkedIn. Ho proposto la mia candidatura, a seguito della quale sono stato contattato direttamente dai due Ceo dell’azienda per un colloquio su Skype, nel quale ho risposto a domande di carattere tecnico e motivazionale. Il giorno dopo aver conseguito la laurea sono stato ricontattato per un’ulteriore interview, e infine mi è stata avanzata la proposta di assunzione, con contratto a tempo indeterminato».

«Dopo il diploma al liceo scientifico al Galileo Galilei di Catania – racconta - mi sono iscritto alla triennale in Ingegneria civile e ambientale e successivamente alla magistrale in Ingegneria civile delle Acque e dei Trasporti, dove mi sono laureato con 110. Ho scritto una tesi avente per oggetto la prefattibilità di un collegamento stabile tra la stazione metropolitana “Milo” ed il parcheggio scambiatore “Santa Sofia”. Ho studiato le varie alternative progettuali che potessero assolvere a tale funzione, vagliandone la fattibilità tecnica ed economica e proponendo, infine, una soluzione di progetto, sviluppata attraverso l’utilizzo di un software BIM: Civil 3D. I miei relatori sono stati il prof. Matteo Ignaccolo e il prof. Giuseppe Inturri, il quale è stato il mio relatore anche per la tesi della laurea triennale, nonché mio mentore nella scelta della laurea magistrale».

«L’Università di Catania mi ha formato come professionista, ma anche come persona – ammette Giuseppe -. La mia carriera universitaria, come quella di molti altri colleghi, è stata ricca di alti e bassi, vittorie e sconfitte, gioie e delusioni. Alla fine del percorso, però, tutto quello che ho attraversato mi ha forgiato e mi ha permesso di essere ciò che oggi sono, mi ha dato la giusta motivazione per non arrendermi alla prima sconfitta, al primo errore, e di continuare a credere in ciò per cui ho lottato e faticato. Credo che l’Ateneo mi abbia fornito ottime conoscenze dal punto di vista teorico, grazie alle quali sono in grado di affrontare svariati problemi e che fanno di me, quindi, un professionista in grado di adattarsi anche ad ambiti differenti da quello in cui si è specializzato. Devo ringraziare comunque il prof. Inturri e la mia correlatrice, l’ing. Michela Le Pira, che hanno rappresentato per me una guida anche per la mia successiva scelta lavorativa, dandomi l’opportunità di confrontarmi con loro e ascoltare i loro consigli».

Quella della “GagaMuller”, infatti, non è stata l’unica offerta di lavoro ricevuta: l’ing. Pappa è stato chiamato come Project Engineer nella sede di Dubai di una prestigiosa azienda italiana e come Ingegnere civile (nello specifico, in ambito idraulico) in un’azienda con sede a Castiglione delle Stiviere (Mantova). «Premettendo che, alla mia età, reputo un trasferimento assolutamente stimolante - evidenzia il giovane ingegnere -, un primo fattore che ha influito nella mia scelta è sicuramente la città: fra le tre opzioni, sono stato attratto maggiormente da Dublino e Dubai. Altri fattori importanti sono stati, inoltre, il tipo di azienda ed il tipo di ruolo che avrei dovuto ricoprire, ma sicuramente hanno giocato un ruolo fondamentale anche motivazioni di carattere personale, che vedono in Dublino un cambiamento sì radicale, ma leggermente più “a dimensione” rispetto a Dubai; del resto, in entrambi i casi avrei affrontato un’esperienza all’estero, sicuramente costruttiva e formativa dal punto di vista personale e professionale.

Per quanto riguarda il futuro, il mio obiettivo principale è quello di dimostrare le mie capacità a me stesso e all’azienda per cui lavoro, dando il massimo giorno per giorno e assorbendo tutto ciò che sono in grado di assorbire, al fine di aumentare le mie competenze. Voglio crescere come professionista, arrivando a ricoprire, col tempo e l’esperienza necessari, un ruolo di tipo manageriale. Poi, un domani, sarei felice di poter riportare il mio bagaglio culturale nella mia città e contribuire, nel mio piccolo, alla sua crescita».  

Ma cosa consiglia Giuseppe a chi intende intraprendere il suo percorso? «I più giovani devono lottare per ciò in cui credono, non devono demoralizzarsi, ma studiare e informarsi su quali sono i settori in espansione sul mercato. Per ottenere un buon lavoro non bisogna necessariamente andare a studiare fuori, bisogna semplicemente rimboccarsi le maniche. Consiglio però un’esperienza all’estero anche per imparare o migliorare la propria conoscenza dell’inglese o di un’altra lingua straniera».